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Pignoramenti: prima casa no, ma il rischio ipoteca resta

12 Novembre 2013
Pignoramenti: prima casa no, ma il rischio ipoteca resta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Novembre 2013



Tutte le novità relative all’ipoteca sulla prima casa, sui pignoramenti mobiliari dei beni indispensabili all’attività, sul fermo amministrativo e sui pignoramenti presso terzi.

Le novità apportate dal Decreto del fare in materia di riscossione sono molte e di grande impatto operativo.

La modifica più rilevante è il divieto di espropriazione dell’abitazione principale. Esso opera solo in presenza di quattro condizioni:

1) deve trattarsi dell’unico immobile posseduto dal debitore;

2) il fabbricato deve avere destinazione catastale abitativa. Ne consegue che se il debitore abita in un immobile a uso ufficio la copertura non opera;

3) non deve però essere una casa di lusso, a prescindere dalla categoria catastale ufficiale, né appartenere alle categorie A8 (ville) o A9 (castelli);

4) il debitore deve avere residenza anagrafica nell’unità in esame.

Questo non vuol dire che Equitalia non potrà iscrivere ipoteca sulla casa. L’ipoteca infatti è solo una causa di “prelazione” (ossia di “preferenza” nella distribuzione del denaro derivante dall’asta) nel caso in cui qualche altro creditore metta in moto il procedimento di espropriazione (procedimento che, come detto, in presenza delle quattro suddette condizioni, Equitalia non può avviare). Infatti, il divieto di espropriazione introdotto dal decreto del Fare (che opera solo nei confronti di Equitalia e non di altri creditori privati) non esclude che l’abitazione principale sia, tuttavia, ipotecabile in presenza di un debito a ruolo superiore a 20mila euro.

Sempre restando in tema di pignoramenti immobiliari, è stato elevato da 20mila a 120mila euro il limite minimo di importo scaduto in presenza del quale l’espropriazione è ammessa: in questi casi, ovviamente, l’espropriazione è possibile solo quando manchino le suddette quattro condizioni.

È inoltre necessario che l’espropriazione sia preceduta dal decorso di sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca.

Non è ancora chiaro se le nuove condizioni, molto più favorevoli per il debitore, si applichino anche ai pignoramenti già eseguiti e per i quali la vendita all’incanto del bene non sia ancora avvenuta. In attesa di dirimere la questione, Equitalia ha sospeso tutte le procedure in corso alla data di entrata in vigore del Dl 69/13.

Pignoramenti mobiliari

Passando ai pignoramenti mobiliari, una novità riguarda il divieto di apposizione del fermo amministrativo per i veicoli strumentali all’impresa e alla professione. A questo scopo, il contribuente deve provare che il mezzo – sul quale Equitalia ha preannunciato l’iscrizione del fermo – è strumentale all’esercizio dell’attività o della professione. La dimostrazione deve essere data entro 30 giorni dal ricevimento del preavviso di fermo.

Quanto al pignoramento di beni indispensabili all’esercizio dell’impresa o della professioni, questi sono infatti pignorabili nei limiti di un quinto del loro valore, solo se l’ufficiale di riscossione non ha rinvenuto altri beni capienti, e anche se il debitore ha forma societaria oppure presenta prevalenza del capitale investito rispetto al lavoro.

Inoltre, in caso di pignoramento di questi beni, il debitore è sempre nominato custode degli stessi e devono decorrere almeno 300 giorni prima della vendita all’incanto.

Pignoramenti presso terzi

In tema di pignoramento presso terzi, si è elevato da 15 a 60 giorni il termine entro il quale il terzo pignorato deve versare le somme richieste dall’agente della riscossione.

In caso di pignoramento dello stipendio, inoltre, il datore non deve accantonare l’ultimo emolumento accreditato sul conto corrente del dipendente che, pertanto, va erogato al dipendente.

È annunciata l’emanazione di un decreto delle finanze che dovrà elencare i beni assolutamente impignorabili. Sebbene la norma sia collocata nell’ambito dei pignoramenti immobiliari è da ritenersi che la stessa esplichi effetti per le espropriazioni mobiliari.


2 Commenti

  1. per quanto riguarda il pignoramento dello stipendio è previsto che l’ultima paga va accreditato al dipendente pignorato. E lo stipendio dei mesi successivi ? sono pignorabili per intero se accreditati su un conto corrente bancario o postale ?

  2. salve, ho un debito con la mia ex moglie di circa 11 mila euro per arretrati del mantenimento di mia figlia accumulati in 9 anni in cui mia figlia è vissuta con lei. nel 2011 mia figlia (minorenne) ha deciso di venire a vivere con me. Dopo 26 mesi di convivenza non ho mai ricevuto un euro per il mantenimento di mia figlia mentre la madre rivendicava quei 11 mila euro di arretrati. dopo quei 26 mesi il giudice ha ufficializzato l’affidamento e la madre deve versare 200 euro più spese. Io non mi sono rifiutato di pagare il debito ma a fronte di questo ho solo chiesto di detrarre i 26 mesi scoperti più spese dalla somma richiesta. Ora mi vedo notificare un pignoramento della mia prima e unica casa dove io e mia figlia viviamo! Cosa devo aspettarmi? Grazie per il vostro tempo dedicatomi:

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