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Zone rosse: il Cts le aveva proposte, ora spunta il verbale

7 Agosto 2020
Zone rosse: il Cts le aveva proposte, ora spunta il verbale

La rivelazione: gli esperti il 3 marzo avevano raccomandato di istituirle, ma l’appello rimase inascoltato da Governo e Regione Lombardia.

Dopo la desecretazione e pubblicazione dei verbali del Cts (il Comitato tecnico-scientifico che ha assistito il Governo durante la fase acuta dell’emergenza Coronavirus), l’analisi si è concentrata sulle parti mancanti, piuttosto che sui contenuti presenti: molti commentatori avevano subito rilevato l’assenza di notizie sulla mancata istituzione della zona rossa nella Bergamasca, su cui rimaneva il mistero.

Adesso invece spunta un ulteriore verbale, che il Governo non aveva inserito nell’elenco di quelli pubblicati ieri: è relativo alla riunione del 3 marzo, e da esso emerge che il Cts propose di adottare misure restrittive in Valseriana, nella Bergamasca, raccomandando di istituire zone rosse nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro.

Ma l’appello in quei giorni rimase inascoltato dal Governo. La rivelazione arriva oggi dall’Eco di Bergamo che ha acquisito il verbale di quella riunione, reso pubblico dal consigliere regionale della Lombardia Niccolò Carretta.

Nel documento si legge: «Il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due comuni, al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue». Sono proprio Alzano Lombardo e Nembro le due località alle quali si fa riferimento.

L’evoluzione degli eventi, purtroppo, è ben nota: dopo due giorni di intensi confronti tra Regione Lombardia e Governo, il 5 marzo – ricostruisce l’Eco di Bergamo – in provincia di Bergamo arrivano 250 tra poliziotti, carabinieri e uomini della Guardia di Finanza pronti a blindare i due Comuni della Valseriana. Ma non furono mai impiegati, per circostanze ancora non chiarite.

Dal verbale del Cts emerge la netta posizione degli esperti, che indicavano anche i motivi del suggerimento: «I due comuni – si legge ancora nel verbale – si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l’R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di altro rischio di ulteriore diffusione del contagio».

Ma nonostante ciò, in quei giorni le zone rosse non furono istituite e ora esplodono le polemiche. «Conte non vide il documento del Cts?» chiede provocatoriamente la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, che invoca «un immediato chiarimento da parte del Governo».

Difende il premier, invece, e contemporaneamente attacca la Regione Lombardia , il Movimento 5 Stelle: «Spettava alla Regione fare un passo avanti e ‘sigillare’ Alzano lombardo e Nembro dopo l’indicazione da parte del Comitato tecnico scientifico il 3 marzo scorso. Il Governo aveva fatto le sue mosse, che la Regione non ha recepito e non si è attivata», afferma Massimo De Rosa, capogruppo del M5S in Lombardia.

Durissima la reazione del leader della Lega Matteo Salvini: «Ora emerge che il governo prima non chiuse le zone rosse colpite dal virus come richiesto, e dopo chiuse tutta Italia senza un valido motivo. Se io vado a processo per aver ritardato di qualche giorno lo sbarco di qualche immigrato, Conte e compagni dovrebbero rispondere del sequestro di milioni di italiani e di un disastro sanitario, sociale ed economico senza precedenti».



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