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Ape sociale: quali i requisiti?

8 Agosto 2020 | Autore:
Ape sociale: quali i requisiti?

Anticipo pensionistico a carico dello Stato: quali condizioni bisogna soddisfare per beneficiare di questa indennità di accompagnamento alla pensione?

La legge di bilancio 2017 [1] ha introdotto un importante strumento che offre a determinate categorie svantaggiate di lavoratori la possibilità di un’uscita anticipata dal lavoro, con un’indennità di accompagnamento alla pensione a carico dello Stato: si tratta dell’Ape sociale.

Quest’indennità è stata prorogata di anno in anno: attualmente è stata estesa a chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2020, dovrebbe a breve essere ampliata anche a favore di coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2021, con un’apposita previsione nella nuova legge di bilancio.

Ma come funziona nel dettaglio l’Ape sociale? Per l’Ape sociale quali i requisiti?

I requisiti sono differenti in base alla categoria di appartenenza del lavoratore: per gli addetti ai lavori gravosi, ad esempio, sono necessari 36 anni di contributi, mentre per le altre categorie di lavoratori ne bastano 30. Le donne con figli, appartenenti a entrambe le categorie, hanno poi diritto a una riduzione massima del requisito contributivo pari a due anni.

In ogni caso, bisogna tener presente che l’Ape sociale non può essere richiesta quando si preferisce, ma è necessario far riferimento innanzitutto a tre scadenze annuali per richiedere la certificazione dei requisiti per il diritto alla prestazione: il 31 marzo in prima istanza, il 15 luglio in seconda istanza, il 30 novembre tardivamente: le domande inviate in ultima istanza possono essere accolte solo se vi sono risorse residue. Una volta ricevuta la certificazione dell’Inps, l’interessato può richiedere l’indennità di accompagnamento alla pensione.

Come funziona l’Ape sociale?

Come abbiamo detto, l’indennità di Ape sociale è una prestazione di accompagnamento alla pensione, cioè un assegno che ha la funzione di sostenere il reddito dell’interessato dal momento della cessazione dell’attività lavorativa (o dal successivo momento di decorrenza dell’assegno stesso) sino al compimento del requisito di età per la pensione di vecchiaia.

Ad oggi e sino al 31 dicembre 2022, il requisito di età per la pensione di vecchiaia ordinaria è pari a 67 anni.

L’indennità non può essere liquidata prima del compimento dei 63 anni di età.

Franco ha 63 anni e possiede tutti i requisiti previsti per la sua categoria, per il diritto all’Ape sociale. L’Inps, dopo la presentazione dell’istanza di certificazione e della domanda di indennità, liquida l’assegno sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Al compimento del requisito di età, a Franco è liquidata la pensione di vecchiaia.

Quali sono le categorie beneficiarie dell’Ape sociale?

Le categorie beneficiarie dell’Ape sociale sono quattro: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi civili e addetti ai lavori gravosi.

Requisiti disoccupati di lungo corso

Sono ricompresi nella categoria dei disoccupati di lungo corso i lavoratori che risultano in stato di disoccupazione, cioè che hanno perso l’impiego involontariamente, a seguito di:

  • licenziamento, anche collettivo o per giusta causa;
  • di dimissioni per giusta causa;
  • di dimissioni per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.

Perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario:

  • che abbiano alle spalle 30 anni di contributi;
  • che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione, come la Naspi e che non si siano rioccupati.

Dal 2018, è ammessa la rioccupazione con contratto di lavoro subordinato, contratto di prestazione occasionale o libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente.

Gianni, 63 anni, con 30 anni di contributi alle spalle, è stato licenziato nel 2019 e ha finito di percepire la Naspi nel mese di marzo 2020. Da luglio 2020 ha i requisiti per percepire l’Ape sociale.

Inoltre, dal 2018 possono accedere all’Ape sociale anche i lavoratori in stato di disoccupazione il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di periodi di lavoro subordinato negli ultimi 3 anni.

Requisiti caregiver

Possono ottenere l’Ape sociale, con un minimo di 30 anni di contributi, anche i lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente, con handicap riconosciuto in situazione di gravità [2].

Romualdo, che ha 63 anni e 30 anni di contributi alle spalle, assiste da un anno la moglie, che è stata riconosciuta portatrice di handicap grave un anno fa. Ha il diritto di richiedere l’Ape sociale, quindi, una volta ricevuta la certificazione da parte dell’Inps, può cessare l’attività lavorativa, potendo contare sull’indennità sino alla data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Nannina, che ha 63 anni e 30 anni di contributi alle spalle, assiste da un anno la madre, che è stata riconosciuta portatrice di handicap grave un anno fa, ma non convive con lei. Nannina non ha il diritto di richiedere l’Ape sociale in quanto non assiste un familiare convivente.

A partire dal 2018, sono inclusi anche coloro che assistono un familiare entro il secondo grado, convivente e portatore di handicap grave; in questo caso, però, è necessario che il coniuge o i genitori o i genitori del disabile abbiano compiuto i 70 anni di età, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Sigismondo, che ha 63 anni e 30 anni di contributi alle spalle, assiste da un anno la sorella, che è stata riconosciuta portatrice di handicap grave un anno fa, e convive con lei. La sorella non è sposata ed i genitori hanno 80 anni. Ha il diritto di richiedere l’Ape sociale, quindi, una volta ricevuta la certificazione da parte dell’Inps, può cessare l’attività lavorativa, potendo contare sull’indennità sino alla data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Requisiti invalidi civili

L’accesso all’Ape sociale è previsto anche per i lavoratori che, avendo alle spalle almeno 30 anni di contributi, possiedono un’invalidità civile, riconosciuta dall’apposita commissione medica in misura uguale o superiore al 74%.

Giorgio ha 63 anni e 30 anni di contributi alle spalle. Viene riconosciuto invalido dall’apposita commissione medica Asl nella misura del 74%. Giorgio può richiedere l’Ape sociale, quindi, una volta ricevuta la certificazione da parte dell’Inps, può cessare l’attività lavorativa, potendo contare sull’indennità sino alla data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Requisiti addetti ai lavori gravosi

Gli addetti ai lavori gravosi, ultima categoria di beneficiari dell’Ape sociale, sono coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio, un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare o soci di cooperative;
  • lavoratori marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne;
  • operai agricoli, della zootecnia e della pesca;
  • operai degli impianti siderurgici di prima e seconda fusione e operai del vetro addetti a lavori ad alte temperature non ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti.

Per ottenere l’Ape sociale, gli addetti ai lavori gravosi devono avere alle spalle almeno 36 anni di contributi.

Metello ha 63 anni, 36 anni di contributi ed ha fatto il facchino per 7 anni nell’ultimo decennio. Può ottenere l’Ape sociale, quindi, una volta ricevuta la certificazione da parte dell’Inps, può cessare l’attività lavorativa, potendo contare sull’indennità sino alla data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Requisiti donne con figli

Le donne hanno diritto alla riduzione di un anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di due., a prescindere dalla categoria di appartenenza

Eufrasia, 63 anni, è stata addette all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza per 6 anni nell’ultimo settennio. Ha 3 figli. Può ottenere l’Ape sociale con 34 anni di contributi anziché 36. Maria, 63 anni, è invalida nella misura del 74%. Ha un figlio. Può ottenere l’Ape sociale con 29 anni di contributi anziché 30, dato che lo sconto è pari a 1 anno per ogni figlio.

Cessazione dell’attività lavorativa

L’Ape sociale non può essere liquidata se prima non si cessa l’attività lavorativa. In seguito, ci si può rioccupare, ma il reddito derivante dall’attività lavorativa non può superare:

  • 8mila euro annui, se l’attività è subordinata o parasubordinata;
  • 4800 euro annui, se l’attività è di lavoro autonomo.

L’Ape social è incompatibile con l’indennità di disoccupazione.

Certificazione dei requisiti

Per il diritto all’Ape sociale è indispensabile ottenere dall’Inps la certificazione dei requisiti.

La domanda di certificazione del diritto all’Ape sociale non deve essere confusa con la domanda di prestazione vera e propria: la domanda di riconoscimento delle condizioni per l’Ape sociale è infatti finalizzata ad ottenere dall’Inps la certificazione del diritto al beneficio.

Nel dettaglio, una volta ricevuta la domanda di certificazione dei requisiti, l’Inps verifica, in base al numero dei richiedenti ed al perfezionamento o meno delle condizioni richieste, chi può beneficiare dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato.

Non è necessario, comunque, aver perfezionato tutti i requisiti alla data di invio della domanda di certificazione: alcune condizioni, come quello di contribuzione, possono essere certificate dall’Inps in prospettiva.

Verificata la sussistenza dei requisiti, l’Inps inoltra ai beneficiari una comunicazione in cui sono certificati i requisiti per l’Ape sociale, sulla base della quale è possibile richiedere la prestazione stessa.

Importo dell’Ape sociale

L’Ape sociale è calcolata alla pari della futura pensione, ossia col metodo:

  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo per chi possiede meno di 18 anni di contributi alla stessa data;
  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo per chi possiede almeno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

L’indennità non può superare l’importo di 1500 euro mensili.


note

[1] Art.1 Co. 473 L. 232/2016.

[2] Art.3 Co.3 L. 104/1992.


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2 Commenti

  1. Buongiorno ,
    vorrei sapere , ad esempio nel mio caso ; a oggi sono disoccupato dal 14/10/2019 , ultimo rapporto di lavoro a tempo determinato .
    Ho 55 anni 1810 settimane contributive .
    Se non dovessi ricollocarmi , a 63 anni avrei accesso all’ape social ? Sempre che ci sia ancora .
    Grazie per una vostra risposta .

    1. Le categorie che possono beneficiare dell’Ape sociale sono quattro: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi civili e addetti ai lavori gravosi. Secondo le nuove previsioni, è prevista la proroga dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato per coloro che maturano i requisiti per l’accesso all’Ape sociale entro il 31 dicembre 2021. Per conoscere i requisiti per avere accesso all’Ape sociale, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/422029_ape-sociale-quali-i-requisiti

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