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Spese funerarie: ultime sentenze

8 Maggio 2021
Spese funerarie: ultime sentenze

Pesi ereditari; diritto di ottenere il rimborso; obbligazione risarcitoria gravante sul medico; spese funerarie esborsate dal coniuge superstite.

Spese per le onoranze funebri

Le spese per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari che, sorgendo in conseguenza dell’apertura della successione, costituiscono, unitamente ai debiti del defunto, il passivo ereditario gravante sugli eredi, ex art. 752 c.c., sicché colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso da parte dei coeredi, purché essi non abbiano manifestato una volontà contraria alla sua attività gestoria. Il mancato dissenso, tuttavia, non giustifica anche il rimborso di spese incongrue ed eccessive, non potendosi ritenere che il coerede abbia l’onere di manifestare una volontà contraria anche sul “quantum”, con la conseguenza che il giudice del merito, nella quantificazione delle spese da rimborsare a chi le ha anticipate, è tenuto a verificare quale sia la somma congrua alla luce delle tariffe praticate da altre agenzie per lo stesso servizio.

Cassazione civile sez. II, 27/08/2020, n.17938

Le spese funerarie. rientrano tra i pesi ereditari

Le  spese funerarie sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e che, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari – cioè dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento –, gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità. Ne consegue che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive sostenute contro la volontà espressa dai medesimi. E ciò vale anche per le spese del sepolcro e per le spese per la denuncia di successione.

Corte appello Catania sez. II, 18/07/2020, n.1286

Spese funerarie: devono essere ripartite tra gli eredi?

Le spese funerarie richieste dall’impresa di pompe funebri costituiscono un’obbligazione gravante, in forza del vincolo contrattuale, su chi le ha commissionate. Se è vero, infatti, che nei rapporti tra coeredi le spese funerarie debbono essere ripartire pro quota, in forza dell’art. 752 c.c., trattandosi di un peso ereditario, è anche vero che esse, a differenza dei debiti ereditari, che sono stati assunti in vita dal de cuius, vengono assunti da un soggetto diverso dal defunto, che può essere uno degli eredi, come anche un chiamato all’eredità che non intende accettarla o un terzo. Per questo, chi conclude il contratto, commissionando le prestazioni in esame, può farlo per se stesso o spendendo l’altrui nome, purché abbia poteri rappresentativi, ma se non lo fa in rappresentanza di altri delle obbligazioni che assume ne risponde ex art. 1372 c.c., che è norma generale.

Tribunale Grosseto, 09/05/2020, n.323

Risarcibilità delle spese funerarie 

Le spese funerarie, sostenute dagli eredi della persona deceduta per atto illecito, costituiscono una voce di danno ineliminabile e possono essere liquidate anche in mancanza di specifica dimostrazione della precisa entità della somma corrisposta a tale scopo, occorrendo, tuttavia, fornire al giudice i dati dai quali desumere, almeno approssimativamente, i parametri cui commisurare la valutazione, sia pure con riferimento al costo medio delle onoranze funebri della zona in questione.

Cassazione civile sez. III, 06/12/2018, n.31542

Le spese funerarie sostenute dal coniuge superstite

In materia di risarcimento danni derivante da responsabilità medica, la risarcibilità delle spese funerarie sostenute dal coniuge superstite in occasione del fatto illecito costituiscono parte integrante dell’obbligazione risarcitoria gravante sull’autore dello stesso, quale componente del danno patrimoniale. (Nel caso di specie, la Corte d’Appello ha condannato l’Azienda Sanitaria convenuta alla refusione delle documentate spese funerarie esborsate dal coniuge superstite).

Corte appello Palermo sez. I, 10/07/2017, n.1337

Spese funerarie sostenute dagli eredi

In caso di morte, le spese funerarie costituiscono un danno fatto valere iure proprio e non già iure hereditario, atteso che esse sono imprescindibilmente successive alla morte del de cuius: le spese funerarie, sostenute dagli eredi della persona deceduta per atto illecito, costituiscono una voce di danno ineliminabile e possono essere liquidate anche in mancanza di specifica dimostrazione della precisa entità della somma corrisposta a tale scopo, occorrendo, tuttavia, fornire al giudice i dati dai quali desumere, almeno approssimativamente, i parametri cui commisurare la valutazione, sia pure con riferimento al costo medio delle onoranze funebri della zona in questione. (Nella specie, il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza della responsabilità medica e accolto la domanda risarcitoria).

Tribunale Napoli sez. VIII, 23/01/2017, n.895

Spese funerarie: il diritto ad ottenere il rimborso

Le spese per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari che, sorgendo in conseguenza dell’apertura della successione, costituiscono, unitamente ai debiti del defunto, il passivo ereditario gravante sugli eredi, ex art. 752 c.c., sicché colui che ha anticipato tali spese ha diritto ad ottenerne il rimborso da parte di costoro, sempre che non si tratti di spese eccessive, sostenute contro la loro volontà.

Cassazione civile sez. II, 02/02/2016, n.1994

Spese funerarie: liquidazione

Le spese funerarie, sostenute dagli eredi della persona deceduta per atto illecito, costituiscono una voce di danno ineliminabile e possono essere liquidate anche in mancanza di specifica dimostrazione della precisa entità della somma corrisposta a tale scopo, occorrendo, tuttavia, fornire al giudice i dati dai quali desumere, almeno approssimativamente, i parametri cui commisurare la valutazione, sia pure con riferimento al costo medio delle onoranze funebri della zona in questione.

Cassazione civile sez. III, 26/05/2014, n.11684

Spese funerarie e perdita della contribuzione economica

I prossimi congiunti di uno straniero deceduto a seguito di un sinistro stradale, ove residenti in uno Stato estero, sono tenuti a dimostrare la sussistenza della condizione di reciprocità, qualora agiscano per il risarcimento dei danni patrimoniali consistenti nelle spese funerarie e nella perdita della contribuzione economica.

Tribunale Bergamo, 14/03/2008

L’indennizzo del pregiudizio

L’azione generale di arricchimento ingiustificato ha natura sussidiaria, potendo essere esercitata solo quando manchi un titolo specifico sul quale possa essere fondato un diritto di credito, con la conseguenza che il giudice, anche d’ufficio, deve accertare che non sussista altra specifica azione, per le restituzioni ovvero per l’indennizzo del pregiudizio subito, contro lo stesso arricchito o contro altra persona.

(Nella specie, affermando che parte attrice invece che agire per l’ingiustificato arricchimento avrebbe potuto far valere l’azione di gestione di affari altrui, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva respinto la domanda proposta da una ex domestica del “de cuius” contro gli eredi, per il rimborso delle spese funerarie e del saldo per lavori di ristrutturazione di un immobile di proprietà della persona defunta, reputando irrilevante la circostanza che al momento della spesa la ricorrente nutrisse l’aspettativa, rivelatasi infondata dopo la pubblicazione del testamento, all’istituzione di erede).

Cassazione civile sez. III, 05/08/2005, n.16594

Morte della vittima: le spese funerarie

Nel caso di sinistro stradale che abbia determinato la morte della vittima, le spese funerarie costituiscono un danno fatto valere “iure proprio” e non già iure hereditario, atteso che esse sono imprescindibilmente successive alla morte del “de cuius”.

Cassazione civile sez. III, 31/05/2005, n.11601

Pagamento delle spese funerarie

L’avvocato che trattenga illegittimamente un libretto di risparmio al portatore avuto in via fiduciaria dal cliente per provvedere al pagamento delle sue spese funerarie pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di probità e decoro a cui ciascun professionista è tenuto.

Cons. Naz.le Forense, 17/07/2002, n.109

Risarcimento delle spese funerarie sostenute dai congiunti del defunto

In caso di morte di un soggetto cagionata dall’altrui illecito, è viziata da difetto assoluto di motivazione la sentenza del giudice del merito il quale rigetti la domanda di condanna dell’autore dell’illecito al risarcimento delle spese funerarie sostenute dai congiunti del defunto, sulla base della considerazione che tali spese sarebbero state comunque affrontate nel corso della vita.

Cassazione civile sez. III, 14/03/1996, n.2117

Spese di trasporto della bara verso una località distante dal domicilio del defunto

L’art. 7 n. 2 del regolamento n. 1612 n. del 1968, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno della comunità, osta a una normativa di uno Stato membro la quale subordina la concessione di indennità a copertura delle spese funerarie sostenute da un lavoratore migrante alla condizione che l’inumazione o la cremazione si sia svolta nel territorio del suddetto Stato membro. Infatti, a meno che non sia oggettivamente giustificata e adeguatamente commisurata allo scopo perseguito, una disposizione di diritto nazionale, anche qualora sia indistintamente applicabile, dev’essere giudicata indirettamente discriminatoria, e pertanto inosservante della parità di trattamento di cui al suddetto art. 7 n. 2 quando per sua stessa natura, tenda ad essere applicata più ai lavoratori migranti che a quelli nazionali e, di conseguenza, rischi di essere sfavorevole in modo particolare ai primi.

Orbene, da un lato, per quanto riguarda le spese funerarie, il lavoratore migrante, che deve sostenere spese analoghe, per natura ed importo, a quelle che dovrebbe accollarsi un lavoratore nazionale, sarà indotto più di quest’ultimo, in caso di decesso di un suo familiare, a farne eseguire l’inumazione in un altro Stato membro, in considerazione dei legami che i membri di un famiglia del genere conservano generalmente con il loro Stato d’origine.

Dall’altro, il diniego opposto alla concessione delle indennità in caso di esequie celebrate in un altro Stato membro non può essere giustificato nè da motivi di tutela della sanità, nè da motivi attinenti al costo della cerimonia funebre, dato che le spese di trasporto della bara verso una località distante dal domicilio del defunto non sono comunque rimborsate, nè dalla difficoltà della verifica delle spese sostenute.

Corte giustizia UE sez. V, 23/05/1996, n.237

Spese funerarie: detrazione fiscale

Le spese funerarie sostenute, per il decesso di un soggetto, dal di lui padre, non possono essere da costui dedotte, ai fini dell’Irpef, ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 597, in seno alla dichiarazione dei redditi del defunto, presentata dal padre ed erede del medesimo, essendo esse deducibili dal reddito dell’anzidetto padre che le ha effettivamente sopportate ed è intestatario delle relative fatture.

Comm. trib. centr. sez. XXV, 02/12/1992, n.6482



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