Chi sono i morti per Coronavirus in Italia

8 Agosto 2020 | Autore:
Chi sono i morti per Coronavirus in Italia

Quali sono le caratteristiche dei pazienti deceduti: età, zona, sintomi, tempi, patologie preesistenti. L’analisi degli ultimi dati disponibili.

Quando consideriamo i morti per Coronavirus, a meno che non abbiamo un parente coinvolto nella tragedia, ci fermiamo al numero totale, che comunque è impressionante: ad oggi, in Italia si registrano 35.190 vittime dall’inizio della pandemia.

Ma scendendo nei dettagli si scoprono cose interessanti e si riesce a comprendere meglio chi sono i morti per Coronavirus in Italia. In questa analisi ci aiuta il report dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) che ha analizzato un campione di 32.938 pazienti deceduti per Covid-19.

Le Regioni più colpite

Innanzitutto, nella classifica delle Regioni più colpite primeggia la Lombardia, che registra quasi la metà dei morti totali (49,6%), seguita, ma a molta distanza, dall’Emilia Romagna,con il 12,7% delle vittime, e poi dal Piemonte e dal Veneto (rispettivamente, 8,6% e 6,0%). A seguire, la Liguria e la Toscana, con percentuali al 4,7% e 3,3%. Solo 8 Regioni sono sotto l’1% (Sicilia, provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria, Umbria, Basilicata e Molise).

Dall’infografica settimanale del ministero della Salute, aggiornata al 7 agosto, risulta che attualmente solo 4 Regioni riportano meno di 100 vittime ciascuna: sono la Calabria, con 97 morti, l’Umbria con 80, la Basilicata con 28 e il Molise con 23.

L’età dei morti

Nel report dell’Iss aggiornato all’11 giugno l‘età media dei pazienti deceduti per Covid 19 era di 80 anni, più alta di 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione. Le donne sono meno colpite degli uomini: meno della metà delle vittime, precisamente il 41,9%, è di sesso femminile.

All’11 giugno solo 366 dei 32.938 pazienti deceduti per Sars-CoV-2 avevano meno di 50 anni e appena 83 erano al di sotto dei 40 anni. Ma in seguito l’età media dei morti è cambiata e si è abbassata: l’ultimo monitoraggio settimanale del ministero della Salute, basato sui dati della settimana dal 27 luglio al 2 agosto 2020, riporta che l’età mediana dei casi diagnosticati (dunque, infetti ma non deceduti) «è ormai intorno ai 40 anni»

Questo è dovuto, secondo il ministero, «in parte alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte ad un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse».

E l’incidenza cumulativa delle infezioni è in aumento: negli ultimi 14 giorni, è stata di 5,8 per 100mila abitanti, più del precedente periodo dal 6 al 19 luglio.

Quanto tempo dai sintomi alla morte

Il tempo medio trascorso dall’insorgenza dei sintomi al decesso, misurato dall’Iss nel report, è stato di 11 giorni; quello passato dal momento di manifestazione dei sintomi al ricovero ospedaliero è di 5 giorni e da qui alla morte del paziente altri 6 giorni.

Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 4 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a coloro che non hanno ricevuto questo trattamento: 9 giorni contro 5 giorni.

I sintomi manifestati

I più comuni sintomi di allarme manifestati sui pazienti prima del ricovero sono stati febbre, dispnea (difficoltà respiratoria) e tosse; meno frequenti diarrea ed emottisi. Solo il 5,7% delle persone non manifestava alcun sintomo al momento del ricovero.

Nel 92,4% dei casi le diagnosi di ricovero ospedaliero menzionavano condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (come febbre, dispnea, tosse) compatibili con il Covid-19. Solo in pochi casi (241, il 7,6%) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione.

Le patologie preesistenti

Le patologie croniche preesistenti osservate più frequentemente nei pazienti poi deceduti sono l’ipertensione arteriosa (67%), il diabete mellito di tipo 2 (30,3%), la cardiopatia ischemica (27,8%), la fibrillazione atriale (22 per cento) e lo scompenso cardiaco (15,7%).

Il numero medio di patologie osservate nei pazienti poi deceduti è di 3,3: solo 144 pazienti (4,2% del campione) presentavano 0 patologie e solo 505 (14,7%) presentavano una sola patologia.

Per approfondire leggi “Coronavirus: ecco chi è più in pericolo di morte “e “Coronavirus: tutte le patologie presenti nelle persone decedute“. Per avere i dati sempre aggiornati online consulta la mappa di diffusione del Coronavirus in tempo reale. Per i risultati commentati del rapporto Istat-Iss sulla mortalità registrata nel primo trimestre 2020 leggi “Coronavirus: ecco i dati sui morti“.



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