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Accertamento parziale: cosa vuol dire?

9 Agosto 2020
Accertamento parziale: cosa vuol dire?

Accertamento fiscale dell’Agenzia delle Entrate sul mancato versamento delle imposte: tutti i tipi di controlli che il Fisco può esercitare sul contribuente. 

Quando si parla di accertamento ci si riferisce sempre al controllo che l’Agenzia delle Entrate esercita sul contribuente e sulla sua posizione in merito ad uno o più anni d’imposta. Quando l’accertamento ha ad oggetto la complessiva posizione del contribuente per il determinato periodo d’imposta si usa il termine «accertamento ordinario».

È tuttavia frequente sentire parlare di accertamento parziale: cosa vuol dire? Quali sono i termini entro cui l’Agenzia delle Entrate può verificare il reddito incassato dal contribuente e contestargli il mancato versamento delle imposte? Di tanto ci occuperemo in questo breve articolo dal taglio pratico.

Ma prima di spiegare cosa vuol dire accertamento parziale, dobbiamo fare alcune precisazioni generali su tale tipo di potere che la legge riconosce al Fisco. 

Tutti i tipi di accertamento fiscale

I controlli che l’Agenzia delle Entrate effettua sui contribuenti vengono, di solito, raggruppati in due macro categorie: 

  • controlli formali: consistenti nel riscontro documentale delle dichiarazioni dei redditi e Iva e diretti alla verifica dei dati ivi indicati. Si tratta di un controllo solo di rispondenza dei dati dichiarati con documenti o dati dichiarati da altri soggetti e non un vero e proprio controllo valutativo di merito che deve essere esperito tramite accertamento;
  • controlli di merito, più approfonditi e volti ad accertare il reddito o il volume d’affari complessivi, non dichiarati dal contribuente.

La categoria dei controlli di merito è sicuramente più complessa. Essa comprende una serie di controlli, alcuni dei quali riguardano tutti i contribuenti (controllo analitico o contabile e controllo sintetico) e altri solo i contribuenti tenuti alle scritture contabili (controllo induttivo).

Per sommi capi, cercheremo qui di seguito di sintetizzarne le caratteristiche.

Accertamento analitico

Riguarda tutti i contribuenti (sia quelli tenuti alle scritture contabili che i contribuenti tenuti alla dichiarazione dei redditi). Ha carattere ordinario: è cioè la regola per la determinazione e il controllo del reddito imponibile. Si fa quindi riferimento “analitico” ai redditi di tutte le varie categorie del contribuente;

Accertamento induttivo

Si applica principalmente ai redditi derivanti da attività d’impresa e di lavoro autonomo da arti e professioni; riguarda perciò esclusivamente i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

Sia ai fini delle imposte dirette che dell’Iva, l’accertamento induttivo può essere:

  • induttivo puro, utilizzabile in caso di gravi violazioni contabili che fanno ritenere la contabilità inattendibile e comporta la ricostruzione degli imponibili anche sulla base di presunzioni semplici e prescindendo dalla contabilità. Con tale accertamento, l’AE perviene ad una ricostruzione extra-contabile del reddito e del volume d’affari, basata sui dati e le notizie comunque raccolti dagli Uffici, senza tener conto in tutto o in parte delle risultanze del bilancio e delle scritture contabili;
  • analitico-induttivo, ammissibile quando vengono riscontrate specifiche attività non dichiarate o l’inesistenza di specifiche passività dichiarate. Esso è basato su prove presuntive, gravi, precise e concordanti, e comprende anche gli accertamenti basati su studi di settore e parametri, cioè su strumenti statistico-matematici. In particolare, è utilizzato quando, nonostante la presentazione della dichiarazione e la presenza di scritture contabili formalmente corrette e attendibili:
    • dai controlli effettuati (ispezioni o altre attività istruttorie) emerge l’esistenza di singole attività non dichiarate o l’inesistenza di passività dichiarate;
    • esistono gravi incongruenze fra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili delle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta.

Accertamento sintetico

Si applica solo alle persone fisiche relativamente alle imposte sui redditi (Irpef, Irap). È alternativo all’accertamento analitico. Il controllo qui avviene sulla base della verifica delle spese fatte dal contribuente, maggiori rispetto al reddito dichiarato. Entra in gioco lo strumento detto redditometro che calcola gli scostamenti tra l’acquisto di beni e servizi e il volume dei redditi riportato nel 730 o nella dichiarazione annuale. All’ufficio basta dimostrare il sostenimento della spesa, mentre al contribuente spetta la prova contraria.

Accertamento d’ufficio

Scatta quando non c’è stata una dichiarazione dei redditi o la dichiarazione è nulla. È quindi rivolto ad accertare il reddito complessivo del contribuente.

Cos’è l’accertamento parziale

Vediamo ora cosa vuol dire accertamento parziale. Il termine può essere compreso con maggiore facilità in relazione al suo “antagonista”: l’accertamento ordinario. Quest’ultimo ha ad oggetto la complessiva posizione del contribuente; riguarda quindi il versamento (o l’omesso versamento) di tutte le imposte relative a un determinato periodo. 

Tale accertamento può però essere integrato con la notifica, entro il termine di decadenza, se sopravvengono nuovi elementi e a condizione che:

  • i nuovi elementi fossero sconosciuti dall’Ufficio al momento della notifica del primo accertamento;
  • la motivazione indichi a pena di nullità tali nuovi elementi insieme agli atti o fatti per mezzo dei quali l’ufficio ne è venuto a conoscenza.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate può emettere accertamento parziale limitato solo ad alcune tipologie di redditi e Iva, senza precludere ulteriori accertamenti, nei casi previsti dalla legge.

Con l’accertamento parziale, dunque, l’Agenzia delle Entrate ha il potere di accertare il reddito dichiarato dal contribuente, senza limitare la possibilità di successivi controlli, sulla base di informazioni che facciano presupporre delle irregolarità tributarie, come: l’esistenza di redditi non dichiarati; l’esistenza di detrazioni, deduzioni e/o esenzioni non spettanti; imposte non versate, ecc.

A disciplinare l’accertamento parziale è l’articolo 41-bis D.P.R. 600/73 a norma del quale:

«Senza pregiudizio dell’ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti dall’articolo 43, i competenti uffici dell’Agenzia delle entrate, qualora dalle attività istruttorie di cui all’articolo 32, primo comma, numeri da 1) a 4), nonché dalle segnalazioni effettuati dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione regionale ovvero da un ufficio della medesima Agenzia ovvero di altre Agenzie fiscali, dalla Guardia di finanza o da pubbliche amministrazioni ed enti pubblici oppure dai dati in possesso dell’anagrafe tributaria, risultino elementi che consentono di stabilire l’esistenza di un reddito non dichiarato o il maggiore ammontare di un reddito parzialmente dichiarato, che avrebbe dovuto concorrere a formare il reddito imponibile, compresi i redditi da partecipazioni in società, associazioni ed imprese di cui all’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o l’esistenza di deduzioni, esenzioni ed agevolazioni in tutto o in parte non spettanti, nonché l’esistenza di imposte o di maggiori imposte non versate, escluse le ipotesi di cui agli articoli 36-bis e 36-ter, possono limitarsi ad accertare, in base agli elementi predetti, il reddito o il maggior reddito imponibili, ovvero la maggiore imposta da versare, anche avvalendosi delle procedure previste dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. Non si applica la disposizione dell’articolo 44».

Termini accertamento parziale

I termini per l’accertamento parziale sono gli stessi previsti per gli accertamenti ordinari e sono:

  • in caso di dichiarazione presentata: entro il 31 dicembre del 5° anno successivo alla presentazione;
  • in caso di dichiarazione omessa (o nulla): entro il 31 dicembre del 7° anno successivo a quello in cui sarebbe dovuta essere presentata.


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