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Reato di falsa perizia: cosa prevede la legge

13 Ottobre 2020 | Autore:
Reato di falsa perizia: cosa prevede la legge

La falsa perizia del consulente tecnico d’ufficio o del perito nominato dal giudice: pena, dolo, procedibilità, differenza con la perizia giurata di parte.

Per affrontare un giudizio può non essere sufficiente affidarsi a un avvocato; a volte, per le cause che hanno ad oggetto aspetti particolarmente tecnici che sfuggono alle normali cognizioni giuridiche, occorre la nomina di una persona che abbia le competenze specifiche per analizzare le questioni. In casi del genere occorre necessariamente la nomina di un consulente tecnico, cioè di un perito che provveda a redigere un elaborato che possa aiutare giudici e avvocati a comprendere meglio la situazione. Attesa la fondamentale importanza del ruolo del consulente tecnico, la legge ha previsto il reato di falsa perizia. Cos’è e quali sanzioni prevede?

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, il reato di falsa perizia può essere commesso solamente dal ctu, cioè dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice nell’ambito di un procedimento, civile o penale che sia. Non può commettere il reato di falsa perizia il consulente di parte, a meno che egli non fornisca una perizia giurata: in tal caso, però, scatta il diverso reato di falso ideologico. Vediamo dunque cos’è il reato di falsa perizia e quando può essere commesso.

Reato di falsa perizia: com’è punita?

Secondo il codice penale, il perito o l’interprete che, nominato dall’Autorità giudiziaria, dà parere o interpretazioni mendaci o afferma fatti non conformi al vero, è punito con la reclusione da due a sei anni.

La condanna comporta, inoltre, l’interdizione dai pubblici uffici e dalla professione [1], con conseguente impossibilità di poter continuare a svolgere il proprio lavoro.

Falsa perizia: chi può commettere questo reato?

Come anticipato in premessa, la falsa perizia è un reato proprio, nel senso che può commetterlo solamente chi riveste una particolare condizione giuridica.

Per la precisione, la falsa perizia può essere commessa solamente dal consulente tecnico d’ufficio (ctu) nominato dal giudice nell’ambito di un procedimento civile o penale (in questo caso, si parla di perito).

Dunque, la falsa perizia non può essere commessa dal consulente tecnico di parte oppure dal perito nominato dalla parte processuale.

Lo stesso reato può essere commesso dall’interprete, chiamato per la traduzione di atti da o in una lingua straniera, purché nominato dall’autorità giudiziaria.

Falsa perizia: quando è reato?

Perché si integri il reato di falsa perizia non è sufficiente che il perito o il ctu faccia male il suo lavoro; ciò che è necessario è che egli menta consapevolmente, cioè con dolo.

Il reato di falsa perizia presuppone dunque che il consulente sappia di affermare il falso, cioè di mentire ai quesiti che gli sono stati sottoposti dal giudice.

Non costituirebbe reato, al contrario, una perizia falsa redatta dal consulente credendo di compiere correttamente il proprio lavoro. Ciò perché, come detto, il reato di falsa perizia è punito solamente a titolo di dolo.

Reato falsa perizia: procedibilità

Il reato di falsa perizia è procedibile d’ufficio; ciò significa che chiunque può denunciare questo crimine, anche una persona che non c’entri nulla con il procedimento per il quale l’incarico è stato conferito.

Perfino il giudice potrebbe accorgersi dalla falsità della perizia resa dal ctu che ha nominato; in questo caso, sarebbe tenuto a segnalare l’illecito alla Procura della Repubblica.

Falsa perizia giurata di parte: cos’è e quando è reato?

Diverso è il discorso della falsa perizia giurata di parte. La perizia giurata è quella fatta da un professionista esperto in un determinato settore su incarico della parte processuale, cioè di un privato.

Poiché la perizia di parte è un elaborato a cui il giudice potrebbe non dare credito (proprio per via del fatto che essa proviene dalla parte processuale, ovviamente interessata ad avere ragione), il professionista che l’ha redatta può decidere di giurare su di essa per avvalorarne il contenuto.

La perizia giurata è in tutto e per tutto uguale alla perizia semplice; l’unica differenza sta nel fatto che il perito che l’ha redatta ha sottoscritto un particolare verbale di giuramento assicurando a tutti gli effetti, civili e penali, che quanto riportato nel proprio elaborato corrisponde al vero.

Dunque, giurare la perizia ha come effetto quello di assumersi la responsabilità delle proprie parole, cioè di quanto scritto all’interno della relazione. In caso di perizia falsa, il rischio è di incorrere nel reato di falso ideologico, punito con la reclusione sino a due anni [2].

Dunque, è evidente la differenza tra i due reati:

  • il reato di falsa perizia di cui risponde il ctu o il perito incaricato dal giudice rischia la reclusione sino a sei anni. Si tratta di pena molto severa perché il consulente nominato dall’autorità giudiziaria, assumendo a tutti gli effetti la funzione di pubblico ufficiale, dovrebbe essere super partes, cioè imparziale rispetto alle parti coinvolte nel giudizio;
  • il reato di falso ideologico commesso dal consulente di parte che giura sulla propria perizia è punito meno severamente, in quanto il perito in questione non è mai un pubblico ufficiale, dunque non può essere equiparato a quello nominato dal giudice.

È appena il caso di precisare che, qualora il consulente di parte non faccia perizia giurata, il suo elaborato verrà considerato alla stregua di una semplice allegazione difensiva, con la conseguenza che esso può contenere tutte le falsità che vuole senza che vi sia il rischio di incorrere in reato.

La frode processuale del perito

Un altro reato che il perito o il ctu incaricato dal giudice può commettere è quello di frode processuale.

Secondo il codice penale, il perito che, nell’esecuzione di una perizia, modifica lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone, è punito con la reclusione da uno a cinque anni [3].

In pratica, la norma punisce il perito o il ctu che modifica lo stato dei luoghi oggetto di perizia al fine di redigere poi un elaborato falso.

Lo stesso reato si integra se la modifica riguarda cose o persone: si pensi al medico legale che, dovendo eseguire un’autopsia, elimini alcune tracce di violenza dal cadavere.


note

[1] Art. 373 cod. pen.

[2] Art. 483 cod. pen.

[3] Art. 374 cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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