Aborto farmacologico: è legale anche senza ricovero

8 Agosto 2020 | Autore:
Aborto farmacologico: è legale anche senza ricovero

La pillola abortiva Ru486 si potrà prendere fino alla nona settimana e in ambulatorio; se non ci sono complicazioni, la donna tornerà a casa dopo mezz’ora.

No al ricovero obbligatorio in ospedale ed estensione del ricorso alla pillola abortiva fino alla nona settimana: sono queste le novità delle linee guida aggiornate dal ministero della Salute. La svolta arriva dopo il “caso Umbria”, quando la Regione aveva vietato la possibilità di praticarlo in day hospital.

Ora, invece, questa possibilità diventa ammessa in tutta Italia: «L‘aborto farmacologico è sicuro. Va fatto in day hospital nelle strutture pubbliche e private convenzionate e le donne possono tornare a casa mezz’ora dopo aver assunto il medicinale», annuncia il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Le nuove linee di indirizzo per l’interruzione volontaria della gravidanza prevedono che per chi usa la pillola Ru486 non è più necessario il ricovero ospedaliero.

La direttiva è stata emanata dal ministero della Salute non appena ricevuto il parere del Consiglio superiore di Sanità. «Le evidenze scientifiche sono molto chiare. Queste nuove linee guida sono un passo avanti importante e rispettano pienamente il senso della legge 194», dice Roberto Speranza in un’intervista a La Repubblica di oggi.

Le prime direttive ministeriali erano state emanate 10 anni fa, in occasione dell’introduzione della pillola abortiva, e consigliavano alle donne tre giorni di ricovero per l’aborto farmacologico, lasciando libertà di scelta alle Regioni. Nel tempo, la pratica era divenuta sempre più ambulatoriale.

Un’altra novità delle nuove linee guida è la possibilità di praticare l’aborto farmacologico fino a 63 giorni di gestazione, quindi nove settimane dall’inizio della gravidanza, superando l’attuale limite di sette settimane.

Le direttive ministeriali illustrano il percorso da seguire per praticare l’aborto farmacologico con l’intervento dei consultori e il necessario supporto degli ambulatori. Dopo la somministrazione del farmaco (che avviene presso le strutture autorizzate del sistema sanitario nazionale o private convenzionate), la donna potrà tornare a casa, se non emerge uno stato d’ansia e si è sicuri che non sarà da sola nell’abitazione. Dopo due settimane è prevista la visita di controllo.

Rimangono invariate, invece, le regole per l’aborto chirurgico, che si svolge con ricovero in ambiente ospedaliero e con sedazione della paziente. Nonostante sia più invasivo, è la forma di interruzione volontaria di gravidanza più scelta; mentre, secondo le statistiche, l’aborto farmacologico è praticato solo nel 20% dei casi. Ora, con le nuove linee guida che lo rendono possibile in regime ambulatoriale, le proporzioni potrebbero cambiare.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube