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Marcatura CE: quando è obbligatoria?

16 Ottobre 2020 | Autore:
Marcatura CE: quando è obbligatoria?

Marchio CE: cos’è, cosa significa, su quali prodotti va apposto e come si fa ad ottenerlo?

Il marchio CE è noto a tutti: lo troviamo praticamente su ogni prodotto che acquistiamo, di qualsiasi tipologia. Molti pensano che la denominazione faccia riferimento alla provenienza del bene, nel senso che un prodotto CE sarebbe un prodotto fabbricato in Europa. In realtà, non è così: come ti spiegherò, il marchio si riferisce al rispetto dei criteri dettati dall’Unione Europea per la sicurezza dei beni, a prescindere dalla loro provenienza. Insomma: il marchio CE garantisce (o dovrebbe garantire) la qualità del prodotto. Ma quando è obbligatoria la marcatura CE?

Con questo articolo spiegheremo non solo cos’è il marchio CE, ma anche quando deve essere apposto sui beni venduti in Italia e quando, invece, non è obbligatorio. Spiegheremo inoltre come si fa ad ottenere questa marcatura. Fin d’ora possiamo anticipare che non tutti i prodotti in commercio hanno l’obbligo di avere la Conformità Europea. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno soltanto cinque minuti per avere le risposte che cerchi.

Marchio CE: cos’è?

Il marchio CE significa Marchio di Conformità Europea. La marcatura è rappresentata da un simbolo grafico (cosiddetto logotipo) che garantisce al consumatore la conformità del prodotto a tutte le disposizioni della Comunità Europea che prevedono il suo utilizzo, dalla progettazione alla fabbricazione, dall’immissione sul mercato alla messa in servizio del prodotto, fino allo smaltimento.

CE mark symbol black colored on white background

Marcatura CE: a cosa serve?

La marcatura CE è obbligatoria affinché il prodotto possa essere commercializzato all’interno dello Spazio Economico Europeo (SEE), che comprende i paesi dell’Unione Europea oltre a Norvegia, Islanda e Lichtenstein.

Quindi, un prodotto che viene commercializzato in Europa deve avere il marchio CE, sia che venga fabbricato in Cina, sia che venga fabbricato in un Paese dell’Unione Europea come l’Italia.

Marchio CE: quando è obbligatorio?

Il marchio CE è obbligatorio solo nei casi espressamente stabiliti dalla normativa europea. Si tratta in genere di beni che, per l’utilizzo che ne viene fatto ovvero per il materiale di cui sono composti, potrebbero risultare dannosi o pericolosi per la salute del consumatore.

A solo titolo di esempio, devono possedere la marcatura CE: giocattoli, dispositivi medici, dispositivi elettrici, occhiali da sole, occhiali da vista, dispositivi a gas, macchine, radio e TV, ecc.

In questi prodotti, il marchio è obbligatorio perché espongono l’acquirente a rischi anche molto gravi durante l’utilizzo.

Marcatura CE: quando non è obbligatoria?

La marcatura CE non è sempre obbligatoria affinché un bene possa essere messo in commercio in Europa. Per la precisione, il marchio CE non è obbligatorio per quei prodotti che non espongono l’acquirente a particolari rischi.

A solo titolo di esempio, la marcatura CE non è obbligatoria per i seguenti prodotti: mobili in legno, porte blindate, infissi, articoli da giardinaggio, orologi, strumenti musicali non elettrici, materassi, forbici, posateria, piatti e bicchieri, calzature, valigeria.

Come ottenere il marchio CE?

Per poter ottenere la marcatura CE su un prodotto si deve innanzitutto avere un apposito certificato CE che attesti il superamento dei test (prove, collaudi, ecc.) previsti dalla legge per conseguire il marchio.

Questo certificato si basa su un’autodichiarazione del fabbricante in cui egli afferma di rispettare tutti i requisiti previsti dalla legge per ottenere il marchio stesso e se ne assume la completa responsabilità.

Per la precisione, per ottenere la marcatura CE su un prodotto bisogna superare i seguenti step:

  • il prodotto deve superare collaudi e test tecnici per verificarne la sicurezza e la conformità alle norme europee;
  • il fabbricante deve predisporre un fascicolo tecnico da mettere a disposizione delle autorità, in cui raccoglie tutti i documenti che provano la conformità del prodotto ai requisiti tecnici. In alcuni casi è necessario che questa autocertificazione sia valutata da specifici organismi (cosiddetti “organismi notificati”) che devono verificare se il prodotto soddisfa i requisiti tecnici specifici;
  • infine, occorre sottoscrivere una dichiarazione di conformità UE che certifichi la conformità del prodotto a tutti i requisiti di legge.

Solo a questo punto il produttore potrà apporre il marchio CE sul prodotto e sull’imballaggio, in modo da poterlo commercializzare nello Spazio Economico Europeo, senza che gli Stati Membri possano in alcun modo limitarne la circolazione.

Come apporre la marcatura CE?

Il marchio CE deve essere costituito dalle iniziali “CE”; entrambe le lettere devono avere la stessa dimensione verticale e non devono essere inferiori a 5 mm (se non diversamente specificato nei corrispondenti requisiti del prodotto).

La marcatura CE deve essere in ogni caso visibile, leggibile e indelebile.

Se si vuole ridurre o ampliare il marchio CE sul prodotto, occorre rispettare le proporzioni tra le due lettere. Purché le iniziali siano visibili, la marcatura può assumere forme diverse (colori, forma vuota o piena).

Se il marchio CE non può essere apposto sul prodotto stesso, è possibile apporlo sull’eventuale imballaggio o sui documenti di accompagnamento.


Il marchio CE è obbligatorio solo nei casi espressamente stabiliti dalla normativa europea. Si tratta in genere di beni che, per l’utilizzo che ne viene fatto ovvero per il materiale di cui sono composti, potrebbero risultare dannosi o pericolosi per la salute del consumatore.

note

Autore immagine: Depositphotos.com


1 Commento

  1. Credo sia il caso di specificare che in certi casi è necessario l’intervento di un organismo notificato che confermi la conformità alla direttiva/regolamento europei applicabili con l’emissione di un certificato, in altri casi (per i prodotti a basso rischio) non è necessario e basta l’autodichiarazione del fabbricante.

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