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Amministratore di condominio: va in ferie?

16 Ottobre 2020
Amministratore di condominio: va in ferie?

Il capo condomino deve essere reperibile durante il periodo delle vacanze?

Nello stabile in cui abiti si è guastato l’ascensore. Una vera e propria seccatura, visto che siamo in piena stagione estiva. Molti condomini, infatti, si lamentano del fatto che sono costretti a farsi 10 piani a piedi con 40 gradi all’ombra. Ma l’amministratore di condominio va in ferie? In tal caso, chi si occupa della gestione del palazzo? In realtà, anche durante il periodo di vacanza, incombe sul capo condomino l’obbligo di essere sempre reperibile, in virtù del contratto di mandato concluso con il condominio. L’argomento ti interessa? Allora cerchiamo di fare chiarezza in questo articolo.

Amministratore di condominio: funzione e requisiti

L’amministratore di condominio è il soggetto che ha il compito di amministrare e gestire i beni comuni del condominio e di dare esecuzione alle delibere dell’assemblea condominiale.

Per svolgere tale incarico è necessario:

  • avere il godimento dei diritti civili;
  • non essere interdetti o inabilitati;
  • possedere almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Occorre, altresì, aver frequentato un corso di formazione in materia di amministrazione condominiale con conseguente aggiornamento periodico. Tali requisiti, tuttavia, non sono richiesti quando l’assemblea ha nominato come amministratore uno dei condomini dello stabile;
  • non aver riportato condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge infligge la pena della reclusione da 2 anni a 5 anni;
  • non essere sottoposti a misure definitive di prevenzione (come, ad esempio, l’obbligo di soggiorno), salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
  • non essere annotati nell’elenco dei protesti cambiari (reperibile presso la locale Camera di Commercio).

Amministratore di condominio: quando e come viene nominato?

Chiarita la figura dell’amministratore di condominio e i requisiti indispensabili per esercitare tale funzione, passiamo ad esaminare la procedura prevista per la sua nomina.

La nomina dell’amministratore di condominio è obbligatoria quando i condomini sono più di otto (negli altri casi, invece, è facoltativa) ed è un onere che ricade sull’assemblea condominiale. Se questa non vi provvede, allora la nomina viene fatta direttamente dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario.

Per procedere alla nomina, è necessaria la maggioranza dei condomini presenti all’assemblea stessa che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio. Il nome dell’amministratore deve essere poi annotato nel cosiddetto “registro delle nomine e delle revoche”. Nel momento in cui accetta l’incarico, il capo condomino deve specificare il compenso per l’attività che dovrà svolgere.

Amministratore di condominio: va in ferie?

Quando arriva il periodo estivo, ci si chiede se anche l’amministratore di condominio, al pari di tutti i professionisti, vada in ferie. Potrebbe capitare, infatti, un’emergenza. Cosa dice la legge in proposito?

Per tranquillizzarti, ti dico subito che l’amministratore non deve sparire durante le vacanze, ma è tenuto ad essere comunque reperibile per questioni di una certa rilevanza. Se, ad esempio, si fulmina la lampadina dell’androne vi può provvedere direttamente uno dei condomini. In ogni caso, non devi preoccuparti perché l’amministratore di condominio è tenuto a fornire un recapito al quale essere rintracciabile in caso di necessità e, inoltre, deve affiggere in bacheca un elenco dei soggetti, con i rispettivi numeri di telefono, a cui rivolgersi, ad esempio, in caso di guasto del cancello, dell’ascensore e così via. Insomma, l’amministratore, durante le ferie, va chiamato solo in caso di reale bisogno e quando non è possibile cavarsela da soli. È chiaro che, prima di partire per le vacanze, è suo dovere provvedere al pagamento di tutte le utenze condominiali e al controllo del funzionamento degli impianti.

Amministratore di condominio: quali sono i suoi doveri?

Nello svolgimento del suo incarico, l’amministratore di condominio deve occuparsi di tante cose. In particolare, ha il dovere di:

  • comunicare, all’atto della nomina e del rinnovo, i propri dati anagrafici e professionali e il luogo dove vengono tenuti i registri dell’anagrafe condominiale, dei verbali e delle revoche nonché della contabilità;
  • eseguire le deliberazioni dell’assemblea;
  • convocare annualmente l’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale;
  • stipulare una polizza sulla responsabilità professionale, qualora richiesto dai condomini; 
  • affiggere in bacheca, o comunque in un luogo di accesso al condominio, le sue generalità e i suoi recapiti;
  • aprire un conto corrente dedicato al condominio su cui far transitare le somme ricevute dai singoli condomini o da terzi e quelle erogate per conto del condominio;
  • consegnare tutta la documentazione in suo possesso riguardante il condominio e i singoli condomini una volta cessato il suo incarico; 
  • curare l’osservanza del regolamento condominiale;
  • erogare le spese necessarie per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio;
  • occuparsi degli adempimenti fiscali;
  • curare la tenuta dei seguenti registri: dell’anagrafe condominiale, dei verbali delle assemblee, di nomina e di revoca dell’amministratore e di contabilità;
  • far eseguire i lavori di manutenzione straordinaria: ad esempio, il rifacimento del tetto e della facciata dello stabile.

Amministratore di condominio: può essere revocato?

L’incarico di amministratore di condominio dura un anno, rinnovabile per un periodo di pari durata. In qualsiasi momento, però, l’assemblea può deliberare la revoca dell’amministratore con la maggioranza prevista per la sua nomina o con le modalità stabilite nel regolamento condominiale. La revoca può essere anche disposta dall’autorità giudiziaria su richiesta di uno dei condomini se ricorrono gravi motivi: ad esempio, se l’amministratore non convoca l’assemblea per l’approvazione dei conti, se omette di dare esecuzione ad una delibera dell’assemblea oppure se non provvede all’apertura del conto corrente condominiale, ecc. L’amministratore revocato dall’autorità giudiziaria non potrà più essere nominato dall’assemblea.



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