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Decadenza potestà genitoriale: cos’è?

16 Ottobre 2020
Decadenza potestà genitoriale: cos’è?

In quali casi si perde la responsabilità genitoriale?

Tu e tua moglie state per avere un bambino. Il primo figlio è sempre un’emozione immensa. Forse non sai che, nel momento in cui nasce un bimbo, i suoi genitori hanno l’obbligo di prendersene cura fino al raggiungimento della maggiore età (e in alcuni casi anche oltre). Tale dovere vale per tutti i figli, indipendentemente dal fatto che siano nati fuori dal matrimonio o in costanza di esso. In alcuni casi, però, capita che la madre o il padre assumano comportamenti che possono danneggiare il minore: come, ad esempio, l’uso abituale di sostanze alcoliche o di stupefacenti, maltrattamenti, disinteresse dei figli, ecc. È chiaro che simili condotte comportano una lesione dell’integrità psicologica del minorenne. In questo articolo, quindi, faremo il punto della situazione sulla decadenza della potestà genitoriale: cos’è? Quali conseguenze comporta? È possibile acquisirla nuovamente? Niente paura, te lo spiego subito in poche e semplici battute.

Cos’è la potestà genitoriale?

Prima di scendere nel dettaglio ed analizzare il tema centrale di questo articolo, devi aver ben chiaro un concetto fondamentale: da quando è intervenuta la riforma della filiazione [1] non si parla più di potestà, bensì di responsabilità genitoriale. Si tratta di un complesso di diritti e doveri che la mamma e il papà assumono nei confronti dei figli minori: ad esempio, il dovere di custodire il bambino presso il proprio domicilio (da cui lo stesso non può allontanarsi senza il consenso dei genitori), provvedere alla sua educazione e alla sua istruzione, curarne gli interessi, amministrarne i beni, ecc. Ciò in quanto la legge ritiene il minorenne un soggetto incapace di agire e di provvedere a se stesso, quindi il genitore funge da suo rappresentante legale. 

La responsabilità genitoriale è riconosciuta ad entrambi i genitori, i quali devono esercitarla di comune accordo a patto che rispettino le capacità naturali e le inclinazioni del figlio minore.

Decadenza potestà genitoriale: cos’è?

A questo punto, ti è chiaro che l’espressione potestà genitoriale – o meglio, responsabilità genitoriale – significa prendersi cura dei propri figli tutelandone lo sviluppo della loro personalità.

Tuttavia, nel momento in cui i genitori pongano in essere delle condotte pregiudizievoli per il figlio minorenne, cioè tali da danneggiarlo in qualche modo, allora possono essere adottati dei provvedimenti finalizzati a limitare o, addirittura, revocare tale forma di responsabilità. Quindi, la decadenza della potestà genitoriale non è altro che una decisione, adottata dal giudice minorile, quando un genitore:

  • non rispetta i suoi doveri nei confronti del figlio: ad esempio, non provvede al suo mantenimento;
  • è violento con i propri figli, li maltratta oppure non se ne prende cura;
  • abusa dei propri poteri senza tener conto degli interessi del bambino.

Tieni presente, però, che anche la conflittualità tra i genitori, in fase di separazione o divorzio, può portare ad una pronuncia di decadenza dalla potestà se è tale da provocare un grave pregiudizio per il minore.

È evidente, dunque, che parliamo di un provvedimento estremo che il giudice adotta solamente qualora i genitori non siano assolutamente in grado di assicurare al proprio figlio una crescita sana ed equilibrata. 

Il provvedimento di decadenza della responsabilità genitoriale può essere disposto su ricorso:

  • dell’altro genitore;
  • dei parenti;
  • del pubblico ministero.

Depositato il ricorso presso il tribunale per i minorenni, il giudice provvede in camera di consiglio; è previsto, altresì, l’ascolto del minore che ha compiuto dodici anni o di età inferiore se capace di discernimento. In caso di urgente necessità, il tribunale può adottare, anche d’ufficio, provvedimenti temporanei nell’interesse del figlio.

Se la condotta dei genitori non è tale da giustificare un provvedimento di decadenza della potestà, il giudice può disporre provvisoriamente:

  • l’allontanamento del minore dalla casa familiare;
  • l’allontanamento del genitore che maltratta o abusa del minore.

I suddetti provvedimenti, tuttavia, possono essere revocati in qualsiasi momento.

Decadenza potestà genitoriale: cosa comporta?

Il papà o la mamma, una volta dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale, perdono qualsiasi potere di decisione nei confronti dei figli (ad esempio, non hanno voce in capitolo sulla scelta della scuola da far frequentare al minore), nonché il potere di rappresentarli in giudizio e di amministrare i loro beni.

Attenzione: se il provvedimento di decadenza viene pronunciato nei confronti di un solo genitore, l’esercizio della responsabilità genitoriale spetterà all’altro in modo esclusivo; invece, nel caso in cui il giudice dichiari entrambi i genitori decaduti dalla potestà, allora il minore sarà collocato al di fuori dell’ambito della famiglia e l’esercizio della responsabilità genitoriale sarà affidato a terzi.

Nonostante la perdita della patria potestà, il genitore mantiene:

  • il dovere di provvedere al mantenimento della prole;
  • il diritto di visita nei confronti del figlio, a meno che la frequentazione sia stata vietata dal giudice.

Decadenza potestà genitoriale: si può essere reintegrati?

Una volta cessati sia il pregiudizio per il minore sia le ragioni che hanno giustificato un provvedimento di decadenza della patria potestà, il genitore può essere reintegrato nella responsabilità genitoriale (sempre con provvedimento del giudice). L’obiettivo, infatti, è la tutela dell’interesse superiore del minore a crescere in un ambiente sereno con entrambi i genitori. 


[1] L. n. 219/2012 del 10.12.2012.


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