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iPhone 5S: è davvero più sicuro?

13 Novembre 2013 | Autore:
iPhone 5S: è davvero più sicuro?

Il Touch ID introdotto sull’ultimo melafonino di Apple è stato da molti criticato per essere facilmente bypassato, ma le cose non sono così semplici come potrebbero sembrare.

Tra le varie novità presenti sull’iPhone 5S, quella che ha destato maggiore interesse è sicuramente il sensore Touch ID inserito nel tasto Home. Si tratta di un sensore in grado di autenticare l’utente attraverso il rilevamento della sua impronta digitale.  Questo sistema è utilizzato sia per sbloccare il telefonino sia per effettuare acquisti sui vari Store della Apple. In molti, però, hanno sollevato critiche riguardo la sua sicurezza. Tutto quello che riguarda la casa della Mela genera sempre molto clamore e spesso si riportano notizie incomplete solo per attirare lettori. Il rischio dei nuovi Media è proprio quello di far perdere ai contenuti il valore stesso della notizia, inserendo volutamente valutazioni critiche di tipo strumentale.

Il sistema messo a punto da Apple è sicuramene molto più facile da utilizzare rispetto ai sensori integrati su alcuni computer portatili dove di solito si striscia il dito. Quello dell’iPhone è composto da un cristallo di zaffiro che viene a contatto col dito la cui immagine è poi proiettata su un sensore tattile capacitivo che si trova in uno strato inferiore. Quest’ultimo è in grado di leggere sia gli strati più esterni dell’epidermide che quelli in profondità così da ottenere un’impronta digitale molto più dettagliata. Il Touch ID riconosce l’impronta indipendentemente da come si poggia il dito, offrendo quindi una praticità d’uso unica. Si possono registrare fino a cinque impronte differenti su ogni iPhone 5S e questo permette di abilitare anche altre persone che si reputano idonee come può essere ad esempio il proprio partner.

Come premesso, il Touch ID serve sia per sbloccare il telefonino sia per fare acquisti su iTunes Store, App Store e iBooks Store evitandosi il fastidio di dover inserire ogni volta codici e password.

Naturalmente, nel caso l’impronta non fosse riconosciuta, si potrà sempre utilizzare in alternativa il codice. Inoltre, ad ogni riavvio del telefonino, si dovrà prima riconfermare il codice per lo sblocco e l’ID Apple quando si fa il primo acquisto. Come ogni cosa che Apple introduce nei suoi dispositivi, anche il Touch ID funziona perfettamente.

Ma è davvero così sicuro, o lo si può facilmente bypassare come riportato da alcune notizie sul Web?

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Al pari di ogni sistema di sicurezza, anche il Touch ID non è invalicabile. Qualsiasi sia il tipo di protezione implementata su un dispositivo mobile come un telefonino, c’è sempre un modo per bypassarla e vale lo stesso anche per questo sistema.

Iniziamo col dire che, utilizzando un sensore capacitivo, è necessario utilizzare un dito vero e questo lo rende già più sicuro rispetto ad altri sistemi biometrici. Qualora un ladro dovesse rubarcelo, potrebbe comunque tagliarci il dito o costringerci sotto la minaccia di un’arma a sbloccare l’iPhone 5S prima di entrarne in possesso. Si tratta, comunque di casi estremi.

Esistono però anche altri metodi per ingannare i sensori di rilevamento delle impronte digitali, come hanno dimostrato diversi hacker subito dopo che l’iPhone 5S è stato messo in commercio. Uno, ad esempio, è quello messo a punto dal Chaos Computer Club che sfrutta un’impronta lasciata sullo schermo dell’iPhone da suo possessore. In parole molto semplici, si fotografa l’impronta con una fotocamera ad alta definizione e l’immagine viene poi ripulita e invertita sul computer con un software di fotoritocco. Si passa poi a stamparla a 1200 dpi su un foglio trasparente utilizzando una stampante laser con una maggiore quantità di toner in modo da creare un leggero rilievo dell’impronta stessa. Si versa infine del latte vinilico sull’impronta stampata e, una volta asciugato, si ottiene una replica dell’impronta originale che può essere utilizzata per sbloccare l’iPhone 5S.

Il sistema messo a punto dal Chaos Computer Club dimostra come il Touch ID non sia un sistema invalicabile, ma questo non ne inficia le sue funzionalità per una serie di considerazioni.

Innanzitutto nella vita reale è molto più difficile che il ladro possa riprodurre l’intera procedura. Occorre, come detto, un’impronta di buona qualità e non è detto che quella trovata sul display del telefonino sia effettivamente una di quelle registrate nel Touch ID. Inoltre l’intera procedura richiede una certa manualità che non è alla portata di tutti, e soprattutto dei ladri comuni.

Se si trattasse dell’iPhone 5S di un capo di governo, chi riuscisse a impossessarsene avrebbe sicuramente tutti gli strumenti per bypassare qualsiasi sistema di protezione. Nella vita di tutti i giorni, invece, le cose stanno in modo molto diverso. È molto improbabile che il ladro o il furbetto di turno possa creare un’impronta falsa per tutte le variabili indicate.

Il fatto che il telefonino abbia il Touch ID, poi, spinge sicuramente più persone a impostare un sistema di protezione che è sicuramente più semplice e immediato del solito codice PIN: sono in tanti, infatti, che non utilizzano la password per il fastidio di doverla inserire ogni volta. Infine, il Touch ID non va ad eliminare il codice di sblocco e la password, ma vuol essere un sistema di protezione ulteriore, più trasparente e più immediato. Apple potrebbe comunque renderlo ancora più sicuro, dando la possibilità di impostare l’uso di entrambi i sistemi contemporaneamente, ovvero imponendo ogni volta sia l’immissione del codice che quella dell’impronta.

Considerato tutto, il Touch ID di Apple può essere un valido strumento per proteggere da occhi indiscreti quello che si cela sul proprio iPhone. Quante volte capita di dimenticare il telefonino da qualche parte? Un compagno, un amico o un collega di lavoro curioso potrebbe accedervi di nascosto, ma senza la nostra impronta digitale questa eventualità viene meno. Le critiche mosse al Touch ID sono spesso molto strumentali ed è importante saper distinguere tra i casi limite e la vita reale.

Una tecnologia non è mai perfetta, ma deve essere valutata per i miglioramenti che può apportare in tutti i suoi campi d’impiego.



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