Ferie non godute: il lavoratore può monetizzarle

10 Agosto 2020 | Autore:
Ferie non godute: il lavoratore può monetizzarle

Secondo la Cassazione, al dipendente spetta l’indennità sostitutiva se l’azienda non prova di avere fatto il possibile per garantire il riposo.

Se l’azienda non dimostra di aver consentito ad un dipendente di fruire del periodo di riposo stabilito dal contratto nazionale di categoria, il lavoratore può monetizzare le ferie chiedendo un’indennità sostitutiva. In altre parole, le ferie possono diventare denaro in busta paga nel caso in cui non venga provato che è stato il lavoratore a rinunciarvi. Lo ha stabilito la Cassazione [1].

Va ricordato che quello alle ferie è un diritto riconosciuto sia dalla Costituzione (articolo 36) sia dall’ordinamento europeo per consentire al lavoratore di recuperare le energie psico-fisiche. Nel caso in cui il dipendente, di sua iniziativa, rinunci ai giorni di riposo, l’azienda è tenuta ad informarlo «in modo trasparente e tempestivo», quindi con sufficiente anticipo, del fatto che le ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento.

Ciò non significa che il datore di lavoro possa imporre le ferie al dipendente ma che deve invitarlo a farle, avvisandolo del rischio che corre di perdere definitivamente i giorni di riposo maturati.

Il lavoratore, inoltre, può monetizzare le ferie anche quando non è riuscito a farle non per colpa sua né per colpa dell’azienda. Potrebbe essere il caso di chi aveva previsto di consumare gli ultimi giorni di riposo a disposizione in un determinato periodo dell’anno, vicino alla scadenza del termine, e che, per ragioni impreviste legate alla produzione non abbia potuto farlo. Così, sempre secondo quanto stabilito dalla Cassazione, il diritto all’indennità prescinde da una responsabilità del datore per il mancato godimento delle ferie se non risulta allegata né provata una specifica offerta di fruizione effettuata dall’imprenditore e disattesa dal lavoratore, che in tal caso incorrerebbe nella mora del creditore.

Non bisogna dimenticare, comunque, che le ferie non sono solo un diritto ma anche un dovere: secondo la Costituzione, infatti, non si può rinunciare al periodo di riposo previsto dal contratto di categoria e non è possibile sostituirlo con un’indennità, salvo in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o in caso di decesso del dipendente. In quest’ultimo caso, gli eredi hanno diritto a ricevere i soldi che equivalgono ai giorni di ferie maturati ma non goduti.

E, trattandosi di un dovere, perde le ferie l’impiegato statale che volutamente non le utilizza: l’amministrazione, infatti, può semplicemente dimostrare di avere agito in tutta diligenza affinché il lavoratore godesse del periodo di riposo.


note

[1] Cass. sent. n. 13613/2020.


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