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Politici «furbetti» del bonus: nulla di illegale

10 Agosto 2020 | Autore:
Politici «furbetti» del bonus: nulla di illegale

Il decreto sulle indennità Covid per partite Iva e autonomi non pone requisiti di reddito né vieta ad un politico di farne richiesta.

Una cosa è commettere un fatto immorale. Un’altra ben diversa è commettere un fatto illegale. La linea che separa entrambi i comportamenti è netta: si può adottare un comportamento eticamente deplorevole ma nel più rigoroso rispetto della legge. È quello che è accaduto con i bonus dei 600 euro previsto per partite Iva ed autonomi in difficoltà economica a causa del Covid, richiesto e incassato da cinque parlamentari e da circa 2.000 tra consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci, oltre che da un conduttore tv, secondo le rivelazioni del quotidiano La Repubblica.

Per essere chiari: ai deputati in questione, i cui nomi sono blindati all’Inps dalle norme sulla privacy, si può eventualmente contestare di essere stati inopportuni, avidi o attaccati i soldi ma non di avere rubato un solo centesimo. Almeno stando al testo del decreto Rilancio. Il provvedimento approvato nell’ambito dell’emergenza coronavirus prevede la possibilità di accedere al bonus da 600 euro per i mesi di marzo e di aprile e di 1.000 euro per il mese di maggio alle partite Iva, ai co.co.co., agli autonomi iscritti alle gestioni speciali Assicurazione Generale Obbligatoria, ai lavoratori stagionali dei settori del turismo, agli operai agricoli a tempo determinato, ai lavoratori dello spettacolo, ai lavoratori stagionali dei settori diversi da quelli del turismo, ai lavoratori intermittenti, agli autonomi occasionali o agli incaricati di vendita a domicilio.

Il decreto, però, non prevedeva né il requisito del reddito né il divieto di richiedere il bonus per chi avesse una carica pubblica elettiva, cioè per chi occupasse una poltrona da consigliere regionale o comunale, da presidente di Regione, da deputato o da senatore. L’importante è che, nel caso dei liberi professionisti, venisse dimostrato di avere avuto una perdita del reddito o, nel caso dei collaboratori, di avere cessato il rapporto di lavoro entro il 19 maggio 2020.

Questo significa che un deputato libero professionista che nel secondo bimestre di quest’anno ha avuto un calo del reddito prodotto dalla sua attività di almeno un terzo, poteva chiedere il bonus. Anche se percepisce ogni mese dallo Stato 12.439 euro in qualità di parlamentare, compresi i rimborsi di trasporto, telefono, ecc. Ci sono delle persone che, se si passano una mano sulla coscienza, capiscono che i bonus sono stati introdotti per chi è veramente in difficoltà economica, e quindi decide di rinunciarvi per una questione di opportunità. E ci sono, invece, degli amministratori molto rigorosi nel rispettare la legge quando si tratta di incassare anche «solo» 600 euro a fronte di uno stipendio mensile (invariato, Covid, o non Covid) di quasi 13mila euro.

Essendo i bonus un loro diritto, i deputati (come tutti gli altri) non sono tenuti a restituire i soldi. E quasi sicuramente, nonostante le sollecitazioni di tutti i leader di partito, non lo faranno. Perché, a meno di clamorose fughe di notizie, nessuno dei cinque parlamentari (tre della Lega, uno del M5S e uno di Italia Viva) vorrà fare un esame di coscienza, capire l’errore morale e farsi avanti con il rischio concreto di infangare il proprio nome.



3 Commenti

  1. Si vabbè, nulla di illegale, ma con che coraggio hanno richiesto questo bonus chi ha almeno 13mila euro di stipendio. Ma siamo impazziti? Ma lo vedono in Italia quante famiglie arrivano a fatica a fine mese? Ma se la mettono una mano sulla coscienza? Avessero ridotto il loro stipendio per essere d’aiuto, invece No, si prendono pure i bonus poverini, perché lo stipendio di 13MILA EURO non gli basta. Ma che vergogna

  2. Fossi in loro, mi nasconderei sotto terra. Ma questa è gente che non hai un briciolo di rispetto per gli italiani e stanno lì a riscaldare le poltrone. Se solo fossero stati d’aiuto, avrebbero agito diversamente. Ma poi, dico io, con tutti questi soldi, sconti, viaggi pagati, di cos’altro hanno bisogno? Del bonus di 600 euro che vanno a dare al povero padre di famiglia che arriva a stento alla fine del mese per dare da mangiare ai propri figli e magari deve comprare computer ecc per farli studiare a distanza? Bonus su bonus pensati per far incassare altri soldi a chi ce li ha già

  3. Io sono disgustata. Quando mio figlio mi chiede giocattolini più costosi, io devo a malincuore, anche per non viziarlo, dirgli di no….non ce lo possiamo permettere…. Perché con quei soldini cerchiamo di coprire alcune spese indispensabili tra me e mio marito, perché con questa crisi la situazione non è per nulla semplice. Poi, leggo gli scontrini dei ristoranti dei politici, tutte le agevolazioni che hanno e ora ci mancava pure questo bonus? Ma dai, su, stendiamo un velo pietoso su questi soggetti. Che uscissero i nomi..ma figuriamoci se ci mettono la faccia

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