Diritto e Fisco | Articoli

Bonifico dall’estero: ci sono tasse da pagare in Italia?

15 Agosto 2020
Bonifico dall’estero: ci sono tasse da pagare in Italia?

Sono residente (iscritto all’Aire) e lavoro all’estero, dove percepisco lo stipendio e pago le relative tasse. Negli anni scorsi ho fatto tre versamenti all’anno, di circa 10.000 euro complessivi, indirizzati a mio fratello sul conto cointestato col medesimo. Vorrei fare altri bonifici di questo tipo, per spostare, definitivamente i risparmi accumulati col mio lavoro. Posso farlo senza dover pagare le tasse in Italia?

Gentile cliente, in base a quanto ha raccontato, lei risulta, fiscalmente, residente all’estero. Infatti, non è iscritto all’anagrafe della popolazione residente in Italia, non ha domicilio e nemmeno la residenza nel nostro paese [1]. Pertanto, poiché in base alla legge l’imposta sui redditi si applica, per i non residenti, soltanto per i ricavi prodotti nel territorio dello Stato [2], i suoi risparmi, accumulati e descritti in quesito, non possono essere tassati.

Per questo motivo, essendo, altresì, in possesso della documentazione che comprova il reddito da lavoro percepito all’estero nonché il versamento degli oneri locali e, quindi, la legittima provenienza dei suoi risparmi, non dovrebbe temere alcuna conseguenza se dovesse, come è sua intenzione, trasferire, periodicamente, questo denaro sul proprio conto corrente in Italia.

A questo proposito, abbia, inoltre, l’accorgimento di motivare nella causale del bonifico oltre alla provenienza delle somme anche il suo destinatario.

Le preciso, infatti, che indirizzando a suo fratello la cifra oggetto dell’operazione, così come avrebbe fatto in passato, questo atto potrebbe essere considerato come una donazione al medesimo.

Tuttavia, anche tale circostanza non dovrebbe generare problemi di natura fiscale, visto che le donazioni tra fratelli non sono tassate sino a 100.000 euro e atteso che non è dovuta, al di sotto di tale limite, nemmeno l’imposta di registro.

L’unico problema sarebbe solo quello derivante dalla nullità della donazione, visto che la stessa, per la legge italiana, deve essere realizzata mediante l’atto pubblico notarile [3]. Nondimeno, se non c’è alcun soggetto che potrebbe avere interesse ad impugnare questo atto (ad esempio, un coniuge o un figlio in prospettiva di una futura eredità), anche quest’aspetto potrebbe risultare, concretamente, irrilevante.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 2 Dpr. 917/86

[2] Art. 3 Dpr. 917/86

[3] Art. 783 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube