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Ritenuta d’acconto: come si compila?

11 Agosto 2020 | Autore:
Ritenuta d’acconto: come si compila?

Ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale: contributi, tassazione, marca da bollo, adempimenti.

Ti hanno detto che puoi metterti in proprio senza aprire la partita iva se “lavori con la ritenuta d’acconto”, ma è la prima volta che senti questo termine e non hai la minima idea di che cosa significhi? In realtà si tratta di un termine improprio, ma di uso abbastanza comune, per indicare il lavoro autonomo occasionale. Molte persone, difatti, con la dicitura “lavorare con la ritenuta d’acconto”, intendono “svolgere prestazioni di lavoro autonomo occasionale”. Il termine ritenuta d’acconto è utilizzato in quanto normalmente il committente applica una trattenuta fiscale ai compensi erogati.

Il lavoro autonomo occasionale [1], spesso confuso col contratto di prestazione occasionale e col libretto famiglia (i cosiddetti nuovi voucher) è in realtà un’attività di lavoro autonomo a tutti gli effetti, ma svolta saltuariamente ed in modo non professionale: per questo motivo, al lavoratore autonomo occasionale non è richiesta l’apertura della partita Iva. Non si può parlare di lavoro autonomo occasionale se l’attività è esercitata in modo continuativo, professionale, o se comunque emerge un’organizzazione autonoma nell’esercizio dell’attività.

La mancanza del requisito della professionalità, ossia dell’abitualità e dell’organizzazione nello svolgimento dell’attività, nonché la mancanza dell’obbligo di aprire la partita Iva, non comportano, però, che i compensi ricevuti siano esenti da tassazione o che non debbano essere giustificati.

Per ogni compenso ricevuto, invece, il lavoratore autonomo occasionale deve sempre lasciare una ricevuta.

Ma la ricevuta per lavoro con ritenuta d’acconto come si compila?

Anche se il compenso non è assoggettato ad Iva, è soggetto a tassazione, più precisamente all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Non sempre, comunque, è applicata la ritenuta d’acconto ai compensi erogati, ma solo se il committente è anche sostituto d’imposta.

Se il lavoratore supera 5mila euro annui di compensi, sono anche dovuti i contributi previdenziali alla Gestione Separata Inps.

In ogni caso, fatta eccezione delle ipotesi di esenzione dalla dichiarazione (vedi: Chi è obbligato al 730?), i compensi devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Osserviamo ora le caratteristiche principali del lavoro autonomo occasionale, per poi osservare come deve essere compilata la ricevuta dei compensi derivanti da questa attività saltuaria.

Quando un’attività è di lavoro autonomo occasionale?

Un’attività può essere qualificata come lavoro autonomo occasionale quando il lavoratore «si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente, e in via del tutto occasionale».

In pratica, il lavoratore occasionale svolge un’attività:

  • a pagamento;
  • saltuariamente;
  • con lavoro svolto in prevalenza personalmente e non svolto prevalentemente da terzi;
  • senza dover sottostare alle direttive e al potere disciplinare di un datore di lavoro;
  • senza essere coordinato da un committente.

Per approfondire: Guida al lavoro autonomo occasionale.

Che differenza c’è tra lavoro autonomo occasionale e collaborazione?

Abbiamo appena osservato che il lavoratore autonomo occasionale, perché sia realmente autonomo, non può essere coordinato da un committente. Ma quali differenze ci sono tra il lavoro autonomo occasionale e la collaborazione coordinata e continuativa, o cococo?

Rispetto ad una collaborazione coordinata e continuativa (cococo), il contratto di lavoro autonomo occasionale ha le seguenti caratteristiche:

  • completa autonomia del lavoratore riguardo alle tempistiche ed alle modalità di esecuzione dell’attività, in quanto manca il potere di coordinamento del committente;
  • manca poi il requisito della continuità dell’attività di lavoro autonomo occasionale, dato che l’attività stessa è meramente episodica;
  • manca infine l’inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale.

Bisogna peraltro considerare che, a seguito delle nuove regole in materia di collaborazioni, qualificare una cococo come genuina è sempre più difficile: alla maggior parte di questi contratti si applica la disciplina del lavoro subordinato. Ne abbiamo parlato in Nuove cococo, quando sono trasformate in lavoro dipendente?

Distinguere tra prestazione di lavoro autonomo occasionale e collaborazione coordinata continuativa è importante: cambia difatti la qualificazione giuridica del rapporto di lavoro e cambiano i regimi fiscali e previdenziali da applicare, nonostante l’obbligo, sia per i collaboratori che per i lavoratori autonomi occasionali (quando i compensi annui superano i 5mila euro), di iscriversi alla gestione separata Inps.

Più precisamente, il reddito derivante dalla collaborazione è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente ai fini fiscali, mentre il reddito derivante dal reddito di lavoro autonomo occasionale rientra tra i redditi diversi.

Che differenza c’è tra lavoro autonomo occasionale e prestazione occasionale?

Non bisogna poi confondere il lavoro autonomo occasionale col contratto di prestazione occasionale.

Le prestazioni occasionali, cosiddette nuovi voucher, possono essere difatti retribuite attraverso i Presto o Cpo, ossia utilizzando il nuovo contratto di prestazione occasionale, oppure tramite il libretto famiglia; in entrambe le ipotesi, per attivare e retribuire le attività lavorative si utilizza la piattaforma delle prestazioni occasionali dell’Inps.

Queste attività sono assimilabili al lavoro accessorio, ossia alle attività precedentemente retribuite con i voucher, o buoni lavoro: non è possibile assimilarle né al lavoro autonomo, né al lavoro subordinato (dipendente) o alle collaborazioni (lavoro parasubordinato o cococo), in quanto sono attività marginali e meramente saltuarie, dunque non possono essere inquadrate in nessuna delle principali tipologie di attività lavorativa.

Il lavoro autonomo occasionale, invece, è inquadrabile tra le attività di lavoro autonomo, esercitate, cioè, in modo totalmente indipendente, senza alcun vincolo di subordinazione né di coordinamento, alla pari dell’attività d’impresa e dell’attività professionale: non richiede, però, l’apertura della partita Iva, in quanto l’attività è svolta in modo saltuario ed è priva del requisito dell’organizzazione e della professionalità. Per approfondire: Lavoro autonomo occasionale e prestazione occasionale.

Per il lavoro autonomo occasionale si pagano i contributi Inps?

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, per i lavoratori occasionali non era previsto alcun obbligo di assicurazione presso l’Inps, o presso altre gestioni previdenziali, sino al 31 dicembre 2003. Non erano infatti contemplati dalla legge Dini [2]. Dal 1° gennaio 2004 sono, invece, obbligati all’assicurazione presso la gestione separata Inps, ma solo se percepiscono compensi da lavoro occasionale imponibili superiori a 5mila euro nell’anno, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.

Nel dettaglio, il lavoratore autonomo occasionale deve iscriversi alla gestione Separata Inps e comunicare ai committenti interessati, all’inizio dei singoli rapporti di lavoro e nel corso del loro svolgimento, il superamento o meno della soglia di reddito e di esenzione dal versamento della contribuzione pari a 5mila euro annui.

Se questa soglia risulta superata per aver percepito nello stesso mese più compensi da committenti diversi, ciascun committente concorre in misura proporzionale al pagamento dei contributi previdenziali, in base al rapporto tra il suo compenso e il totale di quelli erogati nel mese.

A quanto ammontano i contributi Inps per il lavoratore autonomo occasionale?

Al lavoratore autonomo occasionale si applicano le stesse regole, già previste per collaboratori coordinati e continuativi, in materia di:

  • iscrizione alla gestione Separata;
  • ripartizione dei contributi tra lavoratore e committente;
  • versamento dei contributi;
  • denuncia contributiva mensile;
  • regole generali in materia di aliquote contributive, minimali, massimali e accredito dei periodi utili ai fini previdenziali.

Nello specifico, il lavoratore autonomo occasionale è tenuto soltanto ad effettuare le pratiche di iscrizione presso la gestione Separata Inps.

Il committente deve invece:

  • trattenere 1/3 dei contributi dai compensi, applicando alla ricevuta la ritenuta contributiva oltre alla ritenuta d’acconto;
  • versare i contributi dovuti all’Inps (pari in totale, per l’anno 2020, al 33,72% dell’imponibile, compresa la quota di 1/3 a carico del lavoratore; per i pensionati o iscritti ad altre gestioni l’aliquota è del 24%);
  • inserire i contributi dovuti e trattenuti nella denuncia mensile Uniemens, da inviare all’Inps.

Attenzione: la soglia di 5mila euro è una soglia di esenzione che vale ogni anno; se durante un anno il lavoratore si iscrive perché supera la soglia, la soglia stessa si azzera comunque l’anno successivo. Quindi, nell’annualità successiva, il lavoratore autonomo occasionale è esentato dal versamento della contribuzione sino a 5mila euro.

Per ulteriori approfondimenti: Guida alla gestione Separata 2020.

Com’è tassato il lavoro autonomo occasionale?

I redditi da lavoro autonomo occasionale ai fini fiscali sono classificati fra i redditi diversi. Nel dettaglio, il reddito imponibile, sia ai fini previdenziali che fiscali, corrisponde alla differenza tra i compensi lordi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla produzione dei compensi stessi

I redditi e le spese strettamente inerenti devono essere inseriti:

  • nel quadro D del modello 730;
  • nel quadro RL del modello Redditi.

I contributi previdenziali, come tutti i contributi previdenziali obbligatori, costituiscono oneri deducibili dal reddito, cioè un importo che va sottratto dal reddito imponibile Irpef.

Per i redditi di lavoro autonomo occasionale spettano le detrazioni?

Ai lavoratori autonomi occasionali, nonostante i redditi siano qualificati come redditi diversi, spettano le stesse detrazioni alle quali hanno diritto i lavoratori autonomi con partita Iva. in particolare, chi percepisce redditi che derivano da lavoro autonomo o da attività d’impresa minore (sono escluse le imprese in contabilità ordinaria) ha diritto alle seguenti detrazioni, che non devono essere ragguagliate su base annua, cioè non devono essere riproporzionate in base ai giorni dell’anno in cui è prodotto il reddito:

  • 1.104 euro, se il reddito complessivo annuo non supera i 4.800 euro;
  • se il reddito annuo supera 4.800 euro ma non supera 55.000 euro, la detrazione è calcolata con la seguente formula: 1.104 × [(55.000 – reddito complessivo) / 50.200].

La detrazione per redditi di lavoro autonomo non può essere cumulata con quella per redditi di pensione o di lavoro dipendente e assimilati.

Come si compila la ricevuta con ritenuta d’acconto?

Nella ricevuta di lavoro autonomo occasionale, qualora il committente sia sostituto d’imposta, quindi sia applicata la ritenuta d’acconto, devono essere indicati i seguenti dati:

  • dati del lavoratore autonomo occasionale che riceve il compenso: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo;
  • dati del committente, cioè di chi salda il compenso dovuto per la prestazione di lavoratore autonomo occasionale:
    • se persona fisica: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, eventuale partita Iva, indirizzo;
    • se persona giuridica (ente, associazione, società): ragione sociale-denominazione, codice fiscale, eventuale partita Iva, indirizzo;
  • specifiche sulla tipologia di prestazione effettuata: è consigliabile indicare che la prestazione ha carattere del tutto occasionale e priva di organizzazione, non svolgendo il lavoratore prestazioni di lavoro autonomo con carattere di abitualità e professionalità;
  • importo del compenso al lordo della ritenuta d’acconto;
  • eventuali spese esenti da ritenuta;
  • ammontare della ritenuta d’acconto Irpef, che ammonta al 20% del compenso imponibile (la ritenuta d’acconto non deve essere effettuata se il committente non è un sostituto d’imposta, cioè è un semplice privato, non un professionista, un’azienda o un ente);
  • ammontare del compenso al netto della ritenuta;
  • assoggettamento o meno del compenso ai contributi Inps; l’assoggettamento del compenso alla contribuzione da accreditare nella gestione Separata si applica, come osservato, per superamento del limite pari a 5.000 euro annui dei compensi imponibili ricevuti a titolo di collaborazione occasionale;
  • deve essere aggiunta la seguente dicitura: «non soggetto al regime Iva (o fuori campo Iva) a norma dell’art. 5, Dpr n. 633/72 e successive modificazioni»;
  • bisogna poi inserire il luogo, la data e la firma del ricevente;
  • infine, deve essere applicata una marca da bollo da 2 euro se il compenso supera 77,47 euro.

Come si applica la marca da bollo nella ricevuta?

Se l’importo del compenso supera i 77,47 euro, è obbligatorio, per il lavoratore autonomo occasionale, inserire una marca da bollo pari a 2 euro; la marca:

  • può essere acquistata in qualsiasi tabaccheria;
  • deve avere una data precedente o contemporanea (non posteriore) rispetto alla data indicata nella ricevuta.

Che cosa succede se non si applica la marca? Se l’apposizione della marca da bollo è irregolare o non effettuata, è dovuta una sanzione che va da 1 a 5 volte l’importo della marca stessa.

L’obbligo è a carico di chi emette la ricevuta.

Ricevuta lavoro autonomo occasionale: esempio

Come si compila, in pratica, la ricevuta con ritenuta d’acconto? Nel box sottostante osserviamo un esempio completo di compilazione  della ricevuta da lavoro autonomo occasionale.


Ricevuta di compenso per prestazione di lavoro autonomo occasionale

Il sottoscritto

Nome…

Cognome…

Data di nascita…

Codice fiscale…

Indirizzo…

Dichiara

di ricevere da

Ragione sociale…

Nome,…

Cognome…

Data di nascita,…

Codice fiscale…

Partita Iva…

Indirizzo…

Quale compenso per l’attività (indicare le specifiche dell’attività svolta);

Competenze concordate (importo al lordo dell’eventuale ritenuta d’acconto)
euro ……………………

Ritenuta d’acconto 20% (ai sensi dell’art. 25 del Dpr 600/73)
euro ……………………..

Trattenuta Inps (da calcolare solo al superamento di euro 5.000,00)
euro …………………….

Netto a pagare
euro ……………………..

Dichiara inoltre sotto la propria responsabilità che tale compenso:

  • ha carattere del tutto occasionale, non svolgendo il sottoscritto prestazioni di lavoro autonomo con carattere di abitualità;
  • non è soggetto al regime Iva a norma dell’art. 5 Dpr 633/72 e successive modificazioni;
  • è soggetto/ non è soggetto a contributo previdenziale in quanto nel corso dell’anno solare il totale dei compensi ricevuti a titolo di collaborazione occasionale supera/non supera i 5.000 euro.Luogo e data, firma del ricevente

note

[1] Art. 2222 Cod. civ.

[2] L. 335/1995.


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