Posso affittare il garage?

10 Agosto 2020 | Autore:
Posso affittare il garage?

Il contratto è a prezzo libero, la tassazione segue le normali regole. Molti italiani acquistano box per investimento: dove conviene mettere a reddito i locali.

Avere un garage significa disporre di un posto per il parcheggio e per riporre oggetti voluminosi, ma può anche diventare una stabile fonte di reddito se il box non viene utilizzato per le proprie esigenze.

Se non sfrutti personalmente il tuo garage lo puoi affittare e così ottenere un’entrata mensile, che dipenderà soprattutto dal luogo in cui è ubicato. Secondo una ricerca de Il Sole 24 Ore, nelle grandi città il garage in centro può rendere fino al 6% annuo: è un ritorno economico molto interessante, che può farti prendere in considerazione anche l’ipotesi di acquistarne qualcuno come investimento immobiliare.

Vediamo ora quali sono le regole per affittare un garage, stipulando il necessario contratto, quali sono i prezzi e dov’è la convenienza.

Le regole per affittare un garage

La prima cosa da sapere è che il garage può essere dato in locazione separatamente dalle abitazioni o dai locali commerciali, quindi non è necessario abbinarlo ad una casa o negozio, tranne che nel caso in cui esso non costituisca espressamente una pertinenza: l’essenziale è stipulare un contratto, indicando gli estremi catastali identificativi del locale, e poi registrarlo all’Agenzia delle Entrate.

Il contratto di affitto di un garage non è diverso, per tipo e contenuto, da quello di un comune immobile o di un’attività commerciale. L’unica differenza riguarda la durata, che può essere stabilita liberamente dalle parti, purché venga espressamente indicata nel contratto stesso; il limite massimo per legge [1] è comunque di 30 anni.

Così anche il canone può essere determinato liberamente nell’accordo tra proprietario ed affittuario. Anche le modalità di pagamento (mensile, annuale con canone anticipato o altre scadenze periodiche) saranno stabilite d’intesa tra i contraenti. Puoi leggere questo articolo per sapere “Come si stipula un contratto d’affitto” e scaricare un modello facsimile.

Se il garage è condominiale, bisognerà comunicare il nominativo all’amministratore, per consentire l’inserimento del nome dell’affittuario nel registro dell’anagrafe del condominio.

Affitto garage: la tassazione

Una volta raggiunto e messo per iscritto l’accordo, bisogna registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla sottoscrizione, a meno che l’affitto non abbia una durata inferiore ai 30 giorni nell’anno. Si pagherà l’imposta di registro, pari al 2% del canone annuo stabilito, con un minimo di 67 euro per la prima annualità, più l’imposta di bollo (16 euro per ogni quattro facciate del contratto e comunque per ogni 100 righe di testo).

Dal momento della stipula, le spese di manutenzione ordinaria (e quelle eventuali condominiali) passeranno, se non è stabilito diversamente, al conduttore, mentre quelle straordinarie rimangono a carico del locatore.

Ci sono poi da versare annualmente le normali imposte sui redditi, previste per tutti gli introiti derivanti dai contratti di locazione, con la possibilità, ad alcune condizioni, di accedere alla cedolare secca al posto della tassazione secondo il regime ordinario Irpef.

Garage in affitto: i prezzi 

Il mercato immobiliare è in crisi, ma i garage fanno eccezione e vanno in controtendenza. Gli acquisti di box sono tra i più gettonati, nonostante il calo avvenuto durante il periodo della pandemia di Coronavirus.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia delle Entrate e riportati da Il Sole 24 Ore, in Italia nel primo trimestre del 2020 sono stati compravenduti 67.210 box e posti auto, con un calo del 16,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Le agenzie immobiliari riportano una sostanziale stabilità dei prezzi di compravendita. A Milano si registra la maggior crescita dei valori,  soprattutto nelle zone centrali. La mappa del Sole 24 Ore sui dati di Tecnocasa contiene alcune sorprese: la città dove i garage sono più cari è Roma, dove si raggiungono prezzi oltre i 100mila euro nelle zone centrali.

Al secondo posto nel caro-box compare Verona (93mila euro nel centro storico-Ztl), e al terzo Bari: qui per un garage in centro vengono chiesti 90mila euro. Seguono Napoli, con punte di 80mila euro, Firenze (65mila), Torino e Bologna (60mila euro per i box nel centro città).  Fanalino di coda, tra le grandi città, è Palermo, dove i garage più cari non superano i 30mila euro.

La convenienza di affittare i garage

Oltre al vantaggio di mettere a reddito un locale che altrimenti resterebbe inutilizzato per chi non ne usufruisce direttamente, c’è il fatto che la redditività dell’affitto è notevole, tanto più quanto il box si trova in una città di grandi dimensioni e in una zona centrale.

Tecnocasa rivela che il 48,5% degli acquisti dei box avviene per investimento, e la restante parte, il 51,2%, lo compra per uso proprio. La convenienza si manifesta, oltre che nell’incasso dei canoni che è già di per sé considerevole, anche nel fatto che il box è più facile da gestire rispetto all’abitazione, perché solitamente richiede meno interventi e spese da parte del proprietario.

Ma buona parte della convenienza dipende dalla location: in zone periferiche e talvolta anche semicentrali i garage non sono molto redditizi, mentre il picco di raggiunge nei centri più densi delle principali città. Secondo il portale immobiliare Idealista.it «la redditività più elevata si ottiene a Bologna con il 6,6% seguita da Monza con il 6,3%, da Milano e Roma, con entrambe un 6%. A Napoli, 5,1%, il tasso di rendimento è tra i più bassi, preceduta da Palermo con il 5,5% e seguita da Genova, fanalino di coda con il 3,7%».


note

[1] Art. 1573 Cod. civ.


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