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Come funzionano le stampanti senza toner e senza cartucce

11 Settembre 2020 | Autore:
Come funzionano le stampanti senza toner e senza cartucce

Le case produttrici sviluppano nuovi prodotti per salvaguardare l’ambiente e risparmiare tempo e denaro. Ecco qualche esempio.

Ti sarà capitato di pensare qualche volta che, paragonando il costo di una stampante a quello di toner e cartucce, quasi quasi quando finisce l’inchiostro conviene cambiare l’apparecchio. Oggi, puoi avere una valida alternativa per non penalizzare né il tuo portafoglio né l’ambiente, riducendo al massimo i prodotti da smaltire. Esistono, infatti, delle stampanti che non hanno bisogno di questi prodotti. Ti chiederai, però, come sia possibile, cioè come funzionano le stampanti senza toner e senza cartucce.

Come vedremo tra poco, il sistema richiede di adottare un concetto diverso rispetto a quello normalmente usato fino ad oggi: riempire un serbatoio di un toner non tradizionale anziché cambiare la cartuccia ogni volta che finisce l’inchiostro della stampante. In quest’ultimo caso, bisogna buttare via l’intero contenitore con l’inchiostro residuo, con il conseguente danno ambientale. Le stampanti senza toner e senza cartucce, invece, consentono di mantenere lo stesso contenitore e di riempirlo con un prodotto alternativo, risparmiando in toner, salvaguardando l’ambiente ed avendo la possibilità di stampare un maggior numero di pagine.

È stata Epson a lanciare la prima stampante senza cartucce, con il sistema a getto d’inchiostro. Si tratta della EcoTank, un apparecchio grazie al quale la casa giapponese ha proposto una nuova modalità di gestione e di utilizzo della stampante. In pratica, non ci sono le tradizionali cartucce «usa e getta» ma vengono messi a disposizione dei serbatoi ricaricabili con l’inchiostro contenuto in flaconi, in grado di stampare migliaia di fogli. Questo, tra le altre cose, permette di monitorare in qualsiasi momento la quantità d’inchiostro rimasta a disposizione e, quindi, di procedere alla ricarica solo ed esclusivamente quando serve. Così facendo, non sarà necessario buttare via l’intero contenitore con il toner rimasto all’interno (che, comunque, è una sostanza tossica), insufficiente a concludere la stampa di un documento o di un’immagine.

In parole semplici: si acquista solo l’inchiostro da aggiungere soltanto nel momento in cui c’è bisogno della ricarica. Si inquina e si spende di meno e si evitano situazioni antipatiche, come quella di dover lasciare a metà la stampa di un documento urgente perché è finita la cartuccia e non se ne ha un’altra a disposizione.

La tecnologia si è, poi, evoluta ed il mercato propone oggi delle soluzioni nuove per portare a casa una stampante senza cartucce ma anche senza toner tradizionali. Un ulteriore passo avanti nella salvaguardia dell’ambiente e verso il risparmio. Parliamo delle stampanti laser, ancora più ecologiche ed anche più veloci. Perché più veloci? Perché gli apparecchi a getto d’inchiostro hanno bisogno di tempo per «disegnare» sul foglio il documento o l’immagine, mentre quello laser stampa caricando immediatamente le informazioni su un rullo che scorre sulla carta. Il tutto con maggiore precisione, poiché non c’è il rischio di ritrovare quelle «sbavature» d’inchiostro che ogni tanto rovinano il lavoro.

In questo campo, si distingue la stampante Neverstop di Hp, presentata come la prima stampante al mondo senza i toner tradizionali. Consente di stampare mediamente fino a 5.000 pagine, cioè fino a 10 volte in più. Ha un serbatoio ricaricabile in appena 15 secondi che permette una riduzione dei costi fino al 60% rispetto alle cartucce tradizionali della stessa marca.

L’operazione di ricarica è semplice come inserire del liquido in un contenitore con una siringa. La parte frontale dell’apparecchio ha una piccola finestrella che indica il livello di toner rimasto. Quando si avverte la necessità di aggiungere del toner, si inserisce il contenitore della ricarica nell’orifizio collocato sopra la finestrella, proprio come si fa con una siringa. Si gira il contenitore fino a bloccarlo e si spinge dall’alto in basso il pistone per introdurre il toner nella stampante, dopodiché lo si estrae e si riprende il lavoro. Senza sporcarsi le mani, senza attendere ulteriori operazioni.



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