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Canzone istiga alla violenza: è reato?

11 Agosto 2020 | Autore:
Canzone istiga alla violenza: è reato?

Istigazione a delinquere: cos’è e quando è reato? Una canzone che incita alla violenza è legale? Quando il cantante commette il reato di istigazione?

L’arte è un mezzo per veicolare il messaggio personale dell’autore. Ad esempio, un pittore può manifestare, attraverso un suo dipinto, il proprio stato d’animo oppure le proprie impressioni in riferimento a un determinato episodio; lo stesso può fare uno scrittore oppure un musicista. Le canzoni che ascoltiamo alla radio oppure in streaming ci allietano le giornate, pur costituendo allo stesso tempo un potentissimo mezzo per trasmettere l’opinione o il pensiero del cantante. Il problema sorge allorquando questo messaggio sia contrario alla legge, cioè costituisca un invito a delinquere. Prendiamo, ad esempio, le canzoni che istigano alla violenza. Sono reato?

Purtroppo non poche volte accade di accendere la radio e di sintonizzarsi su un’emittente che, in quel momento, trasmette canzoni che incitano alla violenza o alla trasgressione dei principi di legge. Soprattutto determinati generi (rap e alcuni tipi di hard rock) sono avvezzi a lasciarsi andare a provocazioni che spesso suscitano l’indignazione degli ascoltatori. La musica che incita alla violenza costituisce reato di istigazione? Se sì, quando? A quali condizioni? Vediamo cosa dice la legge.

Istigazione a delinquere: è reato?

L’istigazione a commettere uno o più reati è essa stessa un reato. In altre parole, la condotta di chi incita gli altri a infrangere la legge costituisce un crimine a sua volta, ma solo a determinate condizioni. Vediamo quali.

Istigazione a delinquere: quando è reato?

Secondo il codice penale, chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:

  • con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti (con pena aumentata della metà se i delitti sono quelli di terrorismo o si tratta di crimini contro l’umanità);
  • con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a 206 euro, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni [1].
  • con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni, se trattasi di istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia [2].

Secondo la legge, l’istigazione a commettere un crimine costituisce reato solamente quando l’opera di convincimento sia fatta pubblicamente, cioè sia diretta a una platea indeterminata di ascoltatori. Pensa ad esempio al politico che, durante un comizio, inciti il pubblico a disobbedire alle leggi dello Stato.

In casi del genere, l’istigazione a delinquere costituisce reato per il solo fatto dell’incitamento, a prescindere dal fatto che il crimine oggetto di istigazione sia commesso oppure no.

In pratica, con l’istigazione a delinquere viene punita la condotta potenzialmente pericolosa di colui che incoraggia altre persone a infrangere la legge.

Istigazione come concorso nel reato

Diversa invece è l’ipotesi dell’istigazione come concorso nel reato. In tale circostanza, l’istigazione, intesa come attività volta a rafforzare in altri un proposito criminoso, è punita solamente se il reato oggetto di istigazione è stato compiuto.

In altre parole, se qualcuno rafforza il convincimento criminoso di un’altra persona, inducendolo effettivamente a delinquere, l’istigatore risponderà penalmente insieme all’autore materiale del crimine. Se, però, l’istigazione resta inascoltata, allora nessuno risponderà di alcun illecito.

È questa la differenza con l’istigazione di cui al paragrafo superiore: l’istigazione a delinquere punisce l’istigatore per il semplice fatto di aver pubblicamente invitato gli altri a infrangere la legge, anche se poi nulla è stato commesso.

Canzone che istiga alla violenza: è reato?

Una canzone che istiga alla violenza espone il suo autore a responsabilità penale? Sì, se ricorrono le condizioni dell’istigazione a delinquere.

In effetti, una canzone è, per sua natura, destinata a una vasta platea di persone; pertanto, sicuramente ricorre il requisito della pubblicità, fondamentale affinché si integri il delitto in questione.

L’istigazione contenuta nella canzone, affinché possa costituire reato, deve essere chiaramente diretta a suscitare o a rafforzare in altri il proposito criminoso di delinquere o di perpetrare i fatti illeciti suggeriti all’interno delle strofe.

In effetti, perché una canzone possa costituire un’istigazione a delinquere penalmente perseguibile occorre che venga chiaramente indicato quale crimine bisogna commettere.

Costituisce istigazione a delinquere la canzone che incita il marito a picchiare la propria moglie.

Una canzone che si limita a istigare genericamente alla violazione delle norme di legge costituirebbe il diverso delitto di istigazione a disobbedire alle leggi. Vediamo di cosa si tratta.

Canzone: quando è istigazione a disobbedire alle leggi?

Il codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali [3].

Questo particolare reato scatta solamente se l’istigazione pubblica ha ad oggetto:

  • la violazione di leggi che tutelano la tranquillità e la sicurezza pubblica. Ad esempio, costituirebbe reato istigare le persone a violare le norme adottate dallo Stato per la tutela della salute pubblica, oppure quelle a protezione dell’ordinamento democratico;
  • l’odio fra le classi sociali. Si pensi alla canzone che istiga i lavoratori a commettere crimini contro i datori di lavoro.

Dunque, una canzone che genericamente invita gli ascoltatori a commettere un qualsiasi reato non costituisce un’ipotesi di istigazione penalmente rilevante, a meno che le leggi alla cui trasgressione si è stati invitati non sono poste a presidio dell’ordine pubblico o dell’unità sociale.


note

[1] Art. 414 cod. pen.

[2] Art. 414-bis cod. pen.

[3] Art. 415 cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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