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Massaggi happy ending: cosa si rischia?

11 Agosto 2020 | Autore:
Massaggi happy ending: cosa si rischia?

Massaggio happy ending: equivale a prostituirsi? Cosa rischia la massaggiatrice? Cosa rischia il cliente del centro benessere che offre massaggi happy ending?

I centri benessere sparsi in tutta Italia offrono ai propri clienti massaggi rilassanti praticati da persone esperte in possesso della necessaria preparazione. Accanto a queste strutture, perfettamente legali, ce ne sono altre che garantiscono servizi solo in apparenza uguali ma, in realtà, profondamente diversi: si tratta dei centri (quasi sempre cinesi) che offrono i cosiddetti massaggi happy ending. Sono legali? Cosa rischia chi si sottopone a uno di questi trattamenti?

Innanzitutto, occorre spiegare cos’è un massaggio happy ending. Con questa terminologia anglosassone ci si riferisce ai trattamenti che iniziano come massaggi per terminare poi con una prestazione sessuale. È dunque chiaro che un massaggio happy ending nasconde un’attività che, quasi sempre, è del tutto assimilabile alla prostituzione. Orbene, fintantoché chi offre questo tipo di massaggio lo fa liberamente, allora non ci sono problemi; le questioni sorgono allorquando vi sia un’attività che è organizzata e gestita da persone che sfruttano le prestazioni sessuali altrui.

Con questo articolo vedremo cosa rischia chi fa i massaggi happy ending, cosa rischia colui che paga per riceverli e, infine, quali responsabilità ha il titolare del centro benessere ove vengono praticati.

Massaggi happy ending: è prostituzione?

Poiché il massaggio happy ending sfocia in un rapporto sessuale (completo o meno), si può tranquillamente affermare che tale tipo di massaggio non è altro che una prestazione sessuale, equiparabile in tutto e per tutto alla prostituzione, atteso che essa è fornita dietro pagamento.

Fare un massaggio happy ending è illegale?

Recarsi presso un centro che offre massaggi happy ending non è illegale. In altre parole, il cliente che paga per avere un massaggio happy ending non commette alcun reato.

Lo stesso dicasi per chi effettua una pratica di questo genere: la massaggiatrice non incorre in alcun illecito penale.

In Italia, infatti, la prostituzione è legale, sia dal lato di chi mette in vendita la prestazione sessuale che da quello di chi la riceve, pagando.

Ben diversa è la situazione per coloro che gestiscono i centri benessere che offrono anche l’happy ending. Vediamo perché.

Centri benessere e sfruttamento della prostituzione

Le persone che gestiscono i centri benessere che offrono ai clienti anche i massaggi happy ending commettono il grave reato di sfruttamento della prostituzione.

Per sfruttamento della prostituzione deve intendersi la condotta di chi trae profitto dalla prostituzione altrui. Lo sfruttatore, detto altrimenti, deve arricchirsi grazie alla prestazione sessuale di un’altra persona.

Il delitto è quindi integrato da qualsiasi condotta che tragga consapevolmente utilità dalla prostituzione altrui.

Ai fini della configurazione del delitto di sfruttamento della prostituzione, non è necessario che l’agente tragga i mezzi di sussistenza in modo esclusivo o prevalente dell’attività predetta, ma è sufficiente che egli, sebbene svolga un lavoro e ne spenda i guadagni, profitti del meretricio anche solo per risparmiare quanto avrebbe dovuto altrimenti spendere.

Nel caso dei centri benessere che offrono massaggi happy ending, è più che evidente che i titolari delle strutture si arricchiscono grazie alle prestazioni sessuali offerte dalle massaggiatrici. In effetti, è come se il proprietario del centro avesse alle sue dipendenze delle prostitute.

Ciò, peraltro, rende del tutto assimilabile il centro massaggi a una vera e propria casa di tolleranza, assolutamente illegale.

Secondo la nota legge Merlin, è punito con la reclusione da due a sei anni  chiunque, essendo proprietario o gestore di un albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze o qualunque locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all’interno del locale stesso, si danno alla prostituzione [1].

Dunque, la legge è chiara nel punire non soltanto colui che si arricchisce grazie alla prostituzione altrui, ma anche chi tollera che all’interno di un proprio locale si eserciti la prostituzione.

Ciò significa che il gestore o il titolare di un centro benessere che non guadagna nulla dai massaggi happy ending ma che tollera tale pratica, rischia ugualmente il carcere.

Massaggi happy ending: cosa si rischia in pratica?

In estrema sintesi, il quadro giuridico dei massaggi happy ending può così riassumersi:

  • la massaggiatrice non rischia conseguenze penali;
  • il cliente che beneficia del massaggio happy ending non rischia nulla;
  • il titolare o il gestore del centro benessere che offre massaggi happy ending rischia il reato di sfruttamento della prostituzione. Peraltro, commette reato anche se non riceve un vero e proprio guadagno dalla pratica dei massaggi happy ending, in quanto la legge vieta la prostituzione all’interno di locali gestiti da altri.

note

[1] Art. 3, l. n. n. 75 del 20.02.1958.

Autore immagine: Depositphotos.com


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