Diritto e Fisco | Articoli

La madre può gestire i suoi risparmi senza consultare i figli?

15 Agosto 2020
La madre può gestire i suoi risparmi senza consultare i figli?

Mia madre è molto anziana. Su suggerimento di una mia sorella, ma senza consultare me e gli altri fratelli, ha aperto un conto e assunto una badante con i soldi della pensione di reversibilità. Può farlo?

Per essere il più chiaro possibile occorre precisare che:

  • se sua madre è capace di intendere e volere e non è stata interdetta con sentenza del Tribunale, può decidere di utilizzare la propria pensione come meglio crede; può anche aprire un conto corrente e delegare un figlio a gestirlo in base alle sue volontà e non ha alcun obbligo di fare il rendiconto (la pensione di reversibilità destinata al coniuge superstite, infatti, è una somma di cui è titolare solo sua madre e non anche gli altri eredi di vostro padre);
  • sua madre, perciò, può liberamente decidere di assumere anche una badante (pagandola con i propri denari), ma poi sarà soltanto sua madre, come datore di lavoro, ad assumersi le responsabilità nei confronti della sua dipendente ai fini della regolarità del rapporto di lavoro, del pagamento dei contributi previdenziali e dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Solo se sua madre non fosse più capace di intendere e volere, voi potreste avviare il procedimento per ottenere la sua interdizione con la nomina, da parte del Tribunale, di un tutore che gestirebbe, rendendo conto al giudice, le risorse economiche di sua madre.

Ma fino al momento in cui sua madre è capace di intendere e volere, lei può decidere liberamente come usare le sue risorse economiche (ripeto: la pensione di reversibilità spettante al coniuge superstite è un somma di cui è titolare solo il coniuge superstite, cioè sua madre e nessun altro; ai figli spetta la pensione di reversibilità solo se minorenni o inabili o maggiorenni se studenti al di sotto dei ventisei anni).

L’unico obbligo che oggi ha sua madre è quello di versare gli alimenti ai parenti indicati dalla legge (articoli 433 e seguenti del Codice civile), fra i quali i figli, ma solo nel caso in cui i suoi figli si trovassero in stato di bisogno e non fossero in grado di mantenersi (sua madre sarebbe obbligata a versare gli alimenti solo se un suo figlio fosse in stato di bisogno e questo suo figlio non avesse un coniuge o un figlio in grado di assisterlo economicamente).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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