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Privacy: è violata con indirizzi email in chiaro?

12 Agosto 2020 | Autore:
Privacy: è violata con indirizzi email in chiaro?

Indirizzo di posta elettronica: si può mettere in chiaro in una comunicazione con più destinatari? L’email è un dato personale?

Chi fornisce il proprio indirizzo email a un’altra persona dà un recapito presso cui essere contattato per le comunicazioni più disparate. In buona sostanza, l’indirizzo email equivale a un numero di telefono oppure all’indirizzo di una residenza fisica. Proprio per tali ragioni, di norma non è possibile divulgare l’email altrui senza permesso. Con questo articolo cercheremo di comprendere se, in una comunicazione telematica, è violata la privacy inserendo gli indirizzi email in chiaro.

Il caso emblematico è quello di colui che vuole comunicare lo stesso messaggio a più persone e, per risparmiare tempo, inserisce, oltre al destinatario principale, anche gli indirizzi email delle altre persone a cui è diretta la comunicazione per conoscenza. Nelle caselle di posta elettronica fare ciò è semplicissimo: è sufficiente inserire gli altri indirizzi nello spazio dedicato alla copia conoscenza. Il problema è che, così facendo, tutti coloro che ricevono l’email possono visualizzare l’indirizzo di posta elettronica degli altri destinatari. Un comportamento del genere è tollerato o costituisce una violazione della privacy? Mettere in copia conoscenza un’altra persona costituisce un illecito? Scopriamolo insieme.

Dati personali: cosa sono?

Per capire se inviare un’email con gli indirizzi di posta elettronica dei destinatari in chiaro costituisce una violazione della privacy bisogna per prima cosa comprendere cosa sono i dati personali. La legge sulla privacy, infatti, tutela i dati personali di ciascun individuo.

Secondo la legge [1], per dato personale deve intendersi qualsiasi informazione che sia idonea ad identificare oppure a rendere identificabile una persona fisica.

Solo per rendere l’idea, sono dati personali i dati anagrafici (nome, cognome, ecc.), un numero di matricola univoco (ad esempio, quello della patente o della tessera sanitaria), l’indirizzo del domicilio, il numero di telefono, i dati sanitari oppure gli elementi caratteristici dell’identità fisica (altezza, peso, ecc.), fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale.

Insomma, sono dati personali tutti quelli che consentono, direttamente o indirettamente, di risalire a una persona.

Indirizzo email: è dato personale?

L’indirizzo di posta elettronica è sicuramente un dato personale e, come tale, è tutelato dal diritto alla riservatezza.

L’email, infatti, è del tutto equiparabile al numero di telefono o perfino all’indirizzo di residenza. Dunque, è chiaro che si tratta di un’informazione dalla quale, direttamente o indirettamente, è possibile risalire a una persona, cioè al titolare della casella di posta elettronica.

Dati personali: si possono divulgare senza consenso?

I dati personali di una persona non possono essere divulgati senza il consenso del titolare, cioè del soggetto a cui si riferiscono.

Ciò significa che, se sei in possesso di un dato personale che ti è stato dato dal suo titolare, non sei legittimato a divulgarlo, a meno che tu non abbia avuto il consenso.

Se un amico ti ha dato una sua foto, tu non puoi riprodurla e girarla a terze persone, tantomeno puoi pubblicarla sui tuoi social.

Lo stesso dicasi per un numero di cellulare e, appunto, per un indirizzo di posta elettronica. Se sei a conoscenza di un’email personale, non puoi divulgarla a terzi né pubblicarla, a meno che l’email in questione non sia già resa pubblica a tutti (pensa a colui che l’abbia resa nota sul proprio profilo social aperto al pubblico, oppure al professionista il cui indirizzo di posta elettronica si trovi all’interno dell’albo di appartenenze, accessibile a tutti).

Email: si può mettere in chiaro quando si comunica con più destinatari?

Veniamo dunque al punto cruciale: è possibile mettere in chiaro un’email in una comunicazione con più destinatari? C’è il rischio di violare la privacy?

Metti il caso che tu debba comunicare lo stesso messaggio a più persone che tra loro non si conoscono. Per risparmiare tempo, inserisci l’indirizzo email del destinatario e, in copia conoscenza (cc), gli indirizzi di tutti gli altri. Così facendo, tutti potranno leggere il contenuto del messaggio, ma anche a quali indirizzi è stato inviato.

Ebbene, secondo il Garante per la privacy [2], l’invio della stessa email ad altri indirizzi in chiaro diversi dal destinatario costituisce una violazione del diritto alla riservatezza in quanto, così facendo, si divulga un dato personale a tutti gli effetti.

Tizio gestisce una palestra. Per avvertire la clientela che la struttura resterà chiusa per ferie, invia un’email comune a tutti gli indirizzi di posta elettronica di cui è a conoscenza perché, al momento dell’iscrizione, i clienti medesimi hanno rilasciato tale dato. Mettendo in chiaro le email di tutti i destinatari, egli viola la privacy dei titolari degli indirizzi.

Email a più persone: come non violare la privacy?

Chi intende inviare la medesima email a più destinatari senza violare la privacy può farlo in due modi:

  • inviando l’email a ciascun destinatario separatamente, in modo personalizzato;
  • utilizzando lo strumento della copia conoscenza nascosta (ccn), per rendere ogni indirizzo riservato.

Divulgazione dati personali: cosa si rischia?

Chi divulga i dati personali altrui senza consenso rischia di dover pagare un risarcimento e di dover rimediare al danno causato, ad esempio provvedendo alla rimozione della comunicazione con cui sono stati diffusi i dati personali.


note

[1] Art. 4, Regolamento (UE) n. 679/2016.

[2] Garante Privacy, provvedimento del 9 gennaio 2020.

Autore immagine: Depositphotos.com


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