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Auto storica: quando può circolare?

11 Agosto 2020
Auto storica: quando può circolare?

I casi in cui è possibile utilizzare una vettura costruita più di vent’anni fa per viaggiare in sicurezza, anziché lasciarla immobile in garage.

Hai in garage una berlina rossa fiammante di inizio anni Novanta: la tua macchina degli anni ruggenti della gioventù dalla quale non hai mai avuto il coraggio di separarti. Ogni tanto, la guardi e pensi sia un vero peccato tenerla al chiuso di un ripostiglio, tanto più che si conserva splendidamente e, su strada, farebbe ancora egregiamente il suo mestiere.

Ti stai chiedendo se potresti usarla ogni tanto, magari nel weekend o per qualche scampagnata senza allontanarti troppo da casa (ok che funziona ancora, ma ha pur sempre quasi trent’anni e sei un po’ restio a farle macinare troppi chilometri). Un’auto storica quando può circolare? In ogni caso e a nostro piacimento? Non è esattamente così. O almeno bisogna prima verificare che la macchina sia a posto e che non sia inutilizzabile senza pericoli per noi e per gli altri. Se sei curioso di saperne di più, te ne parleremo nei prossimi paragrafi.

Le auto d’epoca

Prima ancora di capire quando ti è permesso girare col tuo vecchio gioiellino, c’è da fare qualche distinguo. Magari sei convinto di possedere un’auto storica ma non è così. Non è colpa tua è che, nel senso comune, si fa fatica a tracciare una netta linea di demarcazione tra auto d’epoca e auto storiche. Si può trattare in entrambi i casi di autovetture con almeno più di vent’anni di storia alle spalle (a partire dalla loro costruzione) ma ci sono importanti differenze.

Le auto d’epoca non sono iscritte al Pubblico registro automobilistico (Pra), un registro nazionale che contiene tutti gli atti di compravendita dei singoli veicoli (immatricolazione, passaggi di proprietà ecc.). Il Codice della strada è chiarissimo nel definire auto e moto d’epoca: si tratta, appunto, di veicoli «cancellati dal Pra perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri» [1].

Le auto storiche

Le auto storiche, invece, sono iscritte in uno dei seguenti registri: Asi, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico Fmi [2]. L’iscrizione dà diritto al rilascio di un certificato che elenca alcuni dati identificativi della vettura (possessore, prima immatricolazione) e le caratteristiche tecniche che la rendono di interesse storico (data di costruzione, specifiche, parti sostituite non conformi a quelle originarie).

Se non sono più iscritte al Pra, i registri acquisiscono una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da parte del richiedente, per attestare il buono stato di conservazione della macchina e un’ulteriore dichiarazione da parte della ditta che ha eseguito i lavori di recupero o manutenzione dell’auto [3].

La cancellazione da uno dei registri di cui sopra comporta la cessazione dell’ok alla circolazione [4]. Ai fini dell’iscrizione in uno dei registri, devono essere state costruite almeno vent’anni e conservare inalterate tutte le caratteristiche originarie di fabbricazione (le modifiche sono ammesse ma solo per rendere l’auto sicura per la circolazione o perché i pezzi di ricambio originari dell’auto non si trovano più o sono in vendita a costi proibitivi).

Sono automaticamente considerabili auto storiche tutte quelle costruite da trent’anni e più, indipendentemente dall’iscrizione a un registro (fermi restando i requisiti di sicurezza necessari per la circolazione dei quali ti parleremo tra poco). Se, invece, la macchina ha più di vent’anni, per ottenere il certificato che ne attesta il valore storico bisognerà prima controllare che il modello che possediamo sia inserito nella cosiddetta «Lista di salvaguardia» dell’Aci, che contiene tutti i veicoli che, in Italia, possono essere considerati particolarmente meritevoli di tutela, quando hanno un’età compresa tra i venti e i ventinove anni di anzianità [5].

Chiarita la differenza, andiamo a vedere quali sono le possibilità di utilizzo di entrambe.

Quando si può circolare con auto storiche 

Il Codice della strada, sul punto, è molto stringato. Prevede che i veicoli di interesse storico o collezionistico possano «circolare sulle strade purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento» [6].

Le caratteristiche che questo tipo di auto devono avere per circolare, quindi, sono elencate nel regolamento attuativo dello stesso Codice della strada [7]. Sostanzialmente, deve trattarsi di veicoli sicuri dal punto di vista dei sistemi di frenatura, illuminazione, visibilità. Per questo, basterà fare un accertamento tecnico la prima volta, per poi sottoporla a revisione ogni due anni. Circolare su strada con un’auto storica, ben sapendo che questa non è sicura e che, quindi, non ha i requisiti per farlo, signficia esporsi al rischio di una multa da 84 a euro 335 euro.

Una volta verificato che il tuo veicolo ultraventennale può circolare e rientra nella «Lista di salvaguardia» Aci, puoi avviare le procedure per l’iscrizione a uno dei registri di cui sopra, ottenere il certificato di valore storico e sei pronto per utilizzarla quando e dove vuoi, senza limitazioni particolari. In teoria. Sicuramente, in generale o nei piccoli centri senza zone a traffico limitato o restrizioni alla circolazione in ossequio alle norme anti inquinamento.

In pratica, prima di muoversi con un’auto storica a norma e che possa dirsi tale, specie in una grande città, dovrai sempre controllare la normativa del Comune e della Regione di interesse, per capire quanto è ampia la tua libertà di movimento.

Sono previsti, infatti, divieti ad hoc per alcune aree che possono variare anche da città a città. Giusto per citarne uno, si può fare l’esempio del regolamento di Milano. La cosiddetta Area B, nuova ztl di recente istituzione, è aperta dal primo giugno 2020 senza limiti alle auto storiche con oltre quarant’anni di anzianità. Sono, invece, previste restrizioni per i veicoli storici con anzianità dai venti ai trentanove anni che possono comunque accedere, ma in particolari orari.

Quando si può circolare con auto d’epoca

La circolazione di auto d’epoca, invece, è molto più limitata perché prevista soltanto nei casi di raduni o particolari manifestazioni. Questo significa che non puoi usare la tua auto d’epoca a tuo piacimento e disporne quando e come vuoi, come nel caso dell’auto storica.

Il via libera all’utilizzo, in occasione di raduni, inoltre, non è automatico ma deve essere autorizzato attraverso un foglio di via rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri più vicino alla sede dell’evento. L’autorizzazione contiene l’itinerario e la velocità a cui si può andare.

Non si può deviare dal percorso stabilito, né guidare l’auto senza il necessario foglio di via, altrimenti si può essere sanzionati da un minimo di 84 euro e un massimo di 335, come nel caso in cui si viaggi su un’auto storica pericolosa [8].


note

[1] Art. 60 co. 2 del Codice della strada;

[2] Art. 60 co. 4 del Codice della strada;

[3] Circolare ministero dei Trasporti Prot. n. 79260 del 04/10/2010;

[4] Art. 215 co. 7 del Dpr n. 495 del 16/12/1992;

[5] Lista di salvaguardia Club Aci storico;

[6] Art. 60 co. 5 del Codice della strada;

[7] Appendice V al titolo III del Dpr n. 495 del 16/12/1992;

[8] Art. 60 co. 3 e 6 del Codice della strada.


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