Coronavirus, i dubbi sul vaccino russo

11 Agosto 2020
Coronavirus, i dubbi sul vaccino russo

Dovrebbe essere una buona notizia quella di avere già pronto un preparato artificiale che sia utile per il contrasto al Covid-19. Eppure, l’annuncio di Vladimir Putin non convince proprio tutta la comunità scientifica.

Dubbi e cautela. Per mesi, la scienza ha lavorato al reperimento di un vaccino contro il Coronavirus. Ora che la Russia ha reso noto di averlo trovato, il mondo non fa i salti di gioia come un po’ tutti si aspettavano. La notizia, in effetti, è di quelle clamorose: se i proclami del Cremlino sono veri, l’umanità ha finalmente a disposizione un’arma concreta per sconfiggere la pandemia. Ma, nonostante una ventina di Stati abbia già ordinato le dosi per garantirsele, da parte della comunità scientifica, al momento, c’è un’accoglienza tiepida.

«Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie russe e sono in corso discussioni in merito alla possibile prequalificazione del vaccino da parte dell’Oms», ha dichiarato oggi il portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità Tarik Jaaarevic, aggiungendo che «la prequalificazione di qualsiasi vaccino include la rigorosa revisione e valutazione di tutti i dati di sicurezza ed efficacia richiesti». Tradotto significherebbe: non cantiamo vittoria. Anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, non sembra molto convinto.

Tempi record

«Ho qualche perplessità sui tempi, su cui non abbiamo spiegazioni – ha dichiarato oggi Ippolito all’Adnkronos Salute -. Sapevamo che a metà giugno il vaccino russo era stato testato su 38 persone, probabilmente militari, e ciò alimenta le perplessità: i tempi sono davvero molto brevi per le valutazioni. E un’altra perplessità è legata alla possibilità che la sperimentazione sia stata fatta sui soldati. E se questo fosse vero creerebbe qualche problema etico, perché i militari non possono esimersi dall’accettare la vaccinazione».

Il nodo sicurezza

«Non abbiamo dati sui controlli di sicurezza fatti in Russia – continua Ippolito, ai microfoni dell’agenzia di stampa -. Mi sembra un po’ presto. Rimane quindi qualche dubbio che siano stati adottati tutti gli standard di sicurezza, speriamo che i russi ci diano presto i dati, in modo da avere chiarezza». Il vaccino approvato, sviluppato dall’istituto Gamaleya, «è approntato con un vettore adenovirale. Come molti altri vaccini. Anche quello su cui stiamo lavorando allo Spallanzani. Il vettore adenovirale è certamente il più sicuro, il più tollerato e può dare una risposta immediata. Il vaccino russo potrebbe basarsi addirittura su due vettori, ma ne sapremo di più quando ci saranno fornite le evidenze».

Il fatto che Putin abbia vaccinato la figlia «è nel migliore stile della storia delle vaccinazioni, lo hanno fatto altri prima di lui. Pare che la ragazza abbia avuto la febbre alla seconda dose. Una blanda reazione. Ma non abbiamo molti dettagli. Ripeto: potremo fare qualche valutazione solo con dati alla mano», conclude Ippolito.

Sulla stessa linea, anche Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ancora più netto di Ippolito: «Finché non avremo dati confermati si tratta solo di un annuncio giornalistico. Sarebbe bellissimo se fosse vero, ma devo esprimere delle riserve fino a quando non avremo evidenze».

Hacker al lavoro

Poche settimane fa, era circolata la notizia di tentativi di attacchi hacker da Mosca a danno di laboratori europei e americani al lavoro sulla ricerca del vaccino contro il Coronavirus. Ne parlò un’inchiesta del Washington Post, secondo la quale il gruppo «Cozy Bear», coinvolto anche nelle interferenze sulla campagna elettorale americana per le elezioni del 2018, avrebbe tentato di rubare dati sulle ricerche a Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna (ne abbiamo parlato qui: Coronavirus e vaccino, tentati attacchi hacker dalla Russia).

Secondo il ministro della Salute del governo di Mosca, il vaccino russo, il primo registrato al mondo contro il Covid-19, «è efficace, crea una immunità stabile e ha superato tutti i controlli necessari», stimolando «un elevato livello di anticorpi» e nessun serio effetto collaterale (leggi qui: “Coronavirus, Putin annuncia: in Russia il vaccino è pronto“). Ma la comunità scientifica aspetta i risultati per iscritto.



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