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Elenco beni soggetti ai controlli del Fisco

12 Agosto 2020 | Autore:
Elenco beni soggetti ai controlli del Fisco

Dalle spese per cibo a quelle per viaggi, auto o case. Ma anche libri di testo, parrucchiere e giochi. Come e su che cosa avvengono le verifiche delle Entrate.

Parafrasando un vecchio saggio popolare, si potrebbe dire che «la fortuna è cieca, ma il Fisco ci vede benissimo». Sembrare più poveri di quello che effettivamente si è diventa sempre più difficile, anche se non del tutto impossibile, per la gioia degli «evasori di professione». L’Agenzia delle Entrate ha a disposizione molti più strumenti, rispetto a una volta, per «ficcare il naso» nei bilanci dei contribuenti, nei loro ingressi e nelle loro spese. Tra Redditometri, Risparmiometri, Spesometri e via indagando, l’Agenzia è in grado di sapere o di presupporre la situazione economica dei cittadini e di confrontarla con quello che viene denunciato nella dichiarazione dei redditi. A dare una grossa mano in quest’attività, la possibilità per il Fisco di entrare liberamente nelle banche dati che contengono informazioni preziose, come l’Anagrafe tributaria e l’Anagrafe dei conti correnti.

Ma che cosa cerca l’Agenzia delle Entrate tra quei numeri? Esiste un elenco dei beni soggetti ai controlli del Fisco? Esiste. È stato formalizzato in un decreto del 2015 [1] e contiene una lista delle spese maggiormente sostenute dai cittadini, su cui il Fisco fa una doppia attività: verifica che i pagamenti siano stati fatti in modo trasparente (ad esempio, che chi possiede un’auto non l’abbia pagata in toto o in parte in nero) e controlla che il reddito dichiarato da quel contribuente gli consenta di mantenere il tenore di vita che emerge dalle spese sostenute. Insomma, l’Agenzia delle Entrate passa la lente di ingrandimento su che cosa si possiede, quanti soldi entrano e quanti e in che cosa si spendono.

L’elenco dei beni soggetti ai controlli del Fisco, dunque, contiene voci sui consumi legati ai generi alimentari, all’abitazione (mutuo o affitto, ad esempio), ai beni di lusso, alle auto, agli investimenti finanziari, al tempo libero e a tanto altro ancora. Vediamo.

Controlli del Fisco: come avvengono?

Partiamo, innanzitutto, dagli strumenti che il Fisco utilizza per effettuare i suoi controlli sui beni dei contribuenti. Il più conosciuto è il Redditometro, ovvero il sistema grazie al quale l’Agenzia delle Entrate individua il possesso di determinati beni, detti anche indicatori di capacità contributiva (un’auto, una seconda casa, ecc.), e delle variazioni patrimoniali di una persona. Il Fisco dà per scontato che per mantenere certi beni occorra una certa capacità economica, così come presume che un certo investimento che aumenta il patrimonio sia il frutto dei risparmi accantonati nei cinque anni precedenti.

In altre parole: l’Agenzia delle Entrate determina il reddito complessivo dei contribuenti in modo sintetico, sulla base degli incrementi patrimoniali e degli indici di spesa contemplati dai decreti ministeriali approvati ad hoc, come quello citato in precedenza che ha aggiornato l’elenco dei beni soggetti a controlli.

Oltre al Redditometro, il Fisco utilizza per le sue verifiche il cosiddetto Risparmiometro, ovvero un sistema informatico grazie al quale è possibile tenere sotto controllo i movimenti in entrata e in uscita dai conti correnti bancari, delle carte di credito, di quelle prepagate o dai Bancomat. La logica dell’Agenzia delle Entrate è talmente semplice da risultare quasi banale: se in un conto corrente non vengono depositati dei soldi ed il titolare non dichiara alcun reddito, è plausibile che abbia un’attività in nero. Perché ci dovrà pure andare al supermercato, pagare le bollette, comprare un paio di scarpe e dei vestiti, ecc.

Questo significa che il Fisco ha accesso ai nostri conti, con il beneplacito del Garante della privacy. L’Agenzia interviene quando c’è un gap di oltre il 20% tra l’aumento della giacenza sul conto e quello che effettivamente il contribuente dichiara.

Non bisogna dimenticare le banche dati a cui abbiamo fatto riferimento all’inizio, ovvero l’Anagrafe tributaria e l’Anagrafe dei conti correnti, o dei rapporti finanziari che dir si voglia. La prima raccoglie i dati del contribuente forniti direttamente dalle amministrazioni e dai datori di lavoro, mentre nella seconda sono a disposizione i dati rilasciati dalle banche o dagli intermediari finanziari. Una marea di informazioni su ciò che il titolare di un conto fa e disfa con i suoi soldi, sulla quantità di denaro versata o prelevata e sulla loro corrispondenza con quanto riportato nella dichiarazione dei redditi.

Controlli del Fisco: chi è più a rischio?

Ci sono dei soggetti sui quali il Fisco si può concentrare maggiormente, soprattutto se ci sono dei segnali che fanno scattare l’allarme, come ad esempio una persona che dichiara un reddito minimo e gira in Ferrari o acquista una casa al mare. Ma anche chi regolarmente effettua dei versamenti sul conto corrente che, almeno in apparenza, non sono frutto del suo lavoro.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha un occhio più attento su:

  • disoccupati che possiedono beni di lusso: questi contribuenti dovranno dimostrare al Fisco dove hanno trovato i soldi per acquistarli e come fanno a mantenerli (il caso della Ferrari o della casa al mare appena citate);
  • i lavoratori dipendenti o i pensionati che effettuano durante il mese dei versamenti o che ricevono regolarmente dei bonifici: se il frutto del loro lavoro o la loro pensione vengono certificati da un cedolino a fine mese, dovranno spiegare da dove arrivano gli altri soldi e se sono già stati tassati;
  • gli autonomi che ricevono durante il mese dei bonifici o fanno dei versamenti: anche in questo caso, possono essere chiamati a dichiarare se su quelle somme sono state pagate le tasse, nel caso siano dovute;
  • i titolari di un mutuo o di una polizza vita che devono utilizzare buona parte del loro reddito per pagare le rate: quello che avanza deve essere compatibile con il tenore di vita che sostengono;
  • i proprietari di macchine di lusso o di auto d’epoca;
  • i titolari di aziende con delle incongruenze nella comunicazione dei dati di fatturazione;
  • i titolari di conti correnti per interposta persona: immagina che il conto sia intestato al coniuge di un imprenditore e che su quel rapporto bancario – a cui l’imprenditore ha, comunque, accesso – finiscano i guadagni dell’azienda;
  • imprese o società di grandi dimensioni e con un fatturato superiore ai 10 milioni annui;
  • personaggi noti (attori, calciatori, conduttori tv di un certo prestigio, ecc.).

Controlli del Fisco: su quali beni?

Ed eccoci agli indicatori di capacità contributiva, cioè all’elenco dei beni soggetti a controlli da parte del Fisco. Sono suddivisi per comparti e, per alcuni di loro, ci sono degli specifici criteri sul loro contenuto induttivo, cioè su quanto incidono nel calcolo della spesa da tenere in considerazione.

Consumi

Generi alimentari e bevande.

Abbigliamento e calzature.

Altro.

Abitazione

Mutuo.

Canone di locazione.

Fitto figurativo, in assenza nel Comune di residenza di:

  • abitazione di proprietà o altro diritto reale;
  • locazione di abitazione in uso gratuito da familiare.

Canone di leasing immobiliare.

Acqua e spese di condominio.

Manutenzione ordinaria.

Compensi ad agenti immobiliari.

Combustibili ed energia

Energia elettrica e gas.

Riscaldamento centralizzato.

Mobili, elettrodomestici e servizi per la casa

Elettrodomestici e arredi.

Altri beni e servizi per la casa (biancheria, detersivi, pentole, lavanderia e riparazioni).

Collaboratori domestici.

Sanità

Medicinali.

Visite mediche.

Trasporti

Assicurazione responsabilità civile, incendio e furto per auto, moto, caravan, camper o minicar.

Bollo relativo ai veicoli appena citati.

Assicurazione responsabilità civile, incendio e furto per natanti, imbarcazioni e aeromobili.

Pezzi di ricambio, olio, lubrificanti, carburanti, manutenzione e riparazione di auto, moto, caravan, camper o minicar.

Pezzi di ricambio, olio, lubrificanti, carburanti, manutenzione e riparazione di natanti o imbarcazioni.

Pezzi di ricambio, olio, lubrificanti, carburanti, servizio di hangaraggio, manutenzione e riparazione di aeromobili.

Trasporto pubblico (taxi, autobus, tram, metropolitana, ecc.).

Canone di leasing o noleggio di mezzi di trasporto.

Comunicazioni

Acquisto apparecchi di telefonia.

Bollette telefoniche.

Istruzione

Libri scolastici, tasse, rette e simili per:

  • asili nido;
  • scuola dell’infanzia;
  • scuola primaria;
  • scuola secondaria;
  • corsi di lingua straniera;
  • corsi universitari;
  • tutoraggio;
  • corsi di preparazione agli esami;
  • scuole di specializzazione;
  • master.

Soggiorni di studio all’estero.

Canoni di locazione per studenti universitari.

Tempo libero, cultura e giochi

Giochi e giocattoli.

Radio, televisione e computer (acquisto e riparazione).

Hi-fi.

Libri non scolastici.

Giornali e riviste.

Dischi.

Cancelleria.

Abbonamenti radio, tv, pay-tv o Internet.

Lotto e lotterie.

Piante e fiori.

Attività sportive.

Circoli culturali e ricreativi.

Abbonamenti a eventi sportivi e culturali.

Giochi online.

Cavalli e animali domestici.

Altri beni e servizi

Assicurazioni danni, infortuni e malattia.

Contributi previdenziali obbligatori.

Barbiere, parrucchiere e istituti di bellezza.

Prodotti per la cura della persona.

Centri benessere.

Argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi.

Onorari liberi professionisti.

Borse, valige ed altri effetti personali.

Alberghi, pensioni e viaggi organizzati.

Pasti e consumazioni fuori casa.

Assegni periodici corrisposti al coniuge.


note

[1] DM n. 223/2015 del 25.09.2015.


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1 Commento

  1. Vero che ci sono molti liberi professionista che evadono le tasse, ma e anche vero che ci sono personaggi politici burocrati, dipendenti statali , Comunali, e Governo , che guadagnano molti soldi derivanti dalle tasse dei cittadini, poi ci sono molti sprechi di denaro pubblico sempre derivati dalle tasse dei cittadini, poi ci sono regalie con il denaro pubblico , insomma il cittadino e stretto da una morsa di Leggi e tassi , ma dove e il lavoro?, io ad esempio sono due anni che non mi posso comprare vestiti , cammini con i pantaloni cammice rammentati, con un paio di scarpe tutte incollate, con le mutande bucate, il fico questo lo sa?, che cosa guarda il fisco ? quanto guadagni e quanto spendi ? obbligare a tutti ad avere un conto corrente e pagare un sacco di soldi sul conto corrente? adesso anche la posta tassa anche la carta bancoposta di € 10,00 all’anno, io prendo uno stipendio ma non riesco ad arrivare a fine mese per mangiare, devo elemosinare,pero quando non riesco a pagare il 7/40 le interesse ci sono, e appena salti qualche rata ti chiudono il benificio delle rate, stiamo andando verso una schiavitu e inutile sposarsi mettere al mondo figli , in fatti aumentano i gay, siamo un popolo di vecchi , ci sono pochi nascite,ci stiamo estinguendo piano piano a causa dei troppi controlli e troppo potere sui cittadini , io personalmente non trovo resetto sulla vita futura, pensavo speravo che le cose miglioravano , mentre mi accorgo che le cose peggiorano, anche con gli ospedali pubblici per fare una visita pagando tutte le tasse ssn non puoi neanche fare una visita ogni tanto, oltre che devi pagare il tiket , io mi dovrei fare una visita cardiaca , e gia prenotata, ho pagato € 50 di ticket , e mi e arrivato il messaggio che a causa delle virus e stato sospesa la visita, mi devo fare una visita urologa ma non ho i soldi per pagare il ticket, mi dovrei fare gli esami del sangue ma mi ci vuole un capitale , pero le tasse si pagano a che serve pagare e poi quando si a bisogno si deve ripagare, ecco perche le persone evadono perche non trovano serietà nel Governo politico , il fisco faràtutti gli accertamenti quando trova piu della mettà di cittadini evasori cosa fa ? il pignoramento? e chi lavora poi falliscono tutti, e come la segnalazione dei cattivi pagatori quanti persone sono stati segnalati perche anno pagato in ritardo i bolletini, io sono uno di quelli , non mi fanno piu prestiti e chi se ne frega non ne faccio e non produco piu nulla

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