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Appartamento in affitto: attenzione agli abusi da parte del proprietario

14 Novembre 2013
Appartamento in affitto: attenzione agli abusi da parte del proprietario

Talvolta il proprietario sfrutta l’ambiguità della legge per trarne un vantaggio a danno degli inquilini.

È noto a molti che nel caso di locazione (o “affitto”, come comunemente si dice) di un appartamento con la formula “4 + 4 anni”, alla prima scadenza quadriennale (ossia dopo i primi quattro anni) il proprietario possa mandare via l’inquilino soltanto per determinate ragioni previste dalla legge.

Meno noto è il fatto che anche alle successive scadenze quadriennali, e quindi ad esempio allo scadere dell’ottavo anno di locazione, il proprietario possa esigere la liberazione del proprio appartamento soltanto se rispetta l’onere di inviare, con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza, una lettera raccomandata per comunicare la propria intenzione di ritenere definitivamente cessata la locazione.

Non di rado, infatti, capita che il proprietario, per ignoranza o per scaltrezza, ritenga o riferisca sussistente l’onere di invio della raccomandata sei mesi prima della scadenza soltanto con riferimento alla prima scadenza quadriennale del contratto.

In realtà, la legge tutela, in particolar modo, l’inquilino [1], prevedendo che, qualora la raccomandata in questione non venga inoltrata nel termine previsto, non soltanto il contratto non cesserà alla scadenza degli otto anni, ma esso si rinnoverà automaticamente per ulteriori quattro anni ed alle medesime condizioni economiche. Il che significa che se il proprietario aveva in mente un rialzo del canone di locazione, o la dazione di un deposito cauzionale prima non prestato, ove non abbia inviato tempestivamente la raccomandata non potrà più esigere tali modificazioni del contratto di locazione a suo favore.

di ENRICO CIMMINO

 


note

 

 [1] Art. 2, comma 1, Legge n. 431/1998.


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