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Torna Beppe Grillo con nuove proposte

12 Agosto 2020
Torna Beppe Grillo con nuove proposte

Il fondatore del M5S sogna «un movimento senza sedi e tesori» e lancia una proposta per lo sviluppo digitale: diritto alla connettività, investimenti, reti.

Dopo un lungo silenzio, torna a parlare Beppe Grillo: lo fa con un videomessaggio sul suo Blog, intitolando l’intervento con la frase «dite al treno che io passo una volta sola». Ripercorre la strada compiuta dal Movimento e poi chiede «scelte coraggiose» per adottare un «grande progetto» di sviluppo digitale, con molti investimenti e Tim divisa in due.

Il fondatore del Movimento 5 Stelle ammette: «è parecchio tempo che sono in disparte e non faccio video, non voglio apparire perché si dicono un sacco di cose su cui preferisco non essere immischiato». Poi sottolinea: «Io ho fatto parte di un sogno che si è realizzato, del Movimento 5 Stelle che oggi governa, partendo da un’idea di rete e di un movimento senza sedi, senza tesori, senza soldi partendo proprio dall’idea che la rete è l’intelligenza condivisa la politica è condivisa, la società del futuro sarà condivisa con la rete. Da quello passerà qualsiasi cosa».

Da qui, Beppe Grillo lancia la sua idea di un’Italia più digitale: «adesso abbiamo l’opportunità di fare scelte coraggiose, sostenendo lo sviluppo digitale dell’Italia con una visione industriale e di lungo periodo. Infrastrutture e competenze digitali sono un elemento imprescindibile per rendere il nostro Paese competitivo sui mercati internazionali e generatore di sviluppo».

La sua proposta è quella di garantire a tutti il «diritto alla connettività, che è ormai da intendersi a tutti gli effetti come un ‘diritto costituzionale’». Perché – spiega – «tutto passa e passerà sempre di più dalle reti digitali. La possibilità per tutti i cittadini e le aziende di accedere ad un’infrastruttura capillare, altamente performante e sicura è fondamentale».

Secondo Grillo, «garantire un diritto alla connettività significa garantire pari accesso al lavoro, alla sanità e all’istruzione. L’emergenza del Covid-19 ci ha dimostrato quanto l’accesso ad una connettività diffusa e performante abbia impatti sui temi del lavoro e dell’industria, sui temi della formazione e dell’istruzione, sui temi della sanità, ma anche sui temi della socialità e dell’energia».

Questo significa – prosegue – «poter avere un futuro in cui si restituisce centralità alle persone, dando valore al tempo e alla qualità della vita. Questo è un tema di democrazia del Paese, che per essere risolto richiede un’ampia convergenza politica e istituzionale. Fare tutto questo oggi è possibile, bisogna avere il coraggio di lanciare un grande progetto industriale di mercato, sotto la regia dello Stato, non di investitori stranieri».

Il garante pentastellato ritiene indispensabile il controllo statale su queste attività di interconnessione digitale: «Perché devo dare i miei dati alle multinazionali del mondo? I miei dati li metto in un database, controllato dallo Stato in sicurezza, e se li vogliono me li pagano», afferma nel videomessaggio.

In concreto – spiega Grillo – «serve un progetto che sia in grado in tempi brevi di sbloccare ingenti investimenti anche utilizzando le risorse messe a disposizione dall’Europa attraverso il Recovery Fund. Si deve puntare a creare un unico grande polo aggregatore delle migliori infrastrutture e tecnologie digitali utili a ridurre il divario digitale italiano. Serve, in particolare, una società che sia in grado di sviluppare una rete moderna, capillare e sicura, e che abbia tutte le tecnologie attuali e prospettiche».

Per questo, sottolinea Grillo, «bisogna urgentemente fare tutti i passi necessari per creare un’infrastruttura che sia unica, multi tecnologica, aperta e separata dai clienti finali».

Quale sarà la società che dovrà attuare queste innovazioni? Secondo il fondatore del M5S «per realizzare questo progetto ambizioso della società unica delle reti e delle tecnologie di comunicazione bisogna partire necessariamente da Telecom Italia, che rappresenta ancora oggi il principale operatore di telecomunicazioni del Paese».

L’idea di Grillo riguarda anche Tim, che dovrebbe «invertire la rotta rispetto al passato, sviluppando una maggiore focalizzazione sulle attività tecnologiche, anche attraverso la separazione di tali attività dal resto del perimetro aziendale. In particolare, è fondamentale che Tim torni ad essere una realtà che investe pesantemente e in maniera integrata nelle tecnologie di comunicazione, sia attuali (come ad esempio la fibra ottica) che prospettiche (come ad esempio il 5G), anche congiuntamente con gli altri operatori del settore in chiave finalmente sistemica».

Un programma che, secondo il pentastellato «è auspicabile venga realizzato sotto la guida e l’indirizzo di istituzioni pubbliche con un’ottica paziente, che siano in grado di garantire sicurezza, stabilità e sviluppo nel lungo periodo»; ma – avverte – «per realizzare questo progetto ambizioso bisogna pensare di separare in due la società, mantenendo inalterato l’attuale organico. Bisogna dividere i servizi dalle infrastrutture creando finalmente due società separate».



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2 Commenti

  1. sei un servo del demonio sparisci
    hai distrutto l’ italia a te non te ne frega niente del prossimo
    stai facendo il lavoro per l’elite
    sei complice il 5g serve per schiavizzare l’umanita
    sparisci

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