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Psoriasi: sintomi, cause e cura

14 Agosto 2020 | Autore:
Psoriasi: sintomi, cause e cura

Una patologia cronica della pelle non contagiosa che può generare prurito ed incidere sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Come viene accertata la malattia? Quali sono i trattamenti indicati dai medici? Quali sono le decisioni dei giudici sui casi che hanno coinvolto alcuni pazienti psoriasici?

Hai notato la comparsa di alcune placche sulla cute. In particolare, su gomiti e ginocchia. La pelle ti sembra ispessita e ricoperta da squame di un colore grigio-argenteo che, talvolta, sono causa di un prurito insopportabile. Preoccupato da queste lesioni cutanee pruriginose, hai deciso di rivolgerti al tuo medico di fiducia. Con molta probabilità, dopo l’osservazione delle aree interessate, il sanitario ti dirà che si tratta di psoriasi. Se il medico dovesse avere qualche dubbio sulla diagnosi, potrebbe essere necessario un esame istologico, consistente nel prelievo di un piccolo campione di tessuto cutaneo.

Dal momento che non sei molto informato sull’argomento, vorresti saperne di più sulla psoriasi: sintomi, cause e cura. Innanzitutto, cerchiamo di capire insieme cos’è la psoriasi, dopodiché ti parlerò delle diverse tipologie e delle manifestazioni della malattia, dei possibili fattori scatenanti, della diagnosi e delle terapie più indicate a seconda della gravità dei disturbi e dell’area cutanea colpita dalla patologia. Infine, ti spiegherò quali sono state le decisioni dei giudici, dopo aver analizzato interessanti casi giurisprudenziali i cui protagonisti sono pazienti affetti da psoriasi.

Cos’è la psoriasi?

Si tratta di una patologia cronica recidivante della pelle. La malattia è causa di lesioni (definite placche) caratterizzate da eritema e desquamazione che, nella stragrande maggioranza dei casi, compaiono sui gomiti, sulle ginocchia, sul cuoio capelluto, sulle mani, sui piedi, sul viso e sulla zona lombare della schiena. Tuttavia, queste placche possono comparire ovunque ed estendersi su tutto il corpo.

La psoriasi ha un andamento ciclico, ciò significa che, in alcuni periodi, i sintomi tendono ad attenuarsi o a scomparire del tutto, mentre in altri i disturbi possono peggiorare fino a ridurre notevolmente la qualità della vita di chi ne è affetto.

La psoriasi non è una patologia infettiva né trasmissibile, pertanto non è possibile contagiare le altre persone.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti dalla psoriasi?

La psoriasi può presentarsi a qualsiasi età. In genere, il picco di insorgenza si registra tra i 20 e i 40 anni. Secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità, ad esserne colpito è il 2,8% della popolazione italiana, ovvero circa 1.500.000 persone.

Psoriasi: i sintomi e le diverse forme della patologia

Esistono diverse tipologie di psoriasi.

La forma più diffusa nella popolazione è la psoriasi volgare, caratterizzata da chiazze ricoperte da squame di colore grigio-argentee che compaiono sugli arti e sul cuoio capelluto. Talvolta, la psoriasi può generare un fastidioso prurito. Le placche possono avere dimensioni variabili, estendersi per pochi centimetri oppure per decine di centimetri.

Se compaiono sul cuoio capelluto, le placche possono essere di piccole dimensioni oppure ricoprire tutto il capo. Le placche sono inoltre caratterizzate da un eccessivo aumento dello strato esterno della cute (ipercheratosi) che può inglobare i capelli.

La psoriasi guttata è un’altra variante della patologia. È più frequente nei bambini e nei giovani. Come si presenta? Di solito, le chiazze sono di piccole dimensioni (da 1 mm a 1 cm di diametro) e possono comparire sul tronco (con aspetto a goccia) e sugli arti.

La psoriasi palmo-plantare colpisce, invece, mani e piedi. Le placche possono causare lacerazioni della pelle.

La psoriasi può interessare anche le unghie (precisamente, si parla di onicopatia psoriasica). Le alterazioni delle unghie (infossamenti puntiformi della lamina, striature longitudinali della lamina, distacco dal letto ungueale con colorazione giallo-bruno, sfaldamento, ispessimento) possono provocare dolore ai polpastrelli e limitare la funzionalità della mano.

Nel 10% dei casi, precisa il ministero della Salute, la psoriasi colpisce le articolazioni e, in tal caso, parliamo di artrite psoriasica (una forma simile all’artrite reumatoide). L’artrite psoriasica può essere una malattia molto invalidante e presentarsi in associazione con i sintomi propri della psoriasi oppure prima della loro comparsa, così da renderne difficile la diagnosi.

Nella psoriasi inversa, a livello delle pieghe cutanee (ascelle, seno, inguine, natiche) si formano macchie rosse e lisce. In tal caso, a differenza della psoriasi volgare, la desquamazione è decisamente ridotta o del tutto assente. La psoriasi inversa peggiora a seguito della sudorazione e della frizione a cui è sottoposta la pelle. Questa forma è molto comune nei soggetti in sovrappeso.

La psoriasi di von Zumbusch è una forma rara in cui le pustole sono presenti su gran parte della cute. Tra gli altri sintomi, possono comparire anche stanchezza, brividi e febbre.

Poi, bisogna citare la psoriasi eritrodermica che invade quasi tutta la superficie corporea lasciando soltanto poche aree della pelle libere dall’infiammazione. Questa forma di psoriasi può provocare un prurito o un bruciore particolarmente intenso, disidratazione, ipotermia, malnutrizione, perdita di proteine e liquidi corporei, comparsa di infezioni.

Infine, c’è la psoriasi pustolosa, una condizione molto rara e particolarmente grave della malattia. La psoriasi pustolosa può essere:

  • localizzata: si manifesta soprattutto in sede palmare e plantare. Nelle forme più gravi, compaiono segni di eritema, ipercheratosi, fissurazioni. Spesso, questa tipologia di psoriasi è confusa con altre patologie della cute come la disidrosi, la dermatite da contatto, la dermatite irritativa;
  • generalizzata: una forma grave di psoriasi, caratterizzata dalla presenza di pustole che possono estendersi su tutto il corpo.

Psoriasi: quali sono le cause?

A provocare la psoriasi è un ricambio eccessivamente rapido delle cellule cutanee. In una persona sana, il processo fisiologico di desquamazione avviene ogni tre o quattro settimane, mentre nelle persone che soffrono di psoriasi questo processo è molto più veloce e si realizza in un arco temporale che oscilla tra i 3 ed i 7 giorni.

Ma cosa avviene precisamente? Devi sapere che l’organismo produce in continuazione nuove cellule negli strati più profondi della pelle, cellule che gradualmente si muovono verso l’alto fino a raggiungere la superficie cutanea. Le cellule che prima occupavano gli strati più esterni vengono eliminate attraverso il processo fisiologico di desquamazione. Dal momento che questo processo di ricambio cellulare è ben più accelerato nelle persone con psoriasi, a raggiungere la superficie della pelle sono quelle cellule non ancora mature. Da qui, si manifestano le tipiche placche della patologia.

Quali sono le cause della comparsa della psoriasi? Con molta probabilità, molti pazienti hanno una una predisposizione genetica. Un paziente su tre ha un parente affetto dalla patologia.

Inoltre, la maggior parte delle persone sviluppa la psoriasi a seguito di un evento scatenante come:

  • traumi: ad esempio, un incidente stradale, un intervento chirurgico debilitante, una frattura ossea, un lutto. Non è chiaro se a causare la patologia sia il trauma, lo stress psichico conseguente al trauma o entrambi;
  • infezioni: come quelle da streptococco;
  • stress: uno dei più comuni fattori scatenanti della patologia, specialmente in quei soggetti che hanno l’attitudine a somatizzare a livello cutaneo (skin reactors);
  • assunzione di alcuni farmaci: come ace inibitori, beta bloccanti, antinfiammatori, litio, antimalarici;
  • cambiamenti ormonali, soprattutto nelle donne;
  • corticosteroidi sistemici: a volte, la psoriasi compare durante il trattamento con corticosteroidi sistemici che vengono somministrati per altre patologie; oppure, la psoriasi può aggravarsi a seguito della somministrazione dei corticosteroidi.

Psoriasi: come avviene la diagnosi?

In presenza di alcuni disturbi, è bene che tu ti rivolga al tuo medico di fiducia. Come ti ho anticipato nel paragrafo introduttivo, lo specialista potrà analizzare i tuoi sintomi e fare una diagnosi a seguito di una semplice visita medica. In alcuni casi, non è sufficiente l’esame clinico; pertanto, il sanitario può prelevare un campione della pelle per esaminarlo in laboratorio.

Ben più complicata è la diagnosi di artrite psoriasica. In tal caso, oltre all’esame clinico, può essere necessario ricorrere ad alcuni esami strumentali come la radiografia, la risonanza magnetica o l’ecografia articolare e tendinea.

Psoriasi: le terapie

È bene precisare che, attualmente, non esiste una cura risolutiva per la psoriasi. Le terapie sono finalizzate a tenere sotto controllo la patologia. Le terapie variano in base alle caratteristiche della malattia e alla gravità dei sintomi, nonché in relazione all’area della pelle colpita.

Attenzione, è bene precisare che non esistono test in grado di predire la gravità e la durata della patologia. Non bisogna somministrare farmaci senza documentata attività antipsoriasica e una documentata sicurezza.

Possiamo distinguere i possibili trattamenti in:

  • terapie topiche: creme e pomate (a base di corticosteroidi, analoghi della vitamina D e sostanze emollienti) vengono applicate direttamente sulla pelle. Questi trattamenti sono impiegati per le forme più lievi di psoriasi;
  • fototerapie: comportano l’esposizione della pelle ad un certo tipo di radiazioni ultraviolette. Coloro che si sottopongono a frequenti sedute, devono sottoporsi a controlli periodici per lo screening dei tumori della pelle;
  • terapie sistemiche: consistono nella somministrazione di farmaci per via orale o per iniezione;
  • terapie naturali: si tratta di cure idrotermali.

È possibile prevenire la psoriasi?

Come ti ho già anticipato nei paragrafi precedenti, si ritiene che la psoriasi sia legata a fattori ereditari. Per quanto riguarda le altre cause scatenanti, è consigliabile evitare, per quanto possibile, eventuali fonti di stress e possibili traumi.

Psoriasi: giurisprudenza

Dopo averti illustrato quali sono le diverse forme della psoriasi, come avviene la diagnosi e quali sono le terapie per il trattamento della patologia, a seguire ti parlerò di tre casi giurisprudenziali. Ecco cosa hanno deciso i giudici dopo aver analizzato le vicende che hanno avuto come protagonisti alcuni pazienti affetti da psoriasi.

Interventi sanitari routinari: responsabilità e onere della prova

Il caso sottoposto all’attenzione dei giudici della Cassazione [1] riguardava gli interventi sanitari routinari. In particolare, si trattava dell’errata diagnosi di una patologia. Nel caso di specie, il sanitario aveva diagnosticato la psoriasi a chiazze, mentre il paziente era affetto da una malattia diversa (cioè una micosi).

Pertanto, secondo gli Ermellini, grava sul professionista l’onere della prova. Il sanitario è tenuto a dimostrare l’assenza di colpa in relazione alla sua condotta. In parole più semplici, il professionista deve provare che l’insuccesso dell’intervento di tipo diagnostico-terapeutico è dipeso da fattori indipendenti dal proprio comportamento. In che modo? Nell’esecuzione della prestazione sanitaria, il professionista deve dimostrare di aver osservato la diligenza normalmente richiesta ad uno specialista ed esigibile in capo ad un medico in possesso del medesimo grado di specializzazione.

Infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio

Il dipendente statale [2] che, per infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio, ha subìto menomazioni dell’integrità personale ascrivibili ad una delle categorie della tabella A annessa alla Legge del 18 marzo 1968 n. 313, ha diritto alla pensione privilegiata nel caso in cui tali menomazioni lo abbiano reso inabile al servizio.

Nel caso analizzato dalla Corte dei Conti [3], il dipendente era affetto da psoriasi. Pertanto, affinché sia riconosciuto tale rapporto causale, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • un evento stressante significativo, cioè di entità tale da incidere profondamente nella vita del soggetto (lutto, aggressione, licenziamento dal posto di lavoro, grave incidente stradale con lesioni, etc.);
  • un intervallo di tempo tra l’evento acuto e la comparsa della psoriasi inferiore a sei mesi (criterio temporale);
  • la comparsa della psoriasi deve essere acuta e la forma clinica è generalmente diffusa (criterio clinico).

Psoriasi e servizio di guerra

La psoriasi è infermità ad eziologia sconosciuta che, secondo la scienza medica, annovera fra le sue cause alcuni fattori psichici come lo stato d’ansia, lo stress, la paura ed altre situazioni legate al servizio di guerra. Fattori che, come sottolinea la Corte dei Conti [4], «incidono sul sistema nervoso del soggetto, nonché le condizioni stesse di vita peculiari a detto servizio. pertanto, la predetta infermità, conclamatasi in costanza di servizio di guerra, deve a questo imputarsi quale concausa efficiente di essa».


note

[1] Cass. civ. sez. III n. 885 del 20.01.2016.

[2] Art. 64 Testo unico approvato con D.P.R. n. 1092 del 29.12.1973.

[3] Corte Conti, (Emilia-Romagna) sez. reg. giurisd. n. 529 del 02.05.2006.

[4] Corte Conti sez. V n. 51799 del 30.11.1981.


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