Telefonate call center: i consensi resteranno validi

13 Agosto 2020 | Autore:
Telefonate call center: i consensi resteranno validi

Braccio di ferro tra Mise e Consiglio di Stato sul nuovo regolamento del registro delle opposizioni: i cambiamenti non piacciono nemmeno al Garante.

Dal 1° dicembre 2020, entrerà in vigore il nuovo registro delle opposizioni su cui manifestare la propria contrarietà a ricevere delle telefonate di telemarketing dai call center. Ma gli assensi che sono già stati espressi finora non dovranno essere rinnovati: resteranno validi anche nel futuro registro, come prevede la bozza del regolamento. Cosa, però, che lascia perplesso il Consiglio di Stato, secondo cui lasciare le liste di chi può essere contattato per vendite o promozioni telefoniche può complicare la vita a chi non vorrebbe ricevere questo tipo di chiamate.

Come spiega questa mattina il quotidiano Italia Oggi, la regola generale che richiede il consenso dell’interessato per trattare i dati per scopi pubblicitari è derogata per il telemarketing e per il marketing cartaceo, con riguardo a numeri e indirizzi riportati dagli elenchi pubblici. Questo vuol dire che i recapiti inseriti negli elenchi pubblici possono essere utilizzati dalle imprese senza il preventivo consenso. A patto, però, che i numeri non siano stati iscritti dagli interessati nel registro delle opposizioni.

Tale registro, in funzione da una decina di anni, è una sorta di elenco contenente i recapiti di chi non vuole essere contattato telefonicamente per scopi promozionali o di vendita. Le società che svolgono questa attività sono tenute a consultarlo (e devono pagare per farlo) prima di comporre il numero del potenziale cliente.

Nel 2018, c’è stata una riforma in virtù della quale l’iscrizione al registro delle opposizioni comporta anche la cancellazione di tutti i consensi precedentemente espressi, tranne quelli prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, oppure cessati da non più di 30 giorni. Ed è questa la norma che ora il ministero dello Sviluppo Economico sta per mandare all’aria con il nuovo regolamento, lasciando intatti tutti i consensi precedentemente espressi al trattamento dei propri dati.

Secondo il Consiglio di Stato (ma anche secondo il parere del Garante della privacy) dovrebbero essere salvi solo gli assensi previsti dalla riforma del 2018, cioè, come detto, «quelli prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, oppure cessati da non più di 30 giorni».

C’è anche un altro nodo da sciogliere: quello delle utenze riservate che non risultano più negli elenchi pubblici ma che, comunque, ricevono delle telefonate dai call center. Il nuovo regolamento prevede che, per non sentire più squillare il telefono, occorre iscriversi, comunque, al registro delle opposizioni. Per il Consiglio di Stato, invece, quei numeri dovrebbero finire automaticamente nel registro senza che il titolare dell’utenza lo richieda.

Probabile anche un cambiamento della modalità di iscrizione: la bozza elimina la possibilità di farlo tramite raccomandata o e-mail, mentre il Consiglio chiede che venga concessa agli utenti almeno l’opzione della posta elettronica.

Sarà il Governo a decidere da qui a dicembre. In ballo ci sono, da una parte, gli interessi dei consumatori che vorrebbero ricevere solo telefonate da amici e parenti (e, a volte, non da tutti) e dall’altra le esigenze delle aziende che hanno elaborato o pagato un elenco di contatti prezioso per loro.



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