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L’aggio di Equitalia: tra eliminazione e riduzione vince lo stand by

14 Novembre 2013
L’aggio di Equitalia: tra eliminazione e riduzione vince lo stand by

Fisco e contribuenti: il Governo esclude la possibilità di riduzione che, pertanto, resta fermo all’8%; i conti di Equitalia non consentono la perdita di altri 200 milioni.

È durata davvero poco la promessa del Governo Letta di eliminare, per sempre, l’odioso “premio” di riscossione che spetta ad Equitalia su ogni cartella esattoriale per la propria attività di recupero crediti. Il cosiddetto “aggio” resterà dov’era. Ossia all’8%.

Le ultime novità legislative avevano acceso le speranze dei contribuenti, prevedendo la possibilità di abbassamento di 4 punti percentuali [1] o, eventualmente, di eliminazione del premio in favore di Equitalia. Ma oggi il Governo ha fatto sapere che i conti “non tornano” e tutto rimarrà com’è: l’aggio della riscossione è sceso dal 9 all’8% ma non calerà di altri 4 punti percentuali.

Ogni punto di aggio per Equitalia vale 50 milioni e il taglio di altri 200 milioni non è sostenibile stante l’attuale livello di spesa. Già le nuove norme che impediscono l’esecuzione forzata sugli immobili di prima proprietà e residenza hanno abbassato le aspettative di riscossione nei confronti di migliaia di contribuenti morosi.

Peraltro Equitalia ha una struttura farraginosa e poco efficiente: non è in grado di procedere in modo efficiente a una riorganizzazione interna tale da conseguire risparmi di gestione e, di conseguenza, da consentire il finanziamento di un’ulteriore riduzione dell’aggio.

Lo ha chiarito ieri durante il question time alla commissione Finanze della Camera il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti. Secondo l’agente della riscossione, infatti, ogni punto di aggio vale circa 50 milioni di euro che già sono “spariti” dal bilancio di Equitalia. Toglierne altri 200 non risulterebbe sostenibile per i conti di Equitalia proprio perché “dall’analisi dei bilanci per l’anno 2012 emergono costi fissi per un importo pari a 733,3 milioni di euro e ricavi da aggio per un importo pari a 594 milioni”. La società, di fatto, togliendo altri 200 milioni dal bilancio, non sarebbe in grado di coprire i costi con i ricavi.

Di fatto è meglio che i contribuenti si mettano il cuore in pace: i conti di Equitalia non consentono oggi (e probabilmente neanche domani) il promesso abbassamento dell’aggio; e quindi ci si deve accontentare del passaggio dal 9 all’8% che rimarrà l’unica riduzione in campo.


note

 [1] L. 135/2012.


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1 Commento

  1. La solita pressa per il c…. alla italiana. La politica serva della finanza e gli interessi economici. VERGOGNA!!!

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