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Coronavirus: così l’Italia poteva evitare 10mila morti

13 Agosto 2020 | Autore:
Coronavirus: così l’Italia poteva evitare 10mila morti

Pubblicato un rapporto di un ex generale esperto in pandemie: è mancato un piano di prevenzione aggiornato. Il dossier finirà in tribunale.

È mancato un piano. Un lavoro preventivo contro le pandemie, aggiornato secondo le linee guida tracciate da tempo dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie. Con quel piano, l’Italia avrebbe potuto salvare 10mila delle oltre 35mila vite spezzate dal coronavirus. Un terzo delle vittime del Covid, oggi, sarebbe vivo.

È il Guardian inglese ad anticipare il rapporto messo a punto dal generale dell’Esercito in pensione Pier Paolo Lunelli, che verrà presentato ai magistrati che indagano sui presunti errori commessi dalle autorità italiane. Un dossier di 65 pagine da cui emerge che il nostro Paese disponeva solamente «di un piano vecchio e inadeguato che non fa alcun riferimento a scenari e ipotesi di pianificazione».

Secondo Lunelli, ex comandante della Scuola per la difesa nucleare, batteriologica e chimica e coautore di protocolli contro le pandemie per alcuni Paesi, l’Italia non ha aggiornato il proprio piano anti-pandemie nel 2017, quando l’Oms e l’Ecdc indicarono nuove linee guida.

Un piano per la pandemia da influenza, pubblicato sul sito del ministero della Salute, indica che l’ultimo aggiornamento risale al 15 dicembre 2016. Tuttavia, le proprietà del documento pdf indicano che la creazione del documento stesso risale al gennaio del 2006. «Quando si modifica un documento, se ne dovrebbe anche modificare il titolo», spiega Lunelli al Guardian. «Potrebbe essere che l’Italia non aggiorna il proprio piano dal 2006».

Nel rapporto, il generale paragona il piano anti-pandemie italiano a quelli di altri Paesi europei. “Non siamo gli unici con un piano vecchio – premette Lunelli –, la differenza è che siamo stati il primo Paese europeo colpito dal virus, laddove altri hanno avuto il tempo di pianificare la loro risposta».

La pubblicazione di questo dossier potrebbe avere delle conseguenze clamorose. Il comitato «Noi denunceremo», creato dai familiari delle vittime del coronavirus, che ha già presentato oltre 150 denunce alla magistratura, agirà anche contro tutti i presidenti del Consiglio e i ministri della Sanità italiani a partire dal 2013, per il mancato aggiornamento del pano anti-pandemie.

Per Lunelli, che si dice pronto ad incontrare i magistrati, la mancanza di un piano efficace è stato fatale: «Affrontare una pandemia senza un buon piano, con insufficienti capacità di terapie intensive e scarse scorte di materiali protettivi – sostiene il militare in pensione – è come guidare un autobus su una strada di montagna in mezzo a un’improvvisa e forte nevicata, senza catene da neve. Sfortunatamente – conclude Lunelli – l’autobus italiano è finito fuori strada con gravi conseguenze in termini di vittime dirette e indirette, così come per la ricaduta economica su alcune regione che maggiormente contribuiscono al Pil nazionale».



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