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Radiazione veicolo dal Pra: quando avviene?

13 Agosto 2020 | Autore:
Radiazione veicolo dal Pra: quando avviene?

Tutti i casi in cui è possibile inoltrare la richiesta e anche quelli in cui la procedura viene azionata d’ufficio.

La tua macchina ha fatto il suo tempo: è vecchia e invendibile, decisamente da rottamare. Non hai intenzione di prenderne un’altra, almeno per ora: magari sei un po’ avanti con gli anni e non te la senti più di guidare, oppure sei un giovane che ha scoperto di recente car sharing e mezzi pubblici e non ci pensi nemmeno a infilarti nel vespaio dell’acquisto di un’automobile, con tutto quello che ne consegue, tra costi e burocrazia.

Insomma: per qualunque ragione tu lo desideri, è ora di far demolire la tua vecchia city car. Ti sei mai chiesto cosa succede quando un’automobile arriva, per così dire, alla fine della sua vita? Viene letteralmente cancellata. Radiata, per meglio dire.

Da cosa? Dall’Archivio nazionale della Motorizzazione civile e dal Pubblico registro automobilistico (Pra), una specie di grande archivio che contiene tutti i dati riguardanti la proprietà di un veicolo. In pratica, la «storia» della nostra macchina o della nostra moto, squisitamente dal punto di vista della proprietà: vi vengono annotati non solo i contratti di vendita o di leasing, ma anche, ad esempio, sequestri o fermi amministrativi.

La situazione che abbiamo descritto poco fa, cioè quella di qualcuno che voglia far rottamare la propria macchina, è soltanto una delle motivazioni per le quali si può cancellare dal registro un veicolo. Potresti chiederti, allora, a proposito di radiazione del veicolo dal Pra: quando avviene? In questo approfondimento proveremo a spiegartelo.

Il Pra in breve

Il Pra esiste dal 1927, quando viene istituito con regio decreto legge [1]. La gestione, da allora, è affidata all’Automobile club Italia (Aci). Lo scopo era quello di tutelare chi possedeva (e possiede) un veicolo attraverso un registro pubblico che ne documentasse l’appartenenza, analogamente al registro dei beni immobiliari.

Nel Pra, quindi, sono effettuate tutte le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative alla proprietà di auto, autocarri, moto, trattori. Sono gli addetti agli uffici Aci della provincia di residenza, competenti alla tenuta del Pra, a rilasciare il certificato di proprietà del veicolo, dove c’è scritto chi è l’intestatario.

È al Pra, ad esempio, che va registrato il passaggio di proprietà di un’auto usata quando la compri (sessanta giorni di tempo dalla firma dell’atto di vendita), o anche l’accettazione di un veicolo ricevuto in eredità. In quanto registro pubblico, come spiega l’Aci dal suo portale, chiunque abbia interesse può chiedere e ottenere i dati e le informazioni relative a qualsiasi auto iscritta al Pra, indicando il numero di targa.

La radiazione comporta non solo il divieto di circolazione (lo stop è automatico, essendo la radiazione l’immediata conseguenza del fatto che il veicolo non esiste più o non è più nella nostra disponibilità in Italia, come vedremo più avanti) ma anche la fine degli obblighi collegati al possesso di un’auto, come assicurazione, revisione, bollo. Devi però comunicare l’avvenuta radiazione entro il mese successivo alla scadenza del pagamento. In caso contrario, se fuori tempo, dovrai pagare per un’ultima volta il bollo, ma in alcuni casi è previsto un rimborso.

La radiazione dal Pra

Si procede a cancellazione o radiazione di una macchina dal Pra quando quella macchina cessa di esistere. Sono tre le ipotesi contemplate (al di là della radiazione d’ufficio di cui parleremo più avanti). Vediamo quali.

Demolizione dell’auto

Alla rottamazione abbiamo accennato in apertura di articolo. Quando la tua auto è troppo vecchia per continuare a portarti a spasso, scatta la demolizione e con essa la radiazione dal Pra. Non avrebbe alcun senso, del resto, mantenere iscritto al registro un veicolo che non esiste più.

Tutto quello che dovrai fare tu, intestatario dell’auto, o qualcuno da te delegato, è rivolgerti a un demolitore autorizzato che, oltre a rottamare la macchina, emetterà un certificato che ti verrà consegnato – serve ad attestare la demolizione e a sollevare chi la esegue da responsabilità ed è bene conservarlo -, per poi provvedere a far radiare il veicolo dal Pra entro trenta giorni. Puoi andare anche da un concessionario, laddove la rottamazione sia contestuale all’acquisto di una nuova auto. La richiesta la fa, come detto, il demolitore stesso, ma anche il concessionario o l’agenzia di pratiche auto cui ti sei eventualmente rivolto per la rottamazione.

Al demolitore/concessionario dovrai consegnare: l’originale del tuo certificato di proprietà, l’originale della carta di circolazione in originale (o il documento unico di circolazione), la targa anteriore e posteriore. Se non sei in possesso né delle targhe né dei documenti, puoi portargli la denuncia di smarrimento. I costi sono irrisori: 13,50 euro di emolumenti Aci e dai 32 ai 48 euro di imposta di bollo.

Distruzione dell’auto

Altra ipotesi che giustifichi la radiazione dal Pra è quella in cui il veicolo cessi di esistere ma non per tua volontà. Un incendio, ad esempio, un incidente o qualunque atto doloso o accidentale che si traduca nella distruzione della tua macchina, è circostanza per la quale la si può cancellare dal Pra.

La richiesta può essere presentata dal demolitore, da un’agenzia di pratiche auto (ma solo se abilitata alla piattaforma informatica chiamata Sportello telematico dell’automobilista), da te, in qualità di proprietario-intestatario dell’autovettura, o da un tuo delegato.

Servono gli stessi documenti di cui sopra, più un verbale, stilato da polizia o carabinieri, che attesti che la macchina è distrutta o non è più recuperabile.

Esportazione dell’auto

Terza circostanza che legittima la radiazione dal Pra è quando il veicolo viene esportato. Si deve procedere prima della definitiva esportazione, cioè prima di portare la macchina all’estero, a condizione che l’auto sia stata sottoposta a revisione, andata a buon fine, non prima di sei mesi dalla richiesta di radiazione. La procedura è necessaria per reimmatricolare il mezzo nello Stato di destinazione. La può fare direttamente l’intestatario, attraverso lo Sportello telematico dell’automobilista (Sta) che si trova negli uffici territoriali dell’Aci competenti alla tenuta del Pra e in agenzie di pratiche auto abilitate.

La richiesta, fino all’anno scorso, si poteva fare anche al consolato ma dal primo gennaio 2020 non è più possibile. Eccezionalmente, a causa dell’emergenza Coronavirus, è ammessa la richiesta di radiazione al consolato solo per i veicoli esportati entro il 31 dicembre 2019 e reimmatricolati nel 2020, purché con targa italiana. Serve un documento di identità, l’istanza unificata il cui modulo si trova sul sito dell’Aci, le targhe, il certificato di proprietà e la carta di circolazione o il documento unico di proprietà.

Anche qui si pagano 13,50 di emolumenti Aci, dai 32 ai 48 euro per l’imposta di bollo e, per esportazioni in uno Stato europeo, una decina di euro circa di diritti.

Fermo amministrativo

Se il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo, in tutti e tre i casi appena elencati, bisognerà prima provvedere a rimuovere il fermo. Solo allora sarà possibile avviare le pratiche per la radiazione.

Si può trovare in questa situazione chi non ha pagato una cartella esattoriale. La procedura prevede che, a seguito di un mancato pagamento, per esempio dell’Irpef, del bollo auto o di altre tasse e tributi, i concessionari della riscossione «congelino» l’auto, bloccandone l’autorizzazione alla circolazione (con multa salata e confisca se sorpresi alla guida). Se il debitore continua a non pagare, la macchina può essere venduta, una volta che il concessionario della riscossione avrà azionato la procedura.

La sanzione è annotata nel Pra e comporta l’inutilizzabilità del mezzo (anche qualora lo si riesca a vendere) ma anche la temporanea impossibilità di chiederne la radiazione. Pagando però il proprio debito si potrà cancellare il fermo amministrativo e chiedere la radiazione dell’auto dal Pra.

Bollo e radiazione

Se il proprietario dell’auto non paga il bollo da tre anni, può incorrere nella radiazione d’ufficio dal Pra, come previsto dal Codice della strada [2].

Nel momento in cui accerta la violazione, l’Aci chiede all’intestatario della macchina il motivo del mancato pagamento della tassa, a titolo di ultimatum: passati trenta giorni senza alcun pagamento, l’Aci stessa chiede la radiazione d’ufficio, inoltrando comunicazione alla direzione generale della Motorizzazione per il ritiro delle targhe e della carta di circolazione. Il destinatario del provvedimento può impugnarlo entro trenta giorni davanti al ministero delle Finanze.

Un veicolo radiato d’ufficio per mancato pagamento del bollo non può circolare, a meno che il proprietario non voglia correre il rischio di beccarsi una multa da 400 a 1600 euro circa [3].


note

[1] R.d.l. n. 436 del 15 marzo 1927;

[2] Art. 96 del Codice della strada;

[3] Art. 93 co. 7 del Codice della strada.


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