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Patente: differenze tra sospensione e revoca

16 Agosto 2020 | Autore:
Patente: differenze tra sospensione e revoca

Sanzioni accessorie per violazioni al codice della strada: casi di sospensione e di revoca della patente. Come tutelarsi? Come recuperare la patente?

Chi viola le norme del codice della strada non rischia solamente di dover pagare una multa salata e di vedersi decurtati i punti sulla patente, ma anche di vedersi sospeso o addirittura revocato il titolo di guida. Sospensione e revoca della patente sono sanzioni accessorie che conseguono nei casi più gravi di infrazione mentre si è alla guida di un veicolo. Ma qual è la differenza tra sospensione e revoca della patente?

Come vedremo, la revoca è sanzione più grave della sospensione: mentre quest’ultima mette solamente in stand-by la validità della patente, la revoca comporta un vero e proprio annullamento della stessa, rendendo impossibile il suo recupero se non attraverso il procedimento che permette di acquisirne una nuova. Insomma: sospensione e revoca della patente costituiscono un valido motivo per essere rispettosi del codice della strada. Vediamo quali sono le principali differenze tra queste due sanzioni accessorie.

Sospensione della patente: cos’è?

Come anticipato in apertura, la sospensione della patente è una particolare sanzione prevista dal codice della strada nell’ipotesi di violazione delle sue norme.

Per essere più precisi, la sospensione della patente è una sanzione accessoria: significa che si tratta di una punizione che si accompagna necessariamente a un’altra di base, che sarebbe la sanzione pecuniaria (la multa, per intenderci).

Dunque, alla persona che viene sospesa la patente verrà inevitabilmente comminata anche una sanzione pecuniaria, visto che quest’ultima (la sanzione economica) è quella principale per ogni tipo di violazione del codice della strada, mentre la sospensione consegue solamente in determinate ipotesi.

Sospensione patente: come funziona?

La sospensione della patente un provvedimento adottato in caso di violazioni particolarmente gravi al codice della strada.

Il periodo di sospensione, in base alla gravità della violazione, può durare dai quindici giorni ai cinque anni. La sospensione è disposta dal Prefetto, dalla Motorizzazione Civile o dall’Autorità Giudiziaria, a seconda del tipo di infrazione.

La patente può anche essere sospesa per un periodo di tempo da uno a tre mesi nei casi di recidiva, cioè di due violazioni nel biennio (divieto di sorpasso, distanza di sicurezza, precedenza, non utilizzo delle cinture di sicurezza, ecc.).

La sospensione funziona così. L’agente accertatore ritira la patente, annota il provvedimento sul verbale di contestazione e rilascia un permesso provvisorio affinché il conducente porti via il veicolo, dopodiché non può mettersi alla guida. Entro 15 giorni il Prefetto emana l’ordinanza di sospensione con relativa durata.

Patente sospesa: come si recupera?

Per ottenere la restituzione della patente, al termine del periodo di sospensione si potrà contattare l’ufficio preposto (cioè, l’organo che ha provveduto alla contestazione dell’infrazione) per sapere se la patente di guida è disponibile per il ritiro.

Se, invece, si ritiene che la sospensione sia ingiusta, si potrà scegliere di presentare ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

Nel primo caso si potrà presentare il ricorso entro sessanta giorni dalla contestazione (immediata o differita) della sanzione accessoria della sospensione patente, mentre nel secondo i termini sono di trenta giorni.

Revoca della patente: cos’è?

La revoca della patente è una sanzione accessoria che consegue nelle ipotesi più serie di violazione al codice della strada.

La revoca della patente può conseguire anche nei casi in cui non sia abbiano più i requisiti psicofisici per poter ottenere il rinnovo del titolo di guida. Pensa alla persona particolarmente anziana oppure e quella che, a causa di una patologia o di un incidente, non sia fisicamente in grado di guidare in sicurezza.

Patente: quando viene revocata?

La patente viene revocata solamente in particolari casi, e cioè:

  • per gravi infrazioni al codice della strada, tipo la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’omicidio stradale colposo, la guida con patente già sospesa o ritirata; ecc.;
  • per la perdita dei requisiti psicofisici che consentono di poter guidare un veicolo;
  • in alcuni casi di recidiva, cioè di ripetuta violazione della stessa norma del codice della strada (ad esempio, superamento di oltre 60 km/h dei limiti di velocità in un biennio);
  • quando il conducente abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero;
  • quando il titolare sia dichiarato socialmente pericoloso (delinquenti abituali, professionali o per tendenza; persone sottoposte a misure di sicurezza personali o misure di prevenzione; ecc.).

Revoca della patente: come funziona?

La revoca della patente è disposta dal prefetto oppure dalla motorizzazione, a seconda dei motivi della revoca: ad esempio, la revoca seguente alla commissione di un reato sarà disposta dalla prefettura, mentre quella derivante dalla inidoneità psicofisica dalla motorizzazione.

Per la precisione, secondo il codice della strada [1] il provvedimento di revoca è emesso dalla motorizzazione nei seguenti casi:

  1. quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  2. quando il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non più idoneo;
  3. quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero [2].

Nei casi di infrazioni al codice della strada, la patente è invece revocata dal prefetto. Nello specifico, nell’ipotesi che la revoca della patente costituisca sanzione accessoria, l’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione.

Il prefetto, previo accertamento delle condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l’organo di polizia incaricato dell’esecuzione. Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del dipartimento per i trasporti terrestri.

Patente revocata: come ottenerla di nuovo?

Come ottenere la patente dopo la revoca? Ad eccezione del caso di perdita permanente dei requisiti psicofisici, nelle altre ipotesi di revoca patente è possibile agire per ottenere nuovamente il documento di guida. Per la precisione:

  • se la perdita dei requisiti psicofisici è temporanea, nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato, l’interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata;
  • nei casi di revoca per violazione al codice della strada, la durata della revoca della patente è di due anni dal momento in cui è diventato definitivo il provvedimento. La durata della revoca è invece di tre anni nei casi in cui la stessa sia stata disposta per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Dunque, se la patente è stata revocata per motivi psicofisici, è possibile richiederla direttamente alla motorizzazione civile non appena l’interessato sarà tornato in possesso delle piene facoltà che lo rendono idoneo alla guida, previa visita medica.

Questa procedura è immediata, cioè non ci sono limiti temporali da rispettare se non quelli relativi a un eventuale recupero delle condizioni ottimali di salute.

Negli altri casi sopra descritti, è necessario attendere dai due ai tre anni prima di poter conseguire nuovamente il documento.

Ricorso contro la revoca della patente

Se si ritiene che la revoca della patente sia ingiusta, è possibile fare ricorso contro il provvedimento sanzionatorio:

  • se la revoca della patente è stata disposta dalla motorizzazione civile, il ricorso va presentato al ministero dell’Interno entro venti giorni dalla sua ricezione. Il Ministero, in collaborazione col ministero dei Trasporti, ha a sua volta sessanta giorni di tempo per valutare il caso e decidere;
  • se la revoca della patente è stata motivata per la perdita dei requisiti psicofisici o come pena accessoria a condanne penali, è possibile presentare ricorso al Giudice di Pace entro trenta giorni dalla ricezione. In tali casi, il prefetto non effettua una valutazione discrezionale, ma revoca la patente al ricorrere di precisi presupposti (ad esempio, la perdita del requisito psico-fisico);
  • se la revoca della patente è avvenuta per motivi di condotta, cioè di infrazioni alle regole del codice della strada, è possibile fare ricorso al Tar entro sessanta giorni. In queste ipotesi, l’amministrazione valuta in maniera discrezionale la gravità dei reati al fine di disporre la revoca della patente.

note

[1] Art. 219 cod. str.

[2] Art. 130 cod. str.

Autore immagine: Depositphotos.com


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