Legge sul sovraindebitamento: modifiche in arrivo

13 Agosto 2020 | Autore:
Legge sul sovraindebitamento: modifiche in arrivo

Un emendamento al Dl Semplificazioni, sostenuto da associazioni dei consumatori ed esperti, potrebbe risolvere molti problemi, tutelando maggiormente i debitori.

La legge sul sovraindebitamento, detta anche salvasuicidi, potrebbe presto essere modificata per venire incontro alle centinaia di migliaia di “nuovi indebitati”, quelli che hanno sofferto di più la crisi economica provocata dalla pandemia di Coronavirus.

Nel nuovo Decreto Semplificazioni [1] varato dal Governo per rilanciare la ripresa economica, durante la fase di conversione in legge era stato inserito un emendamento per potenziare gli istituti a favore dei debitori, anticipando l’introduzione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che sarebbe dovuto entrare in vigore il prossimo 15 agosto 2020 ma poi, a causa della pandemia, è slittata al 1° settembre 2021.

Ma proprio ieri, questo emendamento è stato escluso, insieme a molti altri, durante l’esame Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato. L’inammissibilità è stata decisa per «estraneità della materia» ai contenuti del Decreto Legge.

Adesso contro questa espunzione insorgono le fondazioni antiusura, le associazioni dei consumatori, molti docenti universitari e organizzazioni di volontariato, chiedendo a gran voce che venga riammesso. Lo fanno in una nota congiunta, diramata dall’agenzia stampa Adnkronos, in cui spiegano i motivi dell’urgente necessità di introdurre questa norma di legge.

«Facciamo osservare che su tale emendamento l’Ufficio legislativo del ministero di Giustizia aveva preannunciato parere positivo e anche la Banca d’Italia si era pubblicamente espressa a favore», fanno notare i firmatari, come anche molte associazioni «lo avevano giudicato indispensabile per contrastare la diffusione dell’usura. Riteniamo, pertanto, che il giudizio d’improponibilità ‘per estraneità alla materia’ sia stato affrettato, forse per la preoccupazione delle migliaia di emendamenti presentati. Chiediamo quindi di riammettere l’emendamento che è non estraneo ma, anzi, completamente pertinente alla materia delle semplificazioni».

Nell’appello si sottolinea che la riforma «semplificherebbe la vita di centinaia di migliaia di famiglie sovraindebitate e renderebbe il loro destino economico, sociale, umano, impedendone la disgregazione, simile a quello delle famiglie sovraindebitate europee; inoltre, genererebbe una semplificazione e riduzione dei costi della macchina giudiziaria».

L’emendamento in questione è stato elaborato da un tavolo di lavoro presso l’Università Cattolica, con la partecipazione di associazioni di consumatori e giuristi. Si è cercato di anticipare le soluzioni previste dal Codice della crisi per potenziare l’attuale legge sul sovraindebitamento in modo da favorire l’accesso del debitore agli istituti dell’accordo con i creditori e del piano del consumatore,  estendendoli anche al socio illimitatamente responsabile di società di persone, come le Snc.

Ma le novità prevedono anche di introdurre la nozione di indebitamento di un’intero nucleo familiare (attualmente, si può considerare indebitato solo un unico individuo) e di garantire una possibilità di esdebitazione automatica, in modo da favorire la ripartenza anche se i debiti pregressi non sono stati ancora ripagati. E c’è anche la previsione di sanzioni per gli operatori finanziari che concedono crediti in maniera imprudente, in modo da responsabilizzarli in partenza.

Gli operatori del diritto giudicano con favore questa iniziativa legislativa, perché le situazioni di insolvenza generano un gran numero di procedimenti giudiziari: di solito si parte con un decreto ingiuntivo a iniziativa del creditore impagato, cui segue l’opposizione del debitore; seguono poi i procedimenti di esecuzione forzata, anch’essi gravati dalle opposizioni. Una procedura lenta e costosa, che appesantisce la macchina giudiziaria ma soprattutto lascia insoddisfatti sia i creditori, che non riescono a recuperare velocemente il dovuto, sia i debitori, che non riescono facilmente a liberarsi dei debiti senza pagare i creditori e spesso soccombono economicamente.

La riforma in arrivo potrebbe contribuire a risolvere la maggior parte di questi problemi. Ne sono convinti i numerosi firmatari dell’appello, che comprendono, tra gli altri, l’Associazione dei Docenti di Diritto dell’Economia, la Fondazione San Bernardino onlus, l’Associazione Culturale Favor Debitoris, la Federazione europea per la giustizia, la Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II”, il sindacato nazionale anti usura Snarp, il Movimento consumatori, NeXt, Nuova Economia per Tutti, Cittadinanzaattiva, Assoutenti, Unione Nazionale Consumatori, Federconsumatori, Movimento difesa del cittadino, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Udicon, Confconsumatori, Casa Del Consumatore, Adiconsum e Ctcu. In attesa delle modifiche in arrivo, leggi l’articolo “indebitato fino al collo: cosa fare” per conoscere le possibilità attuali di risolvere la crisi.


note

[1] Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76


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