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Bollo auto: quando non è obbligatorio?

18 Ottobre 2020 | Autore:
Bollo auto: quando non è obbligatorio?

Esenzione bollo auto: quando il tributo regionale legato alla proprietà del veicolo non va pagato? Perdita di possesso: come funziona?

Il bollo auto è quel tributo regionale che tutti i proprietari di un’autovettura sono tenuti a pagare annualmente. In caso di inadempimento, la Regione può effettuare un accertamento e inviare apposito avviso di pagamento, con iscrizione a ruolo della somma dovuta e rischio di incorrere nel fermo amministrativo, con conseguente impossibilità a poter circolare. In realtà, non tutti i proprietari di un’automobile sono costretti a pagare il bollo: esistono delle ipotesi di esenzione che sollevano i proprietari dall’obbligo di dover versare tale tributo.

Quando il bollo auto non è obbligatorio? Come vedremo, si tratta di condizioni particolari al ricorrere delle quali niente è dovuto alla Regione. Ad esempio, il bollo auto non è dovuto nel caso di perdita di possesso, oppure per i titolari di auto storiche. Insomma: esistono diverse ipotesi in cui il bollo auto non va pagato e non c’è il rischio di incorrere in alcuna sanzione. Vediamo cosa dice la legge a proposito e, dunque, stabiliamo quando non è obbligatorio il bollo auto.

Cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è un tributo regionale che ogni titolare di un’autovettura deve pagare annualmente. Nello specifico, la persona tenuta al pagamento è il proprietario che risulta tale dal Pubblico registro automobilistico (il ben noto Pra).

Si tratta del registro nel quale sono effettuate le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi, in quanto beni mobili registrati secondo le norme previste dal codice civile.

Dunque, il bollo auto deve essere pagato non dal semplice possessore del veicolo, ma dal proprietario formale.

Bollo auto: quando si paga?

Il bollo auto va pagato ogni anno, pena l’obbligo di dover versare una penalità di mora e, successivamente, di incorrere in sanzioni molto più severe.

Per la precisione, il primo bollo va pagato entro il mese di immatricolazione dell’auto; se, però, l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, la scadenza viene rinviata all’ultimo giorno del mese successivo. Se il giorno di immatricolazione è un sabato o un festivo, il computo decorre dal primo giorno lavorativo successivo.

Bollo auto usata: quando si paga?

Nel caso di acquisto di auto usata, l’obbligo di pagare il bollo grava su chi è il formale proprietario al momento della scadenza. Ciò significa che, se qualcuno acquista un’auto e ne diviene l’effettivo titolare pochi giorni prima del termine ultimo per il pagamento, sarà costretto a pagare il bollo fin da subito.

Lo stesso vale per l’acquisto di un’auto a km zero, cioè di un’auto immatricolata dalla stessa concessionaria per raggiungere gli obiettivi di vendita: il primo bollo deve essere pagato da chi risulta proprietario all’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento.

In altre parole, il bollo grava su chi è intestatario della vettura il giorno della scadenza del termine del pagamento. Pertanto, se l’acquisto avviene successivamente al suddetto termine, il primo bollo è sempre a carico del concessionario che ha effettuato l’immatricolazione. In caso contrario, sarà l’acquirente a dover pagare. Facciamo alcuni esempi.

Bollo auto: in quale mese va pagato?

Il pagamento del bollo auto avviene tenendo presente tre precise scadenze: gennaio, maggio e settembre. Solo in questi mesi è possibile pagare il bollo in scadenza nel mese precedente.

Il bollo auto copre un arco temporale di un anno. Tuttavia, quando si acquista un’auto nuova al di fuori dei mesi di dicembre, aprile e agosto (cioè dei mesi antecedenti quelli destinati al pagamento), l’importo del primo bollo andrà frazionato e coprirà, pertanto, non dodici mesi, bensì la quota massima necessaria a raggiungere il mese di scadenza più lontano.

Abbiamo detto che chi acquista un’auto nei primi venti giorni di un mese è tenuto a pagarlo entro la fine dello stesso; questo, però, non significa che il bollo verrà pagato per il suo intero importo.

Chi, ad esempio, acquista un’auto nuova in novembre, non potrà effettuare un pagamento completo con copertura di dodici mesi, poiché la scadenza di novembre non è prevista. Ciò che si potrà pagare sarà l’importo del bollo fino al mese di agosto (che è uno dei tre mesi di scadenza).

Quindi, il bollo auto verrà frazionato e coprirà solamente dieci mesi, fino ad agosto dell’anno successivo (mese di immatricolazione incluso). Per ottenere l’importo effettivamente dovuto sarà sufficiente moltiplicare l’importo annuale per i mesi di copertura, il tutto diviso dodici (i mesi in un anno).

L’anno successivo al primo bollo, invece, comporterà il regolare pagamento per dodici mesi e, quindi, il versamento dell’importo totale.

Quanto costa il bollo auto?

L’importo del bollo auto è determinato sulla base di due fattori: la potenza del veicolo espressa in kilowatt; la classe d’inquinamento.

Sono questi i parametri che devi prendere in considerazioni allorquando andrai a calcolare il bollo auto che dovrai pagare, entrambi facilmente reperibili all’interno della carta di circolazione.

Quando il bollo non è obbligatorio?

Come anticipato, ci sono delle ipotesi in cui il bollo auto non va pagato; ecco le principali:

  • radiazione dell’auto. Con la radiazione l’auto cessa di esistere come bene giuridico; il bollo auto non va pagato a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui si verifica la radiazione del veicolo dal Pra. La radiazione può essere giustificata dal ricorrere di diverse circostanze: demolizione del veicolo; esportazione all’estero; ecc.
  • furto dell’auto. Per non dover più pagare il bollo occorre denunciare il furto e depositare una copia della denuncia al Pra, ottenendo così la perdita di possesso del veicolo. Ne parleremo diffusamente nei prossimi paragrafi;
  • vendita dell’auto. Chi cede (a titolo gratuito oppure oneroso) il proprio veicolo a un’altra persona non deve più pagare il bollo, se questo scade dopo la trascrizione dell’atto di vendita o donazione al Pra. Potrebbe però succedere che l’acquirente o il donatario, pur avendo annotato sul libretto di circolazione il passaggio di proprietà, non abbia provveduto alla successiva trascrizione al Pra;
  • disabilità del titolare. Hanno diritto all’esenzione dal pagamento del bollo auto i seguenti soggetti: non vedenti e sordi; disabili con handicap psichico o mentale titolar dell’indennità di accompagnamento; disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni; disabili con ridotte o impedite capacità motorie (in questo caso occorre l’adattamento del veicolo);
  • auto d’epoca e auto storiche, a partire dal trentesimo anno successivo alla sua immatricolazione;
  • fermo amministrativo. In genere, gran parte delle Regioni prevede l’esonero del bollo auto in caso di fermo amministrativo eseguito dall’Agente della Riscossione. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha detto che la Regione non è tenuto a garantire questa esenzione e potrebbe disporre ugualmente il versamento dell’imposta;
  • rinuncia all’eredità: chi rinuncia all’eredità può far trascrivere tale rinuncia al Pra. In questo modo non è più tenuto a pagare il bollo per l’auto del defunto passata in successione;
  • auto a basso impatto ambientale. Ad esempio, le auto Gpl non pagano il bollo per i primi cinque anni;
  • veicoli intestati alle Onlus (secondo ciò che prevede annualmente la normativa statale e regionale);
  • prescrizione: il bollo auto si prescrive in tre anni. I tre anni iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa automobilistica doveva essere versata e terminano, quindi, il 31 dicembre del terzo anno. Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio del quarto anno successivo ogni richiesta di versamento del bollo è illegittima perché ormai caduta in prescrizione.

Perdita di possesso: cos’è?

La perdita di possesso è una procedura che consente al proprietario dell’autovettura di non pagare più il bollo in quanto il veicolo è oramai indisponibile.

In pratica, la perdita di possesso è l’annotazione presso il Pra della indisponibilità del veicolo. Da tale dichiarazione deriva l’esonero dal pagamento del bollo auto.

La perdita di possesso non comporta la dismissione della titolarità dell’auto, la quale resta comunque in capo al formale proprietario. L’unica cosa che accade è che, dichiarando di non avere più la disponibilità del mezzo, non si è tenuti più al pagamento del bollo.

Perdita di possesso: come funziona?

La perdita di possesso è lo strumento più rapido ed efficiente per non pagare il bollo auto. La procedura è molto semplice: basta recarsi presso una delle agenzie di pratiche auto presenti sul territorio, ovvero presso gli uffici Pra locali o gli uffici Aci.

Per ottenere la perdita del possesso, occorre compilare e sottoscrivere l’apposito modulo che verrà fornito. Si tratta in buona sostanza di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, a cui va allegato il certificato di proprietà del veicolo e tutti i documenti utili a giustificare la richiesta, quali ad esempio la denuncia di furto o smarrimento oppure quella di avvenuto sequestro o confisca del veicolo.

Perdita possesso: quando si può chiedere?

La perdita di possesso, con conseguente esonero dal pagamento del bollo auto, può essere chiesta in svariate occasioni:

  • furto;
  • appropriazione indebita (ad esempio, quando un veicolo intestato ad una società di leasing non viene riconsegnato dal locatario alla scadenza prevista né viene riscattato);
  • truffa (che si ha quando un soggetto che vende il suo veicolo viene pagato con assegni rubati, falsi o scoperti);
  • smarrimento;
  • sequestro;
  • confisca;
  • fallimento;
  • rinuncia all’eredità;
  • calamità naturali (terremoto, alluvione, ecc.).

La perdita di possesso dichiarata dal giudice

Nei casi più controversi, quando non si hanno a disposizione documenti sufficienti a dimostrare la perdita di possesso della propria auto, è possibile ottenere l’annotazione al Pra rivolgendosi direttamente al giudice di pace.

In caso di sentenza del giudice di pace che stabilisce che l’intestatario del veicolo ne ha perduto il possesso o che è avvenuto un trasferimento di proprietà in favore di un altro soggetto, l’intestatario in questione potrà richiedere l’annotazione della perdita di possesso al Pra presentando tale sentenza in copia conforme o in copia dichiarata conforme.

L’obbligo di corrispondere la tassa automobilistica cessa dal periodo successivo alla data dichiarata dal giudice nella sentenza. Se il giudice non dichiara alcuna data nella sentenza, la data da cui non vige più l’obbligo è quella di emanazione della sentenza.


note

Autore immagine: Depositphotos.com


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