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Separazione dei beni dopo il matrimonio per acquisto casa

20 Ottobre 2020
Separazione dei beni dopo il matrimonio per acquisto casa

Cambio del regime patrimoniale dei coniugi: quali conseguenze comporta?

Tu e tuo marito vi siete sposati qualche anno fa in regime di comunione dei beni. All’epoca, eravate un po’ inesperti, anzi nessuno vi ha suggerito che c’era la possibilità di dichiarare, al momento della celebrazione del matrimonio, la volontà di tenere distinti i patrimoni personali. Ora, però, volete effettuare un cambio di regime. In questo articolo ci occuperemo, in particolare, della separazione dei beni dopo il matrimonio per l’acquisto di una casa.

Secondo la normativa, se la coppia, il giorno delle nozze, non esprime alcuna scelta al riguardo diventa operativa la comunione dei beni, con la conseguenza che qualsiasi cosa acquistata dai coniugi, anche separatamente, apparterrà ad entrambi (salvo alcune eccezioni). Se, invece, si opta per la separazione dei beni, ciascuno sarà proprietario esclusivo degli acquisti fatti durante il matrimonio. Gli effetti di una simile decisione sono notevoli: in caso di debiti contratti da un coniuge, il patrimonio personale dell’altro non potrà essere intaccato dai suoi creditori. L’argomento ti interessa? Allora, procediamo con ordine e cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul tema.

Separazione dei beni: cos’è?

La separazione dei beni è un regime patrimoniale che una coppia di sposi può scegliere al momento della celebrazione del matrimonio. In pratica, i patrimoni personali dei coniugi vengono mantenuti distinti e ognuno avrà la titolarità esclusiva su qualsiasi bene acquistato dopo le nozze (il cui godimento, però, è concesso anche all’altro coniuge).

Se acquisti un immobile, tu sarai l’unico proprietario anche se, in fase di divorzio, il giudice dovesse (in presenza di figli minori) affidare la casa coniugale a tua moglie.

Separazione dei beni: cosa comporta?

Abbiamo detto che con la separazione dei beni, ciascun acquisto compiuto da un coniuge durante il matrimonio è di sua esclusiva proprietà. Se si tratta di beni immobili (come, ad esempio, un appartamento, un terreno, ecc.) e mobili registrati (pensa, ad esempio, ad una macchina, un camper, ecc.) la proprietà risulta dall’atto di compravendita. Per i beni mobili (ad esempio, un orologio), invece, si fa riferimento ad eventuali fatture. In ogni caso, si tratta di beni che appartengono a chi ha sostenuto la spesa.

La separazione dei beni conviene sotto due punti vista: in caso di fallimento di un coniuge o se questo contrae dei debiti, i suoi creditori non potranno mai intaccare il patrimonio del partner. Inoltre, come già detto, ciascun coniuge conserva la proprietà dei suoi beni anche in fase di separazione o divorzio.

Separazione dei beni: come funziona?

In passato, se una coppia di sposi non dichiarava alcunché al momento del matrimonio, si applicava in automatico il regime della separazione dei beni. Con la riforma del diritto di famiglia, invece, le cose si sono invertite: oggi, infatti, il regime patrimoniale che diviene operativo in automatico è la comunione legale dei beni con l’effetto che ogni acquisto fatto durante il matrimonio apparterrà ai coniugi in parti uguali, salvo alcune piccole eccezioni (ad esempio, non cadono in comunione i beni personali di ciascun coniuge o quelli ricevuti per successione o donazione).

Ne consegue che se tu e la tua fidanzata avete intenzione di adottare la separazione dei beni, non vi resta che dichiararlo, il giorno del vostro matrimonio, al celebrante (cioè al prete o all’ufficiale di Stato civile), il quale dovrà poi annotarlo nell’atto di matrimonio e trascriverlo nel registro dello Stato civile.

La legge consente, altresì, di optare per il regime della separazione dei beni anche prima o dopo il matrimonio, tramite una convenzione stipulata dinanzi al notaio.

Separazione dei beni dopo il matrimonio per acquisto casa

Come già spiegato in precedenza, la scelta del regime della separazione dei beni può essere effettuata in diversi momenti: il giorno della celebrazione delle nozze, prima o dopo. Se la coppia decide, di comune accordo, di optare per la separazione dei beni dopo il matrimonio è necessario andare dal notaio e sottoscrivere, alla presenza di due testimoni, una convenzione che poi sarà annotata, entro 30 giorni, a margine dell’atto di matrimonio. La convenzione va poi trascritta nei registri immobiliari se ha ad oggetto beni immobili (ad esempio, se durante il matrimonio i coniugi hanno acquistato una casa).

Una volta passati al regime della separazione dei beni, i coniugi possono anche decidere di acquistare una casa al 50% oppure stabilire delle quote di proprietà diverse (ad esempio, 30% e 70%) anche in assenza della comunione legale dei beni.

Infine, va detto che con la separazione dei beni i coniugi hanno la possibilità di possedere un immobile a testa ed avere accesso alle agevolazioni fiscali previste dalla legge per la prima casa.

Quanto costa la separazione dei beni?

Se la scelta della separazione dei beni viene compiuta al momento del matrimonio non occorre pagare nulla; se, invece, si decide di adottare tale regime patrimoniale prima o dopo la celebrazione delle nozze, allora dovrai pagare il compenso professionale al notaio, le tasse, i bolli previsti e le spese per la trascrizione dell’atto. Naturalmente, quanto più è vasto il patrimonio di famiglia, tanto più la separazione dei beni sarà articolata. Quindi, il costo varia in base ai beni che devono essere divisi.

Cos’è la separazione giudiziale dei beni?

Forse non sai che esiste anche la separazione giudiziale dei beni che, a differenza di quella tradizionale vista poc’anzi, viene concessa con una sentenza su espressa richiesta di uno dei coniugi. Tale circostanza potrebbe rendersi necessaria in caso di:

  • interdizione o inabilitazione di uno dei coniugi;
  • cattiva gestione dei beni in comunione o degli affari personali del coniuge;
  • mancata o scarsa contribuzione di uno dei coniugi, in base alla propria capacità di produrre reddito, ai bisogni della famiglia.


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