Ferragosto, cosa si può fare regione per regione

14 Agosto 2020
Ferragosto, cosa si può fare regione per regione

Preoccupazione, dal Governo, per i locali notturni, che rischiano di diventare pericolosi amplificatori del virus, ma per ora non c’è un provvedimento che imponga chiusure a livello nazionale.

Sarà un Ferragosto sotto tono, o almeno si spera quasi, per certi versi, che lo sia, in modo da evitare eccessi rischiosi. Prudenza vorrebbe che non ci si riversasse in massa in spiaggia, luogo prediletto per feste, campeggi e falò. Ma la prudenza non basta.

Molte Regioni si sono già attrezzate con ordinanze che vietano assembramenti, annullano eventi e blindano litorali. Molte, appunto, non tutte. Si è proceduto in ordine sparso, ognuno imponendo proprie regole; in alcuni casi, il Governo le ha ritenute insufficienti.

Proprio per questo, oggi c’è stato un nuovo vertice tra l’Esecutivo e le Regioni, a seguito del quale alcune hanno rivisto o stanno rivedendo le proprie ordinanze, fissando una regola generale che varrà per tutti: le discoteche al chiuso non possono riaprire; quelle all’aperto sì ma con misure più rigide, cioè ingressi contingentati e mascherine laddove non si possa rispettare il distanziamento.

Dopo il 15 agosto – più precisamente intorno al 20 – potrebbe arrivare un’ulteriore stretta su locali notturni e sale da ballo, ritenuti dall’Esecutivo «un serio rischio». Nel frattempo, ecco le regole in vigore nelle singole Regioni per trascorrere il Ferragosto in sicurezza. In poche parole: cosa si può fare e cosa no.

Nuova ordinanza in Veneto

Il Veneto è una delle Regioni che hanno ritenuto emettere una nuova ordinanza con disposizioni più rigide. Il governatore Luca Zaia ha firmato un provvedimento – in vigore da domani – che affronta il tema discoteche, come scrive la Regione in una nota.

«Prevede che il numero massimo di persone che possono entrare non sia superiore al 50% della capienza massima normalmente autorizzata – è scritto nel comunicato inviato dalla Regione -. Prevede, inoltre, l’obbligo di indossare sempre la mascherina all’interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso, va ricordato, solo in presenza di piste all’aperto. È prevista la chiusura immediata del locale, senza alcun rimando a ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme fissate dall’ordinanza stessa».

Misure più severe anche in Emilia Romagna

Nuova ordinanza regionale anche in Emilia Romagna per contrastare più efficacemente il Coronavirus. Sarà in vigore dalle 13 di domani ed è, sostanzialmente, un provvedimento fotocopia di quello del Veneto. La Regione aveva già disposto l’obbligo di ballare non a un metro di distanza ma a due.

Ora aggiunge che nei locali notturni all’aperto non potrà entrare più del 50% delle persone della capienza regolamentare. Obbligo di indossare sempre la mascherina nella discoteca, compreso durante il ballo. Chiusura immediata del locale, senza alcun rimando a ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme dell’ordinanza.

La Calabria chiude tutto

La Calabria è al momento l’unica Regione che ha disposto la chiusura totale delle discoteche, anche all’aperto. È la misura più severa adottata finora a livello nazionale, sul fronte del divertimento e dei locali notturni. L’annuncio è arrivato ieri, sempre con una nota dell’ente.

«In accordo con il Governo nazionale e dopo aver interloquito con i ministri della Salute e degli Affari regionali, Roberto Speranza e Francesco Boccia, il presidente della Regione Jole Santelli ha firmato oggi l’ordinanza n. 61 che di fatto, ai fini del contenimento della diffusione del virus Sars-CoV-2/Covid-19, sospende tutte le attività che hanno attinenza con il ballo, quindi sale da ballo, discoteche e locali assimilati come i lidi balneari, all’aperto o al chiuso». Il divieto decorre dalla data di pubblicazione dell’ordinanza – 13 agosto – fino al 7 settembre, ferme restando tutte le precauzioni anti-Covid statali e regionali prese finora.

Vietato stare in spiaggia, controlli in montagna

Nel Lazio, spiagge blindate su tutto il litorale, che resterà chiuso per l’intera notte di Ferragosto, dalle 21,30 del 14 alle 7 del 15. Spiagge off limits anche ad Agropoli, Modica, Scicli e provincia di Ragusa. Spiagge aperte ma con controlli anti-assembramento nelle Marche, a Civitanova, Porto Recanati e Potenza Picena e niente falò o picnic sul mare di Otranto.

In montagna, i controlli anti-assembramento saranno prevalentemente nei rifugi e in aree verdi molto ambite, in genere, a Ferragosto. Annullati tutti gli eventi a Vercelli, dopo la scoperta di un focolaio di Coronavirus.

Ingressi contingentati nei locali all’aperto

I locali all’aperto possono accogliere i clienti, ma in numero più esiguo. Qualcuno ha deciso di chiudere lo stesso, vista la difficoltà di impedire gli assembramenti e il concreto rischio di multe (il Papeete di Milano Marittima, per esempio, sarà tra coloro che non apriranno la sera di Ferragosto). Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha imposto il numero chiuso alle discoteche all’aperto proprio per fare in modo che non ci sia calca.

In Sardegna, Toscana, Puglia si potrà ballare soltanto a due metri di distanza; i clienti dei locali dovranno fornire i propri dati che resteranno nella disponibilità della discoteca per un paio di settimane, in modo da avere subito informazioni precise e utili per un eventuale tracciamento dei contatti, laddove scoppiassero focolai.

Il Codacons chiede discoteche off limits a Ferragosto

Il Codacons chiede ai prefetti di tutta Italia di intervenire utilizzando i propri poteri per disporre la chiusura coatta di tutte le discoteche presenti sul territorio nelle giornate del 14 e 15 agosto.

«Imporre l’obbligo di mascherina e la distanza minima all’interno delle discoteche è un provvedimento inutile, perché sarebbe impossibile far rispettare le disposizioni, con grave rischio per la salute dei giovani – afferma Carlo Rienzi presidente Codacons -. Il Ferragosto rischia quindi di trasformarsi in un gigantesco focolaio di Coronavirus e non sarà materialmente possibile controllare che all’interno di ogni locale gli avventori rispettino le misure anti-Covid”.

«Per tale motivo – prosegue Rienzi – chiediamo oggi ai prefetti di tutta Italia di avvalersi dei poteri loro riconosciuti dalla legge e disporre la chiusura delle discoteche al chiuso, all’aperto, e in spiaggia, nelle giornate del 14 e 15 agosto, per motivi di ordine pubblico e per tutelare la salute collettiva. Il Codacons avvisa inoltre che, se si registrerà anche un solo caso di contagio presso le discoteche a Ferragosto, l’associazione denuncerà i governatori interessati e i gestori dei locali alle Procure della Repubblica per il reato di epidemia colposa».



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