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Ferragosto, cresce l’allarme incendi

14 Agosto 2020
Ferragosto, cresce l’allarme incendi

Grigliate al mare, in montagna, in campagna e nei parchi: il rischio è quello di roghi accidentali, in una stagione che ha già registrato il 20% di episodi in più. 

Ferragosto, specie quest’anno, per chi non è al mare, vuol dire soprattutto rimpatriate tra amici in campagna e gite fuori porta. Molti gli italiani che hanno scelto di trascorrere questo sabato di festa all’aria aperta, cogliendo l’occasione per una scampagnata.

C’è un problema, però: può aumentare il rischio incendi. È quanto si deduce da un’indagine di Coldiretti/Ixè, che ha provato a restituire una fotografia del Ferragosto 2020, reso così particolare dal Coronavirus (leggi qui per approfondire l’argomento: “Cosa faranno gli italiani a Ferragosto“).

Otto italiani su dieci (81%) organizzeranno grigliate al mare, in montagna, in campagna o nei parchi, per evitare di stare a casa e passare la giornata con gli amici rispettando il distanziamento. Questo potrebbe far crescere il pericolo di roghi accidentali.

«Occorre evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze», raccomanda Coldiretti, per impedire di aggravare il bilancio impietoso di una stagione già rovente.

L’Italia brucia

Anche oggi è stata un’altra giornata letteralmente di fuoco: quindici le richieste di soccorso aereo ricevute dal Centro operativo aereo unificato del dipartimento della Protezione civile, di cui sei dalla Sicilia, tre dalla Campania, due da Lazio, Abruzzo e Calabria.

Ogni anno c’è un fisiologico aumento degli incendi d’estate. Non tanto per la cosiddetta autocombustione, che è praticamente impossibile che si possa verificare, piuttosto per l’intervento umano, doloso o colposo.

Secondo i dati del Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) degli ultimi dieci giorni, in Sardegna gli incendi più consistenti si sono verificati nella provincia di Sassari: bruciati oltre 500 ettari di bosco; danneggiati sugherete, uliveti e macchia mediterranea; allevamenti distrutti e animali morti.

Anche la Sicilia brucia: a Palermo l’incendio più vasto, sul Monte Cofano, dove sono andati in fumo 150 ettari di vegetazione. Molto colpito anche l’Abruzzo, con gli oltre 800 ettari di terreno bruciato all’Aquila, che è solo una parte del terreno andato a fuoco: altri roghi hanno divorato boschi e riserve naturali della regione. Tutti incendi dolosi.

L’estate 2020 è stata una stagione nera. Si registra, finora, il 20% di episodi in più rispetto allo stesso periodo nel 2019, sempre secondo un’analisi di Coldiretti, stavolta su dati Effis. Doloso il 60% degli incendi.

L’importanza delle segnalazioni

«È utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da comportamenti superficiali o, spesso, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva – fa sapere la Protezione civile -. Si può dare una grossa mano segnalando tempestivamente gli incendi al numero di soccorso del corpo nazionale dei vigili del fuoco 115 o, dove attivato, al numero unico di emergenza 112».

«Fornendo informazioni il più possibile precise – spiega la Protezione civile – si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva».

Boschi incustoditi

L’Italia è ricoperta da boschi per più di dieci milioni di ettari della sua superficie, ma molti sono incustoditi: non ci sono agricoltori a gestirli. Un terzo del territorio nazionale, quindi, è a forte rischio anche perché non è sorvegliato.

Coldiretti suggerisci di valorizzare «quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. Un’opportunità viene dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale».

Investire nella prevenzione

«Il messaggio che arriva chiaro è che per contrastare il fenomeno degli incendi bisogna impegnarsi per far convivere le aree naturali con l’uomo – afferma in una nota il Conaf -. A fianco dell’azione delle forze dell’ordine impegnate ad arrestare i delinquenti, l’esperienza di dottori agronomi e forestali porta verso un’unica soluzione: è necessario l’impegno a lungo termine con adeguati investimenti in prevenzione».

Proprio allo scopo di prevenire gli incendi boschivi d’estate, il Conaf ha appena firmato un protocollo con la Protezione civile per una più proficua collaborazione.



1 Commento

  1. Io sono nato in campagna, prima mio padre e adesso io ho 10 ettari di terreno ,non ha mai preso fuoco perche lo puliamo ogni anno, e o notato se non ci sono sterpagli il fuoco non si accende neanche volendo, non capisco perche ci sono terreni incolti sia d’inverno che d’estate, che prendono fuoco con niente, segnalo di fare multe pesanti a chi non Despugliata il proprio terreno. la prevenzione antincendi lo fanno tutti i Comuni ma nessuno le rispetta e nessuno le fa rispettare, mi sembra che gli incendi le vogliano apposta, non capisco il perche i Vigili dei paesi non elevano contravvenzione ai proprietari dei terreni quando entro il 31/ maggio di ogni anno non puliscono i terreni, a un mio vicino che non puliva mai il suo terreno, gli anno fatto € 6000,00 di verbale , ora questo non solo pulisce il suo ma pulisce anche quello comune,. Chiedo Alle Autorita competenti di Rispettare e fare rispettare le Ordinanze . io ho segnalato a una guardia forestale che il terreno vicino al mio e sempre pieno di erba e ogni anno prende fuoco bruciando alberi, vegetazioni e animali selvatiche, anche un cane e morto, la guardia forestale mi a risposto di andare da un avvocato e fare una vertenza al proprietario.Io credo che deve essere l’intervento di Ufficio a prevenire gli incedi . Cordiali saluti

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