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Ferragosto in emergenza

14 Agosto 2020 | Autore:
Ferragosto in emergenza

Obbligo di mascherine anche all’aperto e discoteche chiuse in alcune Regioni; un piano straordinario anti contagi e obblighi per chi rientra dalle vacanze.

È scandito da provvedimenti restrittivi e tormentato dalla ripresa dei contagi: il Ferragosto 2020 si contraddistingue per l’emergenza Covid che, contrariamente alle previsioni, non si è spenta. I contagi stanno risalendo in modo preoccupante, i nuovi positivi oggi sono 574 (168 in più rispetto a ieri) e fanno salire il totale delle infezioni a 14.249.

Situazione in peggioramento

Secondo l’ultimo report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute,  adesso «l’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento». La trasmissione del virus risulta «diffusa su tutto il territorio nazionale e provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri (anche al rientro dopo periodi di vacanza in Paesi a più elevata circolazione virale)».

Il valore dell’indice di trasmissione Rt negli ultimi giorni è superiore ad 1 – il livello di allarme – in nove Regioni italiane e ci sono 925 focolai attivi in Italia, «in aumento per la seconda settimana consecutiva», mentre l’età media dei nuovi contagi si è abbassata ed è «ormai intorno ai 40 anni».

Possibili nuovi lockdown

Alla luce di questo andamento, il Comitato tecnico-scientifico, che supporta il Governo nelle decisioni sulle misure di contenimento da adottare, afferma che, se i contagi continueranno a salire, i nuovi lockdown saranno inevitabili anche se saranno circoscritti a livello locale, nei territori dove è più alto il pericolo di infezioni.

Il Governo ha già predisposto un piano per la seconda ondata che prevede quattro possibili scenari di evoluzione della pandemia di Covid-19 sul territorio italiano, ipotizzando anche nuove chiusure delle attività commerciali e produttive nelle zone a più alta densità di focolai.

«L’estate non ci aiuta, il virus non è cambiato. Penso che i casi registrati fra luglio e agosto rappresentino l’innesco di una seconda ondata», dice l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, che avverte: «Le onde di oggi sono una mareggiata; se siamo bravi a contenerle, non svilupperanno lo tsunami».

Nuove misure restrittive 

Per questo le autorità si sono mosse in anticipo: le misure di contenimento varate il 10 agosto con l’ultimo Dpcm non solo sono confermate, ma addirittura incrementate con nuove ordinanze emesse dalle Regioni a livello locale (leggi “Ferragosto: cosa si può fare regione per regione“): obbligo di mascherina anche all’aperto e discoteche chiuse con divieto di balli anche negli spazi aperti, compresi i lidi balneari, come in Calabria, oppure limitazioni rigide, come in Emilia Romagna ed in Veneto, dove la capienza dei locali è stata ridotta al 50% e la mascherina va indossata anche mentre si balla.

Discoteche e movida nel mirino

E il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, preannuncia una prossima stretta sui locali notturni e discoteche per contrastare la «movida selvaggia», che coinvolge soprattutto i giovani e vede in molti luoghi il mancato rispetto del distanziamento, del divieto di assembramenti e dell’obbligo di indossare le mascherine.

«Tenere le discoteche e le sale da ballo aperte è un serio rischio», affermano fonti di Governo alla nostra agenzia stampa Adnkronos. Ora il ministro della Salute potrebbe riconvocare i presidenti delle Regioni in videoconferenza per invitarli a chiudere queste attività, sulla base della situazione epidemiologica e ferma restando l’autonomia decisionale di ciascuna Regione.

Controlli per chi rientra dalle vacanze

Problemi anche per chi trascorre le vacanze all’estero: il ministero della Salute ha stabilito chi rientra da Spagna, Grecia, Malta dovrà sottoporsi a test obbligatori mediante tampone e, nel frattempo, sottoporsi a isolamento fiduciario nella propria abitazione (leggi la nuova ordinanza ministeriale sui rientri), ma è già caos nei porti e aeroporti, dove i test rapidi non sono ancora disponibili.



1 Commento

  1. bisogna far si che gli ospedali funzionano perche si devono fare le visite di controllo, e che gli appuntamenti non sino lunghi , perche altrimenti non si muore di virus ma si muore di altre patologie.

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