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No a false separazioni dal matrimonio: la banca revoca il trasferimento dell’immobile

15 Novembre 2013
No a false separazioni dal matrimonio: la banca revoca il trasferimento dell’immobile

Revocatoria possibile anche dopo la separazione consensuale tra i coniugi, se la cessione dell’immobile a titolo di mantenimento dell’ex coniuge è solo un pretesto per frodare i creditori. 

 

No alle separazioni tra coniugi studiate “ad arte” solo per frodare i creditori di uno dei due: in tali casi, il rischio per la coppia è di subire un’azione revocatoria.

Con una recente sentenza, il tribunale di Reggio Emilia [1] ha affrontato il delicato tema delle separazioni consensuali di comodo e ne è uscito un precedente davvero interessante.

Il caso è un esempio tipico di “raggiro” ai danni dei creditori sempre più spesso messo a punto negli ultimi tempi di crisi. La coppia si separa consensualmente in tribunale; poi lui, sopraffatto dai debiti, trasferisce a lei la casa di proprietà a titolo di mantenimento.

Ma la coppia continua a vivere nella stessa dimora anche dopo la separazione e lei è pienamente consapevole delle difficoltà economiche del marito, per cui ha “partecipato” attivamente al suo intento fraudolento.

Ebbene, in questi casi – afferma il tribunale emiliano – ci sono tutti gli estremi per far revocare il trasferimento dell’immobile, così che su di esso i creditori possano soddisfarsi, dopo averlo messo all’asta.

Sono, infatti, presenti tutte le condizioni per esercitare la cosiddetta “azione revocatoria”, ossia: un pericolo di danno per i creditori, l’esistenza di un’operazione studiata a tavolino per sottrarre i beni ai creditori predetti e, infine, la consapevolezza, da parte del terzo (la moglie), divenuto nuovo proprietario della casa, del pregiudizio arrecato ai creditori.

Così, se il creditore è, per esempio, la banca o la finanziaria, esso non avrà gran difficoltà a ottenere una sentenza del tribunale che revochi del trasferimento dell’immobile dall’uno all’altro coniuge, potendolo così pignorare e porlo ad esecuzione forzata.


note

[1] Trib. Reggio Emilia, sent. n. 1672/2013.


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