Auto aziendali: cambia la tassazione

15 Agosto 2020 | Autore:
Auto aziendali: cambia la tassazione

Le imposte legate alle emissioni di CO2 vengono calcolate solo per i veicoli immatricolati dal 1° luglio 2020. Ecco che succede negli altri casi.

L’Agenzia delle Entrate cambia il modo di tassare le auto aziendali concesse come fringe benefit a dipendenti o dirigenti. Secondo una risoluzione appena pubblicata, l’aggancio ai valori di emissione di CO2 e la relativa valorizzazione forfetaria si applicano solo ai veicoli di nuova immatricolazione dal 1° luglio 2020.

In pratica, la legge di Bilancio 2020 modifica la percentuale di concorrenza al reddito di lavoro dipendente imponibile (ai fini fiscali e contributivi) per i veicoli aziendali e ciclomotori di nuova immatricolazione concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere da quella data (e non dall’entrata in vigore della legge stessa), differenziandolo in funzione dell’emissione di Co2.

Riguardo l’assegnazione, secondo l’Agenzia occorre far riferimento al momento della sottoscrizione dell’atto di assegnazione da parte del datore di lavoro e del dipendente. Dopodiché, il calcolo del benefit secondo le nuove regole andrà valutato anche alla luce del principio di cassa. Affinché la nuova formulazione della norma venga applicata, tale assegnazione deve decorrere sempre dal 1° luglio 2020. Per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020, resta in vigore la vecchia norma per tutta la durata del contratto.

L’Agenzia stabilisce, infine, che per il calcolo del benefit in caso di assegnazione in uso promiscuo successiva al 1° luglio 2020 di un veicolo immatricolato prima di tale data non si potrà far riferimento ai criteri forfetari.

In quest’ultima ipotesi, spiega questa mattina il quotidiano Il Sole 24Ore, non potendosi applicare né la disciplina previgente (in quanto l’assegnazione non era in corso al 30 giugno 2020) né quella nuova (il veicolo era già immatricolato al 30 giugno 2020) si dovrà operare un calcolo che consenta di valorizzare il benefit per la sola parte riferibile all’uso privato, scorporando quindi dal suo valore normale, l’utilizzo nell’interesse del datore di lavoro.

Il quotidiano di Confindustria pone anche l’esempio di un contratto di concessione in uso promiscuo di un’auto immatricolata il 10 gennaio 2020 e assegnata il 15 luglio 2020. In questo caso, poiché il contratto è successivo al 1° luglio ma l’immatricolazione è antecedente, il calcolo del benefit non potrà essere forfetario ma si dovranno scorporare dal valore normale i costi sostenuti dal dipendente nell’esclusivo interesse del datore di lavoro.



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