Diritto e Fisco | Articoli

Medico in visita domiciliare: può contestare una multa?

18 Ottobre 2020 | Autore:
Medico in visita domiciliare: può contestare una multa?

Stato di necessità e adempimento di un dovere: il medico può chiedere l’annullamento della multa se si sta recando dal paziente?

Il medico non si limita a effettuare visite nel suo ambulatorio, ma anche a provvedere alle visite a domicilio nei casi in cui è necessario, come ad esempio quando il paziente è intrasportabile per via della patologia di cui soffre. In ipotesi del genere, può succedere che il dottore, nella fretta di recarsi dal paziente, infranga alcune norme del codice della strada: ad esempio, superi i limiti di velocità oppure parcheggi in divieto di sosta. In casi del genere, il medico in visita domiciliare può contestare la multa?

Sicuramente possiamo sin d’ora affermare che il medico che si rechi dal paziente non è, di per sé, legittimato a infrangere il codice della strada. In altre parole, il dottore che va a casa del malato non è esonerato dal rispettare la legge, in primis quella derivante dalle norme stradali. Se così fosse, ogni persona esercente una professione sanitaria potrebbe giustificare i propri comportamenti illeciti.

Tuttavia, come ti spiegherò di qui ad un istante, nel nostro ordinamento giuridico esistono alcune cause di giustificazione al ricorrere delle quali non è possibile procedere con l’irrogazione della sanzione prevista dalla legge. Insomma: il medico potrebbe essere giustificato da un particolare stato di necessità, cioè dall’urgenza che aveva di effettuare la visita. Vediamo quando il medico può infrangere la legge adducendo i propri impegni come giustificazione.

Multa: quando si può contestare?

Una multa stradale può essere contestata per diverse ragioni. Affinché una sanzione sia valida occorre infatti che rispetti determinati requisisti, di sostanza e di forma. Vediamo quali sono i principali e, di conseguenza, per quali motivi è possibile contestare una multa stradale.

Vizi formali della multa: quali sono?

I vizi di forma della multa sono quelli che riguardano il modo in cui è effettuata la contestazione. In altri termini, i vizi formali sono quelli che si evincono immediatamente dal verbale, il quale è stato redatto in maniera sbagliata dall’organo accertatore.

Si pensi ad una multa che non riporta la norma del codice della strada violata, che manchi della sottoscrizione dell’agente accertatore, che non indichi o indichi in maniera errata la targa del veicolo, oppure ancora che non riporti le modalità per il pagamento o per fare ricorso. Non a caso, per evitare di incorrere in questa tipologia di errori, i verbali consistono in modelli prestampati da riempire.

Non ogni vizio formale è idoneo ad invalidare la multa: lo è solamente quando dall’errore derivi una conseguenza importante, come ad esempio l’impossibilità di identificare il veicolo oppure il trasgressore. Ad esempio, l’errata indicazione della data di nascita del trasgressore diventa irrilevante se lo stesso è identificabile attraverso le altre indicazioni riportate nel verbale.

Vizi sostanziali della multa: quali sono?

I vizi sostanziali, invece, sono quelli che riguardano le modalità del fatto, cioè come è avvenuta la violazione: ad esempio, l’agente accertatore scrive che il parcheggio è avvenuto fuori le strisce, ma risulta evidente, anche per via della presenza di testimoni, che non è così.

I vizi di sostanza della multa sono dunque quelli che riguardano l’infrazione in sé per sé. È qui che entrano in gioco le cause di giustificazione che il medico in visita domiciliare può addurre per contestare la multa.

Per questi vizi, più difficili da dimostrare, è preferibile il ricorso al giudice di pace anziché al prefetto: innanzi all’autorità giudiziaria, infatti, è possibile portare prove più incisive, come ad esempio la testimonianza di persone che hanno assistito al fatto.

Medico in visita domiciliare: può violare il codice stradale?

La legge è uguale per tutti; perciò, anche il medico che effettua una visita domiciliare al di fuori del proprio ambulatorio è tenuto a rispettare le norme che devono osservare tutti i cittadini, non ultime quelle contenute nel codice della strada.

Dunque, al medico che viola i limiti di velocità oppure che parcheggia in doppia fila va fatta la multa, come a tutti.

Esistono tuttavia delle eccezioni. Il medico, infatti, garantendo un servizio di pubblica necessità, potrebbe in alcuni casi essere legittimato a derogare ad alcune norme. Ciò accade quando ricorre un’emergenza o uno stato di necessità: si pensi al paziente che chiama disperato dicendo di essere in fin di vita. Il medico, allertato dalla telefonata, corre a casa del malato senza tener conto della segnaletica stradale. In questi casi, scatta comunque la multa? Vediamo cosa dice la legge.

Cause di esclusione della responsabilità: quali sono?

Secondo la legge [1], non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

Dunque, la legge contempla delle vere e proprie cause di giustificazione al ricorrere delle quali colui che ha infranto la legge non può essere punito.

Nel caso del medico in visita domiciliare potrebbero essere invocata tanto la causa dell’adempimento di un dovere quanto quella di stato di necessità. Vediamo se il medico può davvero contestare una multa per tali ragioni.

Medico: può contestare la multa per adempimento del dovere?

Un medico in visita domiciliare potrebbe contestare una multa eccependo, davanti al giudice di pace o al prefetto, la causa di giustificazione rappresentata dall’adempimento di un dovere. Facciamo un esempio.

Tizio, medico, giunge trafelato con la propria auto sotto l’abitazione del suo paziente. Non sapendo dove parcheggiare e temendo di perdere istanti preziosi, lascia l’auto in divieto di sosta.

In un caso del genere, il medico in visita domiciliare può contestare la multa perché sta adempiendo a un dovere a cui non può sottrarsi? La risposta è negativa.

Perché una condotta normalmente illecita possa essere giustificata dall’adempimento del dovere occorre che essa sia la diretta e inevitabile conseguenza di questo dovere.

Ad esempio, rappresenta un adempimento del dovere che scrimina la condotta altrimenti illecita quello del poliziotto che arresta in flagranza di reato una persona, oppure il carabiniere che, obbedendo all’ordine di infiltrarsi in una banda di spacciatori, si metta a vendere droga.

Nel caso del medico in visita domiciliare che prende una multa per violazione del codice della strada, il dovere poteva essere adempiuto anche rispettando le norme stradali. In altre parole, il proprio dovere non imponeva necessariamente al medico di violare le leggi della strada, bensì di prestare soccorso al malato.

Ecco perché è molto difficile (se non impossibile) che un medico in visita domiciliare possa contestare una multa per adempimento di un dovere. Diverso è invece il caso dello stato di necessità.

Medico: può contestare la multa per stato di necessità?

Il medico in visita domiciliare potrebbe contestare una multa stradale per stato di necessità.

Secondo la giurisprudenza [2], ricorre l’esimente dello stato di necessità, idonea a scriminare la condotta d’infrazione al codice della strada, nell’ipotesi in cui il trasgressore, operatore sanitario con competenze specifiche nell’occasione della intervenuta contestazione, sia stato chiamato urgentemente in una visita domiciliare e, per questo, stante la mancanza di altri spazi di sosta disponibili in zona, costretto a parcheggiare l’autovettura in un’area vietata.

In pratica, i giudici hanno giustificato il parcheggio in zona vietata del medico chiamato a effettuare una visita domiciliare d’urgenza, ricorrendo in un caso del genere lo stato di necessità. Approfondiamo questo aspetto.

Stato di necessità: quando giustifica l’infrazione?

Lo stato di necessità quale causa di giustificazione nel caso di infrazione alle norme del codice della strada è stato applicato dalla giurisprudenza anche nei casi in cui il trasgressore non sia un medico. Ciò è accaduto soprattutto in tema di superamento dei limiti di velocità.

In pratica, il principio è il seguente: se il limite di velocità non viene rispettato perché c’è il bisogno urgente di prestare soccorso ad una persona, oppure di mettere sé stesso in salvo, allora la multa per eccesso di velocità dovrà essere annullata. Ma cos’è lo stato di necessità?

Secondo il codice civile [3], non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, quando il pericolo non è da lui volontariamente causato, né è altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Secondo questo principio, anche se si viola la legge o si commette un illecito, non è punibile l’autore del fatto quando la sua condotta è giustificata dalla volontà di salvare se stesso oppure un’altra persona.

In applicazione di questo principio, i giudici [4] hanno annullato la multa per eccesso di velocità comminata al padre che stava correndo in auto per raggiungere la farmacia più vicina al fine di somministrare alla figlioletta che era con lui i farmaci necessari a scongiurare la crisi respiratoria in atto.

Nello stesso senso si è espressa anche la Corte di Cassazione [5], annullando la multa per eccesso di velocità irrogata al genitore che non rispettava i limiti poiché il piccolo figlio che era con sé non stava bene.

Sempre la Corte di Cassazione, con altra sentenza [6], ha ricordato che lo stato di necessità giustifica il superamento dei limiti di velocità solamente se è in corso una patologia grave: nel caso di specie, la Corte ha rigettato il ricorso dell’automobilista che, in preda ai dolori di una colica dovuta da piccoli calcoli renali, aveva di molto superato i limiti (l’automobilista procedeva a 140 km/h laddove il limite era 70) pur di giungere il prima possibile l’ospedale.

Medico: può contestare la multa per stato di necessità?

In breve, è possibile che il medico possa contestare la multa giustificandosi con lo stato di necessità, purché dimostri che:

  • sussisteva effettivamente un’estrema urgenza di recarsi al domicilio del paziente, il quale rischiava una grave compromissione del proprio stato di salute;
  • la violazione al codice della strada si è resa necessaria per giungere in tempo presso il malato, nel senso che, se si fosse rispettato appieno il codice della strada, ne sarebbe risultata pregiudicata la salute del paziente;
  • non sussisteva un rischio per l’incolumità di terze persone. Non è giustificabile, ad esempio, la condotta del medico che corre all’impazzata in direzione del domicilio del paziente, col rischio di mettere sotto i pedoni, per quanto gravi possano essere state le condizioni di salute del malato.

note

[1] Art. 4, l. n. 689/81.

[2] Giudice di pace Taranto, sentenza del 15/02/2012.

[3] Art. 2045 cod. civ.

[4] Giudice di Pace di Macerata, sent. n. 745/2018.

[5] Cass., ord. n. 30878 del 29.11.2018.

[6] Cass., sent. n. 20121 del 24.09.2014.

Autore immagine: Depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube