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Dipendenza da Internet

18 Agosto 2020 | Autore:
Dipendenza da Internet

Sintomi, cause, cura e conseguenze legate all’abuso di Internet. Cosa rischia il dipendente che trascorre le ore di lavoro sul web per motivi personali?

Hai mai sentito parlare della dipendenza da Internet? A seguito dell’innovazione tecnologica, con l’avvento di Internet, dei social network e delle app di messaggistica istantanea, siamo perennemente e costantemente connessi. Ogni giorno, entriamo in contatto con migliaia di persone per ragioni lavorative, per motivi personali, per questioni di studio o, semplicemente, per socializzare. Alzi la mano chi non ha almeno un profilo sui social network più gettonati. Non c’è alcun dubbio che, tanto gli adulti quanto gli adolescenti, ad oggi, hanno scaricato sul proprio smartphone almeno una delle seguenti applicazioni: Facebook, Instagram, Twitter, WhatsApp, Telegram.

Internet ci consente di comunicare con ogni angolo della Terra e rimanere in contatto con i nostri cari, anche a centinaia di chilometri. Le distanze si accorciano e noi possiamo comunicare e scambiare informazioni e files nel giro di pochi secondi, senza dover aspettare l’arrivo del piccione viaggiatore. Ma, come tutte le cose, bisogna fare attenzione all’uso che se ne fa di Internet ed ai tempi che si dedicano al suo utilizzo. L’abuso può sollevare problemi di una certa portata. L’eccessivo uso di Internet può creare dipendenza. Questa condizione viene associata anche ai disturbi del controllo degli impulsi come il gioco d’azzardo patologico. Ovviamente, parliamo di conseguenze differenti, ma il meccanismo che si innesca nel cervello è piuttosto simile. Come mai? Devi sapere che le emozioni negative, lo stato d’ansia o gli stati di crescente tensione provengono da un senso di piacere, di soddisfazione o di rilassamento attraverso l’uso e l’abuso di Internet.

Per farti capire meglio, ti indicherò alcuni segnali a cui fare attenzione; campanelli d’allarme che ti consentiranno di comprendere se l’uso che fai di Internet supera le soglie di normalità oppure rischia di sfociare in una vera e propria dipendenza.

Avverti l’esigenza di aumentare il tempo in cui sei collegato ad Internet? Se sei costretto a limitare l’uso di Internet, avverti una certa irritabilità o instabilità emotiva? Magari trascorri online più tempo del dovuto, mettendo a repentaglio lavoro o relazioni personali importanti. Tendi ad estraniarti, trascurando gli impegni lavorativi e gli oneri domestici. Menti ai tuoi cari a proposito del tempo che passi su Internet. Quando ti senti triste e solo, usi Internet per colmare i vuoti che avverti nella tua vita e come strumento di regolazione delle emozioni negative. Quando non si sei connesso, hai attacchi di panico, ansia, depressione e sintomi d’astinenza.

Se ti rispecchi in questo quadro, con molta probabilità, la tua è una dipendenza da Internet. Si tratta di una problematica ancora in via di definizione che corrisponde all’uso eccessivo della rete associato ad atteggiamenti irritabili e all’insorgenza di un umore negativo nel momento in cui si è costretti a limitarne l’uso o se ne è privati. Lo stato psicologico, l’attività scolastica, la prestazione lavorativa e/o le interazioni sociali di chi è dipendente da Internet vengono danneggiate dall’uso eccessivo, intensivo e ossessivo che se ne fa sotto varie forme: a partire dalla navigazione sui social, alla visualizzazione di filmati e serie tv, fino ai giochi online.

Come uscire dalla dipendenza da Internet? È consigliabile rivolgersi ad un bravo professionista e richiedere un intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale.

Se desideri avere maggiori informazioni sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. Dopo averti parlato dei sintomi, delle cause e della cura della dipendenza da Internet, ti spiegherò quali sono le conseguenze a cui rischia di andare incontro il dipendente che trascorre l’orario lavorativo sui social, e su Internet in generale, piuttosto che eseguire le sue mansioni. Ma procediamo con ordine.

I sintomi della dipendenza da Internet

La dipendenza da Internet è un disturbo collegato al controllo degli impulsi. Chi ne soffre, arriva a fare un uso smodato e patologico di computer, tablet o cellulari dotati di connessione alla rete. Con il passare del tempo, la persona viene assorbita totalmente da Internet. Questo comportamento può avere conseguenze drastiche sul proprio stile di vita ed interferire con le normali azioni quotidiane.

Il medico Ivan Goldberg ha definito quali sono i sintomi tipici della dipendenza da Internet ed ha coniato l’espressione “Internet Addiction Disorder” (IAD).

Tra i campanelli d’allarme della dipendenza da Internet rientrano:

  • il bisogno di trascorrere sempre più tempo sul web;
  • l’esigenza di connettersi sempre più spesso;
  • la percezione alterata del tempo;
  • la difficoltà del sonno;
  • la tendenza a sostituire il mondo reale con quello virtuale;
  • la presenza di sentimenti negativi come l’inadeguatezza, l’insicurezza, la bassa autostima;
  • la marcata riduzione dell’interesse per ogni altra attività che non abbia a che fare con l’uso di Internet;
  • le modificazioni a carico dell’umore: sintomi depressivi e ansiosi, agitazione, pensieri ossessivi o sogni su quello che sta accadendo in rete, in caso di riduzione o di interruzione della connessione a Internet;
  • la perdita o la riduzione delle relazioni interpersonali;
  • l’insorgenza di problemi familiari, coniugali, scolastici e/o lavorativi legati all’uso e all’abuso di Internet;
  • l’incapacità di interrompere o di tenere sotto controllo l’uso di Internet nonostante la consapevolezza di aver sviluppato dei problemi di ordine sociale, psicologico e fisico;
  • la comparsa di conseguenze fisiche come: tunnel carpale, dolori diffusi al collo e alla schiena, problemi alla vista. Si tratta di conseguenze derivanti dal protrarsi di lunghi periodi di attività in rete in posizioni scorrette e di inattività fisica.

Dipendenza da Internet: caratteristiche

La dipendenza da Internet presenta alcune caratteristiche riscontrabili anche nella dipendenza da sostanze, vale a dire:

  • la dominanza: l’attività domina i pensieri ed i comportamenti dell’individuo; assume un valore primario tra i suoi interessi;
  • le alterazioni del tono dell’umore: l’individuo avverte un aumento d’eccitazione o una maggiore rilassatezza come diretta conseguenza dell’incontro con l’oggetto della dipendenza;
  • i sintomi di astinenza: subentra un malessere psichico e/o fisico che si manifesta quando si interrompe o si riduce il comportamento;
  • i conflitti inter-personali tra l’individuo e chi gli è vicino;
  • i conflitti intra-personali interni a se stesso, a causa del comportamento dipendente;
  • la ricaduta: la tendenza a riprendere l’attività dopo averla interrotta.

Dipendenza da Internet: quali sono i soggetti maggiormente colpiti?

Secondo la comunità scientifica, non esiste un profilo caratteriale più vulnerabile che può sviluppare maggiormente una dipendenza da internet rispetto ad un altro soggetto. In ogni caso, è molto elevata la probabilità che questo disturbo si manifesti tra:

Come si manifesta la dipendenza da Internet?

Solitamente, la dipendenza da Internet si manifesta nelle persone che fanno un uso della rete collegato alle attività ricreative, come chat, videogiochi, shopping, visione di video; mentre, sono meno a rischio di sviluppare questa dipendenza coloro che ne fanno un uso strumentale, legato alla ricerca di informazioni e alla corrispondenza elettronica.

In particolare, la dipendenza da Internet può assumere varie forme come:

  • cyber-sex addiction e cyber-relational addiction: la tendenza ad instaurare relazioni amicali o amorose con persone conosciute online;
  • net compulsions: comportamenti compulsivi come il gioco d’azzardo, le aste on-line; il commercio in rete;
  • computer addiction: coinvolgimento in giochi virtuali in cui il soggetto partecipa costruendosi un’identità fittizia;
  • information overload: la ricerca di informazioni sul web.

Dipendenza da Internet e fenomeno Hikikomori

Sempre più diffuso tra gli adolescenti, il cosiddetto fenomeno Hikikomori comporta l’isolamento e l’esclusione dal mondo esterno. Sono numerosi i giovani che preferiscono trascorrere il proprio tempo nelle loro stanze in solitudine e spendere i loro pomeriggi e le loro serate sul web piuttosto che uscire in compagnia di amici e parenti. I ragazzi arrivano a sostituire la vita reale con quella virtuale, passando ore ed ore su Internet, rintanandosi “al sicuro” dai giudizi altrui nelle loro camerette, dietro lo schermo di un pc, uno smartphone e/o di un tablet.

Questo fenomeno è associato alla dipendenza da Internet, ma si differenzia per l’egosintonicità. Cosa significa? L’individuo si sente in sintonia con i propri sintomi, pertanto non prova alcun disagio. In più, ritiene che questi segnali siano legati alla sua personalità. Inoltre, la dipendenza è secondaria rispetto al ritiro sociale.

Dipendenza da Internet: come si cura?

La cura della dipendenza da Internet passa attraverso un intervento psicoterapeutico di tipo cognitivo comportamentale. L’intento è arrivare a ridurre gradualmente il comportamento di dipendenza. Al tempo stesso, questo approccio terapeutico consente di individuare alcuni comportamenti alternativi, gratificanti e soddisfacenti, in grado di sostituirlo. In ultimo, questo tipo di intervento mira a far superare le eventuali difficoltà socio-relazionali del soggetto.

Internet e licenziamento

Ormai, l’eccessivo uso di Internet è dilagato anche nel mondo del lavoro. La giurisprudenza si è interrogata sulla possibilità di licenziamento del dipendente che si collega alla rete, anziché eseguire le sue mansioni. Le domande a cui rispondere sono numerose. Quanto tempo può trascorrere su Internet il dipendente durante l’orario di lavoro? Può essere licenziato il lavoratore che naviga su Internet per motivi personali mentre si trova sul posto di lavoro? In molti casi, i lavoratori sono stati licenziati per queste ragioni.

Se durante l’orario di lavoro, il dipendente si dedica ad altre attività (come chattare, fare acquisti online, giocare, controllare il meteo, prenotare un viaggio o una notte in hotel, navigare sui social network), risulta inadempiente all’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa. Ovviamente, il dipendente è retribuito per lavorare e non per passare il tempo, che andrebbe dedicato al lavoro, su Internet per ragioni personali. Quindi, in questi casi, il lavoratore commette un illecito disciplinare.

Generalmente, all’esito del procedimento disciplinare, nel decidere la sanzione da applicare, il datore di lavoro deve scegliere quella proporzionata alla gravità dell’infrazione commessa. Un conto è dare una sbirciata ai social 5 minuti al giorno, cosa ben diversa è trascorrere ore ed ore sulla rete per finalità extralavorative.

Pertanto, il datore di lavoro potrà valutare se limitarsi al semplice richiamo nei confronti del dipendente oppure arrivare al licenziamento per giusta causa qualora l’illecito assuma connotati di gravità tali da far venir meno quel vincolo fiduciario indispensabile che intercorre tra datore di lavoro e dipendente, rendendo così impossibile la prosecuzione (anche solo temporanea) del rapporto lavorativo.



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17 Commenti

  1. Molto interessante. Non sapevo che si trattasse di una vera dipendenza. Purtroppo, i ragazzi di oggi trascorrono le loro giornate attaccati sullo schermo di un cellulare a controllare in continuazioni chi ha visualizzato le stories, chi ha messo il like alle foto o ai post. E’ un’ossessione. Si perde la cognizione del tempo stando incollati a questi telefoni di ultima generazione che ormai ti consentono di fare di tutto

  2. Io uso Internet ed i social, ma con moderazione. Quando sono in compagnia non prendo quasi mai il telefono, se non per scattare qualche foto ricordo e immortalare bei momenti, ma non sto a chattare o a controllare i social. Mi sembra una mancanza di rispetto verso le persone che sono in mia compagnia

  3. Sapete quante coppie vedo che escono fuori a cena e alla fine si calcolano poco? Cioè due innamorati, magari anche giovani, anziché scambiarsi sguardi e sorrisi, hanno gli occhi puntati sul cellulare e non comunicano fra loro. Ma vi pare cosa? Se dovete trascorrere il tempo così tanto vale che ognuno se ne stia a casa propria

  4. Un mio vecchio collega trascorreva un sacco di tempo in rete a chattare, postare sciocchezze sul suo profilo. Come me ne accorgevo? Immaginerete che anch’io per saperlo stavo sui social. Ebbene, io sì stavo sui social, ma per lavoro perché mi occupavo di questo aspetto nell’impresa e curavo le pagine social e puntualmente spuntavano fuori le sue cretinate poco professionali sul suo profilo personale che, inoltre, era aperto al pubblico e potevano vederle tutti. Ma io mi sono sempre chiesta: la gente che ha la fortuna di avere un lavoro e si comporta così, si rende conto che manca di rispetto al suo datore di lavoro (oltre che creargli un danno), ai suoi colleghi (che poveri fessi lavorano) e a tutte quelle persone che vorrebbero stare al posto di chi si intasca uno stipendio senza far nulla. Alla fine, il datore di lavoro ha pensato bene di licenziarlo perché non si trattava di qualche minuto, ma di metà dell’orario di lavoro trascorso sul web inutilmente

  5. Il mio ex fidanzato era diventato davvero dipendente da Internet. Tutto ruotava intorno a Instagram. Scorreva tra i post, guardava le storie degli altri, aggiungeva gente sconosciuta e poi si inventava sketch divertenti perché doveva postarli su Ig e accaparrarsi i like che gli aumentavano l’autostima. Posso capire ogni tanto, vuoi fare il gioco e ci sta. Non sto qui a fare la rompiscatole antisocial, ma vi giuro che era stressante, un continuo. Quasi quasi preferiva attaccarsi al cellulare, piuttosto che parlare con me. Così poi con tutto l’amore del mondo, non ho più sopportato questa situazione. Lui ha provato a recuperare, ma non è servito a nulla. Ormai, mi era caduto dal cuore. Non potevo mica stare dietro ad un fissato e ad un eterno Peter Pan

  6. C’è chi compromette relazioni importanti e lavoro per stare sul web. Ci sono persone che si chiudono in camera per giorni per seguire le serie tv ed escono dalla stanza solo per i bisogni fisiologici. Questa è una fissazione esagerata. Si immergono nelle serie e finita una attaccano a seguirne un’altra. Sempre in streaming sul pc. E allora queste persone preferiscono guardare le serie anziché uscire con gli amici e vivere le vita reale

  7. Io uso Internet solo per lavoro, per informarmi sulle notizie che circolano sulla rete e per trovare ricette da cucinare in famiglia. Stop. Forse, sono una delle poche persone che non ha tutti questi social. Neppure Facebook. Non vi va di stare su Internet. Preferisco dedicarmi alla mia famiglia quando non lavoro e socializzare con le persone dal vivo, non virtualmente. Certo, quando i miei figli sono lontani ci sentiamo con le videochiamate su WhatsApp, ma nient’altro. Bisognerebbe dare più importanza alle relazioni umane e non virtuali

  8. C’è un’applicazione che ti dice quanto tempo trascorri sul cellulare. Ovviamente, chi ha davvero tanti impegni non sta a perdere tempo su chat, siti vari e altro, ma si concentra su quello che deve fare. La gente trascorre tanto di quel tempo online ed è per questo che spesso sento dire che 24 ore non bastano per fare tutto. Ma cosa dovete fare se il 50% del vostro tempo state a guardare la tv e a perdere la vostra vita sulla rete?!

  9. Ci sono giovani e adulti che non hanno altri pensieri se non quelli di connettersi e iniziare la giornata con un post, una storia oppure sbirciando cosa fanno gli altri sui social. E poi sento sparlare della gente da chi alla fine sta più tempo di chi critica su Internet. Ma queste persone dovrebbero farsi un esame di coscienza, capire che la vita non è su Internet e dedicare più tempo a chi dice di amare e di volere bene, perché non ha senso sentirsi sul cellulare in continuazione e poi declinare gli inviti di persona. Perché? Perché magari ha arretrato i suoi impegni per stare sul web e alla fine deve recuperare i doveri e non può avere relazioni interpersonali

  10. Ho conosciuto un ragazzo ossessivamente fissato con l’uso di internet. Cioè, posta qualsiasi cosa, sta sempre a fare foto, condivide sempre sciocchezze, manco fosse un influencer. Ma secondo me Internet ha dato alla testa a molte persone. Che poi mi chiedo come diamine fanno a condurre questa vita se poi devono studiare o lavorare? Cioè questi soggetti dicono di essere sempre impegnati e poi se scorri tra post e storie la sera vedi che hanno condiviso qualcosa ogni tot di ore. Mah

  11. Una tipa che stavo frequentando di persona mi ha fatto una bell’impressione, abbiamo parlato per poco e poi nel corso della festa di amici vedevo che a volte spariva…mi chiedevo che fine avesse fatto ogni volta. Poi, a fine serata mi ha lasciato i suoi contatti social e sono andato a sbirciare sui suoi profili. Praticamente, ogni volta che si assentava era perché doveva spararsi il selfie e postarlo. Inizialmente, ho pensato fosse giusto quella serata perché magari la location si prestava alle foto. Poi, siamo usciti un’altra volta e mi ha chiesto di farle mille foto. Voi, immaginate che soprattutto all’inizio uno cerca di essere disponibile, carino. Ma vi giuro che dopo le prime 40 foto, me ne sarei voluto scappare. Poi, non volevo fermarmi alle prime due impressioni, quindi ho pensato di continuare a sentirla. Ma ve lo giuro, per quanto bella, era altrettanto sciocca. la classica ragazza senza contenuti che pensa solo all’apparenza. E secondo me lei è davvero dipendente da internet. Ho provato in modo gentile a dirle di lasciare il telefono e lei era una iena dopo averglielo ripetuto… E poi, che dovevo fare…ci ho lasciato stare. mi ero seccato.

  12. Con questa pandemia, molte persone hanno iniziato a trascorrere sempre più tempo sullo smartphone e sui social. Io uso i social network principalmente per lavoro. Preferisco fare una telefonata o inviare un messaggio giusto per organizzare un’uscita. Certo, visto che a causa del Covid, tutto si è ridotto ai contatti telefonici, nel tempo libero resto connesso ma dedico davvero pochissimo tempo e posto solo il minimo indispensabile in rare occasioni.

  13. Prima, farsi le foto e postare continuamente era un’abitudine prettamente femminile, diciamolo. Noi maschietti trascorrevamo più tempo sui social per altro. Ora, vedo sempre più ragazzi e uomini che fanno storie e postano foto in posa. Sono davvero ridicoli

  14. La dipendenza da Internet è diventata incontrollabile nella nostra società. Ormai, molti dedicano più tempo alle relazioni virtuali piuttosto che a quelle reali. Finiremo come tanti automi a camminare per le strade, senza accorgerci di quel che succede attorno a noi e questo è davvero triste. Il quadro descritto in questo articolo è la perfetta esposizione di ciò che si verifica al giorno d’oggi e noi possiamo opporci a questa dipendenza facendoci aiutare da chi ha esperienza e da chi può farci uscire da questo tunnel

  15. Molto interessante anche il riferimento all’aspetto giuridico del lavoro. Io credo che la gente debba comprendere meglio quale significato intende attribuire ai social e all’uso quotidiano che può farne entro certi limiti affinché non condizioni la propria vita personale e lavorative

  16. Un ritratto puntuale sulla situazione attuale che stanno vivendo tanti miei coetanei. Lo vedo con i miei amici che sono perennemente al cellulare e come ebeti scorrono tra le notifiche, i post nella home e il conteggio maniacale dei like. Credo che sia una vera dipendenza. Si innesca nel cervello proprio lo stesso effetto che si prova per il fumo di sigaretta e se provi a farglielo notare diventano aggressivi, irritabili e negano l’evidenza…

  17. Ho letto in un vostro articolo un caso allarmante. In pratica, una ragazza aveva detto ai genitori che non dovevano toglierle il cellulare e che se non glielo avessero restituito lei si sarebbe buttata dalla finestra. Sfido chiunque a pensare che l’avrebbe fatto. Qualsiasi genitore non gliel’avrebbe mai data vinta., Eppure, lei si è buttata davvero. Ma ci rendiamo conto a cosa si arriva per uno stupido cellulare e per i segreti che i giovani nascondono alle famiglie? Chissà che le sarà passato per la testa. Ma immagino il dramma vissuto dai genitori

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