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Invalidità e 104

18 Agosto 2020 | Autore:
Invalidità e 104

Beneficiari della legge 104 e invalidi: differenze, requisiti per il riconoscimento dell’handicap e della riduzione della capacità lavorativa.

La legge 104 [1] è la legge quadro in materia di disabilità: è rivolta principalmente ai portatori di handicap. Ma handicap e invalidità sono la stessa cosa? La legge 104 si rivolge agli invalidi?

In merito ai destinatari della legge 104 è facile sbagliarsi in quanto, nella generalità dei casi, chi è portatore di handicap è anche invalido. Non bisogna tuttavia confondere l’handicap, il cui riconoscimento dà diritto ai benefici della legge 104, quali ad esempio i permessi retribuiti mensili e il congedo straordinario, con l’invalidità, il cui riconoscimento offre benefici differenti, come la pensione d’inabilità civile o l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali.

Quali differenze tra invalidità e 104? Osserviamo quali sono i presupposti per il riconoscimento dello stato d’invalidità e quali, invece, i presupposti per il riconoscimento dell’handicap.

Bisogna inoltre considerare che, in base alla condizione di disabilità, al tipo di disabilità ed alle proprie capacità complessive, il portatore di handicap ha diritto a diversi benefici riconosciuti in suo favore. A seconda della gravità dell’handicap, si può avere diritto, ad esempio, a dei permessi retribuiti dal lavoro, pari a 3 giorni al mese. Il familiare che assiste il disabile può inoltre aver diritto a un congedo dal lavoro pari a un massimo di 2 anni. Al disabile, in base alle condizioni sanitarie e personali, possono inoltre spettare importanti agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli specifici, di ausili e per l’abbattimento di barriere architettoniche. Per conoscere tutte le agevolazioni per i portatori di handicap e per gli invalidi, puoi leggere la nostra Guida alla legge 104.

Ad ogni modo, la legge 104 non è l’unica norma a contenere agevolazioni per i disabili, ma ci sono diverse leggi che individuano misure complementari a sostegno delle persone invalide e dei portatori di handicap.

È importante, poi, considerare anche che non tutte le agevolazioni sono collegate al riconoscimento dell’handicap, ma alcune risultano connesse ad altre condizioni, come l’invalidità o la non autosufficienza: bisogna distinguere le tre condizioni, anche se molti disabili sono sia invalidi, che portatori di handicap, o non autosufficienti.

Che cosa prevede la legge 104?

La legge 104, che come abbiamo osservato è la legge quadro in materia di disabilità, è finalizzata:

  • al rispetto della dignità e alla tutela dei diritti di libertà e di autonomia della persona portatrice di handicap;
  • all’integrazione del portatore di handicap nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società;
  • rimozione delle condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona;
  • alla garanzia dei servizi e delle prestazioni necessarie per prevenire, curare e riabilitare i portatori di handicap;
  • al superamento dell’emarginazione e dell’esclusione sociale del disabile.

In sostanza, lo scopo della legge 104 è aiutare chi è portatore di handicap attraverso numerosi interventi che riguardano la sfera lavorativa, sociale e familiare.

Chi è portatore di handicap?

Ma chi, nel dettaglio, può essere riconosciuto disabile, o portatore di handicap? È sufficiente il riconoscimento dell’invalidità? Handicap e invalidità non devono essere confusi: mentre l’invalidità consiste nella riduzione della capacità lavorativa, difatti, risulta portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

In altre parole, l’handicap consiste in uno svantaggio sociale, lavorativo o relativo alla sfera dell’apprendimento.

Vi sono poi quattro categorie principali di handicap, o disabilità:

  • disabilità sensoriali: si tratta di disabilità che riguardano i sensi, cioè vista, udito, tatto, gusto e olfatto;
  • disabilità motorie: queste disabilità sono connesse alla mobilità e all’efficienza degli organi deputati al movimento;
  • disabilità intellettive;
  • disabilità psichiche: riguardano i problemi psichici e di relazione, come le psicosi e i problemi psicologici, come le nevrosi gravi e invalidanti.

Spesso più disabilità possono coesistere: la persona a cui sono riconosciute diverse tipologie di disabilità sono riconosciute pluridisabili.

Chi riconosce la legge 104?

Perché l’handicap sia riconosciuto, deve essere emanato un apposito verbale dalla commissione medica Asl deputata al riconoscimento della legge 104, cioè dalla commissione medica per l’accertamento dell’handicap.

Da chi è composta la commissione medica legge 104? La commissione è composta da un presidente, due componenti, un esperto, un operatore sociale e un medico di categoria.

Ultimati gli accertamenti sanitari, la commissione:

  • redige il verbale di visita, che deve essere firmato da almeno 3 medici (tra cui il rappresentante di categoria, se presente); questo verbale è provvisorio;
  • invia il verbale per la validazione al Centro medico legale (Cml) dell’Inps, che può disporre nuovi accertamenti, anche tramite visita diretta;
  • il verbale definitivo viene infine inviato in duplice copia all’interessato: una con tutti i dati sanitari, anche sensibili, e l’altra con il solo giudizio finale.

Il verbale definitivo, a campione o su segnalazione del centro medico dell’Inps, può essere monitorato da parte della Commissione medica superiore (Cms).

Chi riconosce l’invalidità?

Perché sia riconosciuta l’invalidità civile, cioè la riduzione della capacità lavorativa generica, deve essere emanato un apposito verbale dalla commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sordità.

Da chi è composta la commissione medica invalidità civile? La commissione è composta da un presidente, un esperto, un operatore sociale, un medico del lavoro e un medico di categoria.

Ultimati gli accertamenti sanitari, anche in questo caso la commissione:

  • redige il verbale di visita, che deve essere firmato da almeno 3 medici (tra cui il rappresentante di categoria, se presente); questo verbale è provvisorio;
  • invia il verbale per la validazione al Centro medico legale (Cml) dell’Inps, che può disporre nuovi accertamenti, anche tramite visita diretta;
  • il verbale definitivo viene infine inviato in duplice copia all’interessato: una con tutti i dati sanitari, anche sensibili, e l’altra con il solo giudizio finale.

Il verbale definitivo d’invalidità, a campione o su segnalazione del centro medico dell’Inps, può essere monitorato da parte della Commissione medica superiore (Cms).

Come ci si rivolge alla commissione medica per invalidità e legge 104?

Per ottenere il verbale di riconoscimento dell’invalidità ed il verbale per il riconoscimento dell’handicap, l’interessato deve inoltrare, attraverso il sito dell’Inps, un’unica domanda.

Tramite la domanda d’invalidità unica, che può essere inoltrata previo invio all’Inps del certificato medico introduttivo da parte del proprio medico curante, è possibile chiedere il riconoscimento non solo di handicap e invalidità, ma anche della non autosufficienza, della cecità e della sordità.

Per accedere al servizio, è necessario essere in possesso delle credenziali dispositive per fruire dei servizi web dell’Inps (Pin Inps dispositivo, Spid, carta nazionale dei servizi o carta d’identità elettronica). Per maggiori approfondimenti, leggi la nostra Guida alla domanda d’invalidità.

Quali differenze tra handicap, invalidità e non autosufficienza?

Abbiamo osservato che invalidità ed handicap consistono in condizioni differenti, anche se la domanda per il riconoscimento delle condizioni è unica e la stessa persona può essere sia invalida che portatrice di handicap. Inoltre, alla condizione di invalidità può aggiungersi la non autosufficienza. Facciamo allora il punto sulle principali differenze tra handicap, invalidità e non autosufficienza:

  • l’invalidità consiste nella riduzione della capacità lavorativa della persona, derivante da un’infermità o da una menomazione; se la persona non è in età lavorativa (minorenni, over 67), per valutare l’invalidità non ci si riferisce alla capacità lavorativa, ma alla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età;
    • nella valutazione dell’invalidità civile si ha riguardo alla riduzione della capacità lavorativa generica;
    • per l’invalidità Inps o pensionabile, che occorre per il riconoscimento di prestazioni previdenziali quali l’assegno ordinario o la pensione d’invalidità, si ha riguardo all’attività svolta in precedenza, nonché ad ogni altra occupazione che il lavoratore possa svolgere, in relazione alla sua età, capacità ed esperienza, senza esporre a ulteriore danno la propria salute; in sostanza, si deve rilevare la residua capacità lavorativa in occupazione confacenti alle attitudini della persona;
  • l’handicap è lo svantaggio sociale, lavorativo o nella sfera dell’apprendimento derivante da un’infermità o una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa; come osservato, l’handicap può essere riconosciuto non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3; in oltre può essere sensoriale, psichico, motorio, intellettivo;
  • la non autosufficienza, invece, consiste nell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente, o nell’impossibilità permanente di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

[1] Legge 104/1992.


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