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Covid e migranti: i numeri smentiscono Salvini

17 Agosto 2020 | Autore:
Covid e migranti: i numeri smentiscono Salvini

Secondo il Consiglio superiore di Sanità, gli sbarchi comportano non più del 5% dei contagi contro il 25-40% degli italiani che tornano dalle vacanze.

Matteo Salvini l’aveva detto senza mezzi termini, alla vigilia di Ferragosto, durante una conferenza stampa sotto il sole di Forte dei Marmi: «L’unico problema legato al virus non sono i ragazzi che ballano ma quelli che sbarcano. Non è un nemico pubblico il ragazzo che va in spiaggia, in discoteca o al ristorante ma le migliaia di migranti che sbarcano sulle nostre coste».

Oggi, giorno in cui entra in vigore l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza con cui si chiudono le discoteche e le sale da ballo fino al 7 settembre, il presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, smentisce il leader della Lega dalle pagine del Corriere della Sera. Locatelli parla non in base a sensazioni «di pancia» o di sentito dire, ma numeri alla mano: «A seconda delle Regioni – spiega –, il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia. Il contributo dei migranti, intesi come disperati che fuggono, è minimale, non oltre il 3-5% sono positivi e una parte si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate».

Il conto è estremamente semplice, quindi: su 100 casi di positività, tra 25 e 40 sono stati importati da italiani che hanno fatto la vacanza all’estero o da stranieri che vivono regolarmente in Italia. Non oltre 5 contagi, invece, sono provocati da chi arriva con i barconi, i quali hanno preso il virus nei centri di accoglienza, non in Libia o in un altro Paese africano.

Locatelli è categorico: «O seguiamo le regole o rischiamo di dover chiudere altre attività dopo le discoteche. Forse si doveva prestare maggiore attenzione al rispetto delle regole d’oro: indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto in caso di impossibilità a mantenere il distanziamento interpersonale adeguato, osservare una scrupolosa igiene delle mani ed evitare assembramenti», riflette il presidente del Css, puntando il dito non contro «i disperati che fuggono» ma contro gli italiani che continuano a sottovalutare il rischio.

«La chiusura delle discoteche avrà un impatto economico – ammette Locatelli – ma la salute viene prima di tutto e quanto abbiamo visto accadere nelle discoteche come luoghi di assembramento va evitato, altrimenti rischiamo di ritrovarci presto in una situazione più allarmante. I giovani possono infettarsi e non sono al riparo da manifestazioni gravi. Tanti i ventenni ricoverati. Nessuno è immune. Il rischio per i giovani di infettarsi – conclude – è simile a quello di chiunque altro».



2 Commenti

  1. Che l’immigrazione sia un vero problema è chiaro a tutti, bisogna anche dire che Salvini prima di dare fiato alle corde vocali dovrebbe pensare a ciò che dirà, cosa che spesso non fà, peccato perchè dà l’opportunità alla sinistra di attaccarlo.

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