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Contenuti sito copiati: cosa fare?

20 Ottobre 2020 | Autore:
Contenuti sito copiati: cosa fare?

Tutela del diritto d’autore online: il ricorso all’autorità giudiziaria e quello all’Autorità garante nelle comunicazioni.

Comunicare attraverso internet è divenuto facilissimo: anche non volendosi cimentare con un proprio sito internet, è sufficiente un blog oppure anche solo una pagina social per poter condividere pensieri, opinioni e idee. La facilità con cui si può scrivere e pubblicare in internet ha però indebolito la protezione di questi contenuti. In altre parole, proprio perché la rete è praticamente accessibile a tutti, chiunque potrebbe copiare il contenuto di un sito e metterlo sul proprio. Pensa ad esempio a chi, volendo farsi pubblicità, decida di condividere con gli altri un proprio lavoro, come ad esempio un racconto o l’analisi politico-economica di una particolare vicenda. Ebbene, questi contenuti possono essere facilmente copiati e incollati su un’altra pagina, magari appropriandosi anche della paternità dello scritto. Cosa fare nel caso di contenuti internet copiati?

Facciamo un esempio per essere ancora più chiari. Un giovane avvocato, per farsi pubblicità in internet, crea un proprio sito web. Oltre all’indirizzo del proprio studio e ai recapiti telefonici, dedica uno spazio al commento delle sentenze più recenti della Corte di Cassazione. A centinaia di chilometri di distanza, un altro avvocato, per farsi ugualmente pubblicità ma per risparmiare la fatica di creare un contenuto originale, copia, per intero o solo in parte, il commento alla sentenza fatta dal primo avvocato e lo pubblica sul proprio sito. Questo comportamento è lecito? Come proteggere i contenuti internet? Il copyright esiste anche per le pagine internet oppure deve essere specificamente richiesto? Vediamo cosa dice la legge e come procedere se ti accorgi che il contenuto del tuo sito sono stati copiati.

Diritto d’autore: cos’è?

Parlare della tutela del contenuto dei siti internet nel caso in cui vengano copiati significa parlare del diritto d’autore e della tutela che la legge offre a tutti coloro che sono creatori di una qualsiasi opera creativa.

In pratica, il diritto d’autore tutela tutte le opere dell’ingegno caratterizzate dalla creatività. Tra queste rientrano non solo le opere cinematografiche, fotografiche, le composizioni musicali e quelle letterarie, ma anche i contenuti originali che si pubblicano sul web.

Diritto d’autore: in cosa consiste?

Abbiamo visto quali sono le opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore e quando sorge tale diritto. Vediamo ora quale forma di tutela è concretamente prevista per esse.

In buona sostanza, possiamo affermare che la legge sul diritto d’autore preveda due forme di tutela per l’autore di un’opera dell’ingegno che abbia carattere creativo:

  • la prima tutela riguarda il diritto a vedersi attribuita la paternità dell’opera (cosiddetto diritto morale d’autore);
  • la seconda forma di tutela investe la sfera economica, cioè le conseguenze patrimoniali che derivano dallo sfruttamento dell’opera dell’ingegno (cosiddetto diritto patrimoniale d’autore).

Diritto d’autore: come si forma?

Spiegato brevemente cos’è il diritto d’autore e in cosa consiste, vediamo ora come quando si acquista il diritto d’autore, cioè quando si diventa autori della propria opera e, di conseguenza, si può beneficiare della tutela prevista dalla legge sul diritto d’autore.

Il diritto d’autore nasce nel momento stesso in cui nasce l’opera. Secondo la legge [1], il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Dunque, il diritto d’autore nasce automaticamente insieme all’opera stessa: ciò significa che, se ad esempio scrivi una canzone o un romanzo, nel momento in cui il tuo lavoro è terminato (o, comunque, assume una forma di espressione intellettuale compiuta) puoi già definirti un autore tutelato a tutti gli effetti, a prescindere dalla pubblicazione o meno dell’opera.

Lo stesso dicasi per i contenuti pubblicati nei siti internet: secondo il nostro ordinamento, se ne diventa autori tutelati a ogni norma di legge nel momento in cui il lavoro può dirsi concluso, cioè allorquando rappresenti un’opera compiuta.

Pertanto, il copyright nasce nel momento in cui viene alla luce l’opera dell’ingegno, a prescindere da ogni concreta utilizzazione, pubblicizzazione o iscrizione nei pubblici registri (ad esempio, alla Siae). Non occorre nessun attestato o riconoscimento formale: i diritti d’autore su di un’opera nascono insieme alla stessa.

Contenuto sito internet copiato: come tutelarsi?

Poiché anche i contenuti dei siti internet (sia i testi che le immagini) sono protetti dal diritto d’autore, a prescindere dal fatto che su di essi appaia il simbolo del copyright (©), nel caso di violazione, colui che ritiene di essere stato leso nel proprio diritto può invocare la tutela prevista dalla legge, la quale consiste sostanzialmente nel chiedere la rimozione del contenuto lesivo del diritto d’autore e l’eventuale risarcimento dei danni.

L’azione legale a tutela dei diritto d’autore presuppone l’assistenza di un avvocato e il ricorso a un tribunale. Per evitare una lunga trafila giudiziaria e costi legali, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha previsto una specifica tutela per il diritto d’autore online.

In pratica, anziché ricorrere in tribunale, colui che ritiene di aver subito un vero e proprio atto di pirateria informatica (cioè, di violazione del copyright) può presentare un esposto all’Agcom e ottenere la rimozione del contenuto copiato o la disattivazione del sito che si è illegittimamente appropriato del contenuto protetto dal diritto d’autore.

Infine, è possibile tentare una soluzione bonaria della controversia, contattando il titolare del sito internet che ha copiato il contenuto e chiedendogli di rimuovere ciò che ha illegittimamente pubblicato, violando il diritto d’autore.

Il ricorso all’autorità giudiziaria

Poiché copiare i contenuti (testi, foto, immagini, ecc.) presenti su un altro sito è una condotta illecita, colui che ha visto violato il proprio diritto d’autore può fare ricorso in tribunale per chiedere la cessazione della violazione e il risarcimento dei danni.

Per quanto riguarda il primo aspetto, si tratta della cosiddetta tutela inibitoria: il giudice, accertata la violazione, deve ordinare a colui che ha copiato da un altro sito di eliminare il contenuto illegittimamente ottenuto, proibendogli altresì di ripetere l’illecito in futuro.

Per quanto riguarda il risarcimento, dovrà essere il titolare del diritto d’autore a dimostrare il danno che ha patito. Nel caso di contenuti internet copiati, il danno si può evincere in base alla perdita del traffico sul web. Mi spiego meglio.

Tutti coloro che sono titolari di siti internet possono controllare il traffico che c’è su di esso. Per traffico si intende il numero di visitatori del sito. È chiaro che, maggiori sono le visite, maggiore è la popolarità del sito e del suo autore in termini di visibilità e di presenza sul web. Ma non solo.

Se il sito ospita inserti pubblicitari, le visite consentono al titolare della pagina web di monetizzare, cioè di guadagnare per il semplice fatto che qualcuno si sia collegato a internet e si sia soffermato sul proprio sito.

Dalle statistiche sul traffico del sito è dunque possibile evincere l’eventuale calo di visitatori subito a causa della violazione del copyright da parte di altro sito il quale, appropriandosi illegittimamente del contenuto protetto, ha “deviato” sulla sua pagina il traffico che era destinato all’autore originario del contenuto.

Il risarcimento del danno potrà dunque essere dimostrato provando la perdita di visibilità del sito e i mancati incassati derivanti dalle pubblicità.

Si badi che la parte convenuta, cioè colei che ha copiato il contenuto del sito, non potrà giustificarsi dicendo di aver citato la fonte originaria: e, infatti, non è mai possibile copiare un contenuto protetto dal diritto d’autore senza ottenere l’autorizzazione dell’autore stesso.

Il ricorso all’Agcom

Il ricorso all’Agcom per la tutela del diritto d’autore online si pone già da qualche anno come strumento privilegiato per la tutela dei siti i cui contenuti sono stati illegittimamente copiati.

Fare ricorso all’Agcom è gratuito, non comporta alcun costo legale e consente di giungere a una rapida soluzione della controversia: un procedimento, infatti, non dura più di 35 giorni.

Tutto ciò che bisogna fare è visitare questo sito ddaonline, compilare il modulo inserendo tutte le voci obbligatoriamente richieste e inviare la segnalazione all’autorità garante.

È perfino possibile allegare la documentazione che si ritiene maggiormente opportuna per dimostrare l’illecito.

Il ricorso telematico all’Agcom non può essere presentato se è già pendente una procedura giudiziaria, cioè se si è già fatto ricorso al tribunale così come visto nel paragrafo precedente.

Il ricorso può essere dichiarato del tutto inammissibile, rigettato nel merito oppure accolto. Per la precisione, l’Agcom può dichiarare l’archiviazione in via amministrativa , prima dell’avvio del procedimento, per i seguenti motivi:

  • irricevibilità, perché l’istanza non è stata presentata seguendo correttamente la procedura stabilita;
  • improcedibilità, in quanto è già pendente un procedimento dinanzi all’autorità giudiziaria;
  • inammissibilità, perché la fattispecie segnalata non rientra tra quelle di competenza dell’Agcom;
  • manifesta infondatezza.

Per i casi in cui non siano riscontrati motivi di archiviazione in via amministrativa, l’Agcom avvia il procedimento istruttorio, nel corso del quale verifica la sussistenza della violazione contestata, nel rispetto del principio del contraddittorio.

Esaminati gli atti del procedimento, si possono adottare due tipi di provvedimenti:

  • un’archiviazione nel merito, qualora non ritenga sussistere la violazione del diritto d’autore o dei diritti connessi oggetto di istanza;
  • oppure un ordine attraverso cui l’Autorità esige, nel rispetto dei criteri di gradualità, proporzionalità e adeguatezza, che i prestatori di servizi di volta in volta individuati impediscano o pongano fine alla violazione accertata, attraverso la rimozione selettiva dell’opera o la disabilitazione dell’accesso al sito che l’ha illecitamente diffusa.

In qualunque momento del procedimento, purché prima della decisione, l’Agcom può disporre comunque l’archiviazione in via amministrativa per avvenuto ritiro delle istanze o adeguamento spontaneo da parte dei gestori della pagina o del sito internet: pensa a colui che provveda subito alla rimozione del materiale illecitamente copiato.

Soluzione bonaria della controversia

Infine, colui che non ritiene di dover adire il tribunale o l’Agcom, oppure che intende effettuare un tentativo preliminare di soluzione bonaria della controversia, può formalmente diffidare con una raccomandata chi ha illegittimamente copiato dall’altrui sito internet dal rimuovere immediatamente il contenuto plagiato.

In caso di rifiuto, allora sarà possibile agire seguendo una delle strade sopra prospettate.


note

[1] Art. 2576 cod. civ.

Autore immagine: Depositphotos.com


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