Diritto e Fisco | Articoli

Contatore gas rotto: il gestore deve sostituirlo?

20 Ottobre 2020 | Autore:
Contatore gas rotto: il gestore deve sostituirlo?

Come funziona la procedura per la verifica e l’eventuale cambio del misuratore dei consumi. I diritti dell’utente a cui sono stati addebitati più soldi.

Nulla dura in eterno, nemmeno il contatore del gas. Può capitare che cominci a funzionare male (quando succede, raramente è a beneficio del consumatore). Come può anche capitare che proprio non giri più. Si pongono due problemi. Uno, quello della bolletta: se l’apparecchio guasto segna un consumo superiore rispetto a quello effettivo, il conto diventerà automaticamente più salato e toccherà avviare la procedura per contestare i consumi e ottenere il rimborso. L’altro problema pratico, da risolvere al più presto è come si deve intervenire sul contatore gas rotto: il gestore deve sostituirlo? Oppure basta una riparazione per tentare di farlo andare correttamente finché dura?

Sia la verifica sia l’eventuale sostituzione del contatore del gas da parte del distributore sono regolati da apposite delibere. Se l’utente nota qualche anomalia nella lettura dei consumi ha la facoltà di chiedere che l’apparecchio venga controllato. Ma anche il distributore può decidere di effettuare una verifica, se lo ritiene necessario.

Per quanto riguarda, invece, la sostituzione del contatore del gas rotto, il distributore può cambiarlo sia per effettuare una verifica sia in caso di chiamata di pronto intervento.

Vediamo come funzionano queste due procedure, secondo quanto disposto dalla normativa in vigore e quanto spiegato dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Contatore del gas: l’utente può chiedere la verifica?

Come accennato poco fa, se un utente vuole che venga controllato il corretto funzionamento del contatore del gas deve presentare una richiesta di verifica dell’apparecchio al suo gestore, secondo le modalità previste dallo stesso.

Attenzione, però, perché la verifica non è gratuita. Il gestore dovrà comunicare al cliente il costo dell’intervento prima che la richiesta venga confermata. Una volta che l’utente ha deciso, il venditore trasmetterà entro due giorni lavorativi la richiesta della verifica al distributore. Sarà quest’ultimo, dunque, ad effettuare il controllo.

Ci sono, però, dei casi in cui l’utente può inviare la richiesta direttamente al distributore. Ciò succede, ad esempio, quando ci sono:

  • dei reclami scritti o delle richieste di informazioni circa i servizi di distribuzione o di misurazione;
  • delle richieste di preventivo per la realizzazione di lavori senza un contratto di fornitura;
  • delle richieste di spostamento di almeno quattro contatori effettuate da un amministratore di condominio per conto degli utenti;
  • delle richieste di spostamento di colonne montanti effettuate sempre da un amministratore di condominio per conto degli utenti;
  • delle richieste di spostamento di allacciamenti non attivi effettuate da un utente diverso dal subentrante.

Contatore del gas: come avviene la verifica?

Il distributore dovrà prendere appuntamento con l’utente per la verifica del contatore. Il controllo può avvenire sia nel luogo in cui è installato l’apparecchio sia in un laboratorio. In quest’ultimo caso, il contatore viene sostituito.

Se il controllo avviene presso il cliente e viene riscontrato un errore nella misura superiore ai valori ammissibili dalla normativa in vigore oppure ci sono guasti o rotture che non consentono la determinazione dell’errore, il distributore deve sostituire il contatore e redige un verbale indicando:

  • la data;
  • il PDR;
  • la classe del contatore rimosso;
  • la matricola;
  • l’anno di fabbricazione;
  • la lettura finale;
  • i dati del nuovo contatore;
  • l’eventuale presenza dell’utente finale attestata dalla firma dello stesso.

Il verbale deve essere conservato per cinque anni.

Se, invece, il contatore deve essere portato in laboratorio per il controllo, il distributore deve:

  • inviare tempestivamente al venditore una comunicazione con i dati del responsabile della verifica per conto del distributore e i riferimenti del laboratorio prescelto;
  • specificare nel resoconto della verifica il motivo per cui si è reso necessario l’invio del misuratore presso un laboratorio;
  • fornire all’utente le informazioni di cui al punto 1 in fase di sostituzione del misuratore;
  • redigere un verbale di sostituzione del contatore che consegnerà in copia al venditore e al cliente finale. Il verbale dovrà essere conservato per cinque anni.

Se il cliente non era presente, il contatore rimosso per la verifica deve essere conservato per 90 giorni solari successivi alla data in cui è stato consegnato il resoconto di verifica.

Una volta effettuata la verifica, il distributore mette a disposizione del venditore il risultato entro 20 giorni lavorativi da quando ha ricevuto la richiesta. Sforato quel termine per responsabilità del distributore, il cliente con contatore di utenza domestica (e, comunque, fino alla classe G6) ha diritto all’indennizzo automatico di:

  • 35 euro se il controllo viene eseguito entro il doppio del tempo stabilito;
  • 70 euro se realizzato entro il triplo del tempo;
  • 105 euro se viene fatto oltre il terzo del tempo.

Gli utenti con contatore tra la classe G10 e G25 o di classe G40 hanno diritto ad un indennizzo rispettivamente di 70 e di 140 euro.

Il distributore deve riconoscere l’indennizzo entro sei mesi dalla data effettiva della prestazione. In caso contrario, la somma viene triplicata. In ogni caso, l’importo deve essere riconosciuto entro sette mesi.

Nel caso in cui la verifica non sia effettuata, il calcolo dei sei mesi parte dal triplo del tempo standard fissato (in questo caso, 60 giorni lavorativi da quando il distributore ha avuto al richiesta).

Contatore del gas: risultati e costi della verifica

La verifica del contatore può portare all’accertamento di un errore nella misura superiore ai valori ammissibili fissati dalla normativa vigente, oppure di guasto o rottura che non consente la determinazione dell’errore. In questi casi, il distributore deve:

  • ricostruire la giusta misura dei consumi registrati per errore;
  • trasmettere al venditore entro 15 giorni lavorativi dall’invio del resoconto della verifica l’informativa sulla metodologia di ricostruzione utilizzata.

Non dovrà essere addebitato alcun costo all’utente per le prestazioni sopra citate.

Se, invece, la verifica accerta che ci sono stati degli errori nella misurazione non superiori ai valori ammissibili, il distributore addebita al venditore che, a sua volta, addebita all’utente:

  • un importo non superiore a 5 euro nei casi in cui il bollo metrico del contatore sia scaduto o il contatore non sia stato sottoposto alle verifiche periodiche previste dalla normativa;
  • l’importo previsto dal prezzario pubblicato sul proprio sito internet in tutti gli altri casi.

Va spiegato che il bollo metrico si considera scaduto quando la differenza tra l’anno indicato sul bollo stesso e l’anno in cui il cliente richiede la verifica è superiore a 15 anni.

Contatore del gas: come si ricostruiscono i consumi?

Nel tentativo di ricostruire i consumi errati al momento della verifica del contatore del gas, possono presentarsi due eventualità:

  • che il momento del guasto sia determinabile con certezza: la ricostruzione prenderà in considerazione, in questo caso, il periodo compreso tra il momento del guasto e la data della verifica o della sostituzione del contatore per l’invio ad un laboratorio specializzato;
  • che momento del guasto non sia determinabile con certezza: il periodo di ricostruzione, a questo punto, sarà compreso tra il momento della verifica o della sostituzione del contatore per l’invio ad un laboratorio qualificato e l’ultima lettura validata e non contestata dall’utente.

In ogni caso non potrà essere superiore ai cinque anni solari precedenti.

I consumi verranno, ad ogni modo, calcolati in base a dei criteri stabiliti dalla normativa che tengono in considerazione la percentuale di errore riscontrato, il consumo abituale dell’utente, i profili di rilievo, ecc. Se l’errore non è determinabile con certezza, può essere chiesto al cliente di procurare la documentazione necessaria ad attestare gli elementi appena citati.

Il cliente può inviare reclamo sulla ricostruzione dei consumi al proprio venditore. Quest’ultimo non può richiedere la sospensione della fornitura per morosità finché non fornisce una risposta motivata al reclamo scritto.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Si può pretendere la sostituzione, senza alcun costo, di un contatore che in 30 anni non è mai stato controllato o sostituito ??

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube