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Fatture elettroniche: si paga la marca da bollo?

18 Agosto 2020 | Autore:
Fatture elettroniche: si paga la marca da bollo?

Versamento virtuale valori bollati: F24 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, scadenze, adempimenti e sanzioni.

La gestione della fatturazione ordinaria non è semplice di per sé, ma risulta ancora più complessa la gestione della fatturazione elettronica.

Per imprese e professionisti, difatti, è ormai obbligatoria da tempo l’emissione della fattura elettronica: non si tratta di una semplice fattura in formato digitale, ad esempio inviata tramite mail in formato pdf, ma deve trattarsi di un documento redatto in un formato che ne garantisca l’integrità, l’autenticità e la leggibilità. Questi requisiti sono garantiti dall’invio del documento in formato xml: formati differenti, come il formato pdf, non possono integrare le caratteristiche fondamentali della fattura elettronica perché non consentono la lettura automatica dei dati e l’invio diretto al destinatario.

L’invio della fattura elettronica, poi, avviene attraverso il sistema d’interscambio Sdi, una sorta di postino virtuale dell’Agenzia delle entrate, attraverso cui si trasmettono e ricevono le fatture elettroniche e le fatture elettroniche alle pubbliche amministrazioni. Questo sistema fornisce i servizi di accreditamento, riceve le fatture elettroniche trasmesse, convalida e gestisce i flussi delle fatture, le indirizza al destinatario e notifica l’esito dei flussi tramite ricevute.

Ma che cosa fare nei casi in cui è obbligatorio apporre una marca da bollo alla fattura elettronica? Ci pensa il sistema d’interscambio Sdi? Si deve acquistare una marca da bollo virtuale? Per le fatture elettroniche si paga la marca da bollo? Il problema si pone in tutti quei casi in cui l’Iva in fattura non è dovuta, ad esempio perché il contribuente aderisce al regime fiscale forfettario.

Vediamo allora, dopo aver ricordato come funziona la fattura elettronica, che cosa succede nei casi in cui si deve apporre al documento la marca da bollo: come fare, come e dove pagare, come dimostrare che si è in regola con le marche da bollo.

Come funziona la fattura elettronica?

La fattura elettronica, in base alla definizione del decreto Iva [1] consiste in una fattura emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico.

Le 3 caratteristiche fondamentali della fattura elettronica sono:

  • integrità: perché la fattura sia considerata integra, il destinatario deve essere assolutamente certo che il contenuto non sia stato alterato in fase di emissione e trasmissione dei dati; il documento deve quindi essere redatto in un formato che ne garantisca l’immodificabilità;
  • autenticità: perché la fattura sia considerata autentica, il destinatario deve essere assolutamente certo che la fattura provenga da chi l’ha emessa; il documento deve quindi essere redatto in un formato che ne garantisca la provenienza;
  • leggibilità: perché la fattura sia considerata leggibile, il documento deve essere disponibile e visualizzabile, anche tramite un processo di conversione del formato, in forma leggibile per l’uomo su di uno schermo; il documento deve dunque essere redatto in un formato che ne garantisca la leggibilità.

L’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto possono essere garantite:

  • con sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile fra la fattura e la vendita dei beni o la prestazione dei servizi;
  • attraverso l’apposizione di firma elettronica qualificata o digitale di chi emette la fattura;
  • attraverso sistemi di trasmissione elettronica dei dati;
  • mediante altre tecnologie in grado di garantire l’autenticità dell’origine e l’integrità dei dati.

Per approfondire: “Guida alla fattura elettronica“.

Quando si deve applicare la marca da bollo nella fattura elettronica?

Generalmente, alla fattura elettronica non deve essere apposta alcuna marca da bollo, se l’operazione è assoggettata a Iva.

Se la cessione di beni o la prestazione di servizi, invece, non è assoggettata a Iva, ad esempio perché il contribuente aderisce al regime forfettario, va invece apposta una marca da bollo:

  • dell’importo di 2 euro;
  • qualora l’importo della fattura superi i 77,47 euro.

La marca da bollo, qualora l’importo superi i 77,47 euro, va apposta non solo alle fatture elettroniche, ma anche alle fatture ordinarie e alle ricevute fiscali (ad esempio, alle ricevute per lavoro autonomo occasionale svolto da chi non ha una partita Iva aperta), non solo alle fatture.

Franco, che non ha una partita Iva aperta, svolge un’attività di lavoro autonomo i via meramente occasionale a favore della società Alfa Srl. Il suo compenso è pari a 500 euro. Franco deve apporre alla ricevuta fiscale la marca da bollo pari a 2 euro, in quanto l’importo supera 77,47 euro.

La normativa prevede l’obbligatorietà dell’apposizione della marca anche per le fatture o ricevute rilasciate dal creditore.

Chi è obbligato ad applicare la marca da bollo in fattura?

La marca da bollo sulle fatture o ricevute fiscali emesse, sia elettroniche che ordinarie, va applicata:

  • da chi emette il documento;
  • quando il documento viene spedito e consegnato.

In altre parole, l’obbligo di apporre la marca da bollo da 2 euro grava su chi emette la fattura, ad esempio sul professionista o sull’impresa, o su chi emette la ricevuta fiscale, come il lavoratore autonomo occasionale.

Tuttavia, anche se è l’emittente l’obbligato all’apposizione della marca, la responsabilità del pagamento della stessa grava in solido su «tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con l’imposta di bollo» [2].

Che cosa significa? Significa che il cliente, o l’acquirente che riceve una fattura o un diverso documento sprovvisto di marca da bollo può essere sanzionato dalle Entrate perché il documento non è in regola. Che cosa vuol dire obbligato in solido? Vuol dire che il pagamento da parte anche di uno solo dei coobbligati libera tutti. Quindi, se il cliente paga la sanzione, “libera” chi ha emesso la fattura o la ricevuta irregolare (ma può “rifarsi” su di lui successivamente).

Qual è la sanzione per chi non applica la marca da bollo?

Se non si applica la marca da bollo alla fattura, la sanzione va da 1 a 5 volte l’imposta evasa. Più precisamente, nel caso in cui il pagamento dell’imposta di bollo non sia effettuato, oppure risulti insufficiente o irregolare, si applica una sanzione amministrativa, per ogni fattura irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa.

In altri termini, per l’omesso, insufficiente o irregolare versamento della marca da bollo si può subire una sanzione che va da 2 a 10 euro [3].

Come si applica la marca da bollo alla fattura?

La corretta procedura per l’applicazione della marca da bollo da 2 euro prevede:

  • l’applicazione, da parte di chi emette il documento, della marca da bollo da 2 euro sulla fattura o ricevuta fiscale originale da consegnare al cliente;
  • l’effettuazione, da parte di chi emette il documento, di una copia dell’originale, da conservare per la propria contabilità;
  • la conservazione e la registrazione in contabilità, da parte di chi emette il documento, della ricevuta di acquisto dei valori bollati cui le marche da bollo applicate si riferiscono.

Questa procedura è valida per le fatture e le ricevute cartacee, mentre per la fattura elettronica si procede diversamente.

È corretto esibire, nell’eventuale sede di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, tutte le marche da bollo da 2 euro apposte nelle fatture emesse ed archiviate, risultando però i documenti originali inviati ai clienti privi di marche? Questa procedura non è corretta: la normativa sull’Iva, infatti, prevede espressamente che il contribuente che emette la fattura o la ricevuta fiscale debba apporre la marca sull’originale e conservare una copia dell’originale.

Come si applica la marca da bollo alla fattura elettronica?

La procedura per l’apposizione della marca da bollo nella fattura elettronica risulta più complessa ed articolata.

Innanzitutto, la fattura elettronica deve recare la seguente dicitura:

«Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 del Dpr 642/1972 e del Dm 17/06/2014».

Che cosa vuol dire che l’imposta di bollo è assolta in modo virtuale? Significa che, essendo la fattura trasmessa elettronicamente, non è possibile acquistare i valori bollati ed apporli al documento, ma i valori sono pagati con altre modalità e non possono figurare nel documento elettronico inviato tramite il sistema d’interscambio Sdi.

Ma come si fa ad inserire la dicitura nella fattura elettronica? È sufficiente valorizzare l’apposito campo nel tracciato xml, durante la redazione del documento.

Come si paga la marca da bollo per la fattura elettronica?

Il pagamento dell’imposta di bollo deve essere effettuato dal contribuente tramite modello F24. Non è necessario che il contribuente invii una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, ma l’Agenzia stessa calcola l’imposta di bollo trimestralmente dovuta in base alle fatture emesse e inviate tramite sistema Sdi, non scartate [4].

Se le Entrate non hanno considerato uno o più documenti, il contribuente è tenuto a integrare il versamento F24. Quali sono i codici tributo da indicare nel modello di pagamento F24? Di seguito, i codici tributo, istituiti con risoluzione dell’Agenzia delle Entrate [5], che devono essere inseriti nella sezione “Erario” del modello, in corrispondenza delle voci “somme a debito versate” ed all’anno di riferimento:

  • 2521: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche– primo trimestre– art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2522: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche– secondo trimestre– art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2523: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche– terzo trimestre– art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2524: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche– quarto trimestre– art. 6 decreto 17 giugno 2014;
  • 2525: Imposta di bollo sulle fatture elettroniche– art. 6 decreto 17 giugno 2014– sanzioni;
  • 2526: imposta di bollo sulle fatture elettroniche– art. 6 decreto 17 giugno 2014– interessi.

Quando si paga la marca da bollo per la fattura elettronica?

Entro quando va pagata l’imposta di bollo complessivamente dovuta sulle fatture elettroniche emesse? È chiaro che si tratta di un pagamento “a consuntivo”, cioè a posteriori, in quanto l’importo dovuto è calcolato dalle Entrate sulla base dei documenti emessi.

La scadenza, per quanto riguarda il primo e il secondo trimestre, cambia in base all’importo complessivo delle fatture emesse nel periodo di riferimento, superiore o inferiore a 250 euro:

  • se l’imposta di bollo del 1° trimestre (gennaio-febbraio-marzo) complessivamente dovuta è superiore a 250 euro, la scadenza per il pagamento è il 20 aprile;
  • se l’imposta di bollo del 1° trimestre è inferiore a 250 euro, la scadenza per il pagamento è il 20 luglio;
  • l’imposta di bollo del 2°trimestre (aprile-maggio-giugno) scade il 20 luglio;
  • se l’imposta di bollo del 1° e 2° trimestre è inferiore a 250 euro, la scadenza è il 20 ottobre;
  • l’imposta di bollo del 3° trimestre (luglio- agosto- settembre) scade il 20 ottobre;
  • l’imposta di bollo del 4°trimestre scade il 20 gennaio dell’anno successivo.

note

[1] DPR 633/1972.

[2] Art.22 DPR 642/1972.

[3] Art.25 DPR 642/1972.

[4] Circolare 14/E/2019.

[5] Risoluzione 42/E/2019.


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