Lavoro: chi può essere licenziato da oggi

18 Agosto 2020 | Autore:
Lavoro: chi può essere licenziato da oggi

Finito il divieto imposto dal 17 marzo per l’emergenza coronavirus, torna la minaccia del recesso per alcune realtà non interessate dalla proroga.

Scade oggi lo stop generalizzato ai licenziamenti stabilito dal 17 marzo scorso. E, sempre oggi, scatta la proroga che vieta l’interruzione forzata del rapporto di lavoro per chi utilizza le 18 settimane di cassa integrazione di emergenza oppure i 4 mesi di esonero contributivo. Significa che in altre realtà un lavoratore può essere licenziato, in virtù di quanto previsto dal decreto Agosto.

Sono esclusi dal divieto:

  • i recessi motivati dalla cessazione definitiva dell’attività d’impresa per la messa in liquidazione della società, senza il proseguo dell’attività;
  • i licenziamenti frutto di un accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodo che permette di raggiungere un’intesa con il singolo dipendente per arrivare alla risoluzione consensuale del rapporto. In questo caso, il lavoratore ha comunque diritto alla Naspi;
  • i licenziamenti in caso di fallimento, se non è previsto l’esercizio provvisorio d’impresa o ne sia stata disposta la cessazione. Se l’esercizio provvisorio riguarda un solo ramo d’azienda, i licenziamenti sono ammessi in tutti gli altri settori.

Ma, in teoria, e secondo alcuni esperti il cui parere si basa sulla normativa approvata durante l’emergenza Covid, ci sono altri casi in cui da oggi un lavoratore può essere lasciato a casa. Questo può succedere quando:

  • l’azienda ha esaurito le 18 settimane di cassa integrazione, a meno che il datore non abbia chiesto ed ottenuto i 4 mesi di esonero contributivo;
  • l’azienda non può ricorrere alla sospensione dei lavoratori o alla riduzione del loro orario in seguito ad una modifica dell’organizzazione strutturale dell’impresa chiudendo, ad esempio, un ufficio o un reparto;
  • in caso di licenziamento collettivo non riconducibile all’emergenza coronavirus.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube