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Coniugi separati e canone Rai

20 Ottobre 2020
Coniugi separati e canone Rai

Se una coppia si separa chi deve pagare l’imposta sul possesso dell’apparecchio televisivo?

Tu e tua moglie vi siete separati e, da qualche mese, abitate in due appartamenti diversi. L’altro ieri, però, le è arrivata una bolletta della luce con l’addebito dell’imposta sul televisore. Ti sei ricordato, che l’utenza elettrica dell’appartamento in cui vive ancora la tua ex, è intestata a tuo nome.

In questo articolo, faremo il punto della situazione sui coniugi separati e canone Rai. Sicuramente, saprai che tutti coloro che hanno in casa un apparecchio televisivo sono tenuti a pagare allo Stato una tassa annuale. Se una coppia, a seguito della separazione, non abita più insieme allora è necessario effettuare una voltura per cambiare l’intestazione dell’utenza elettrica. Se poi il coniuge separato va a vivere in un immobile privo di televisione, allora deve presentare all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capirne di più sull’argomento.

Canone Rai: cos’è e a cosa serve?

Il canone Rai è una imposta che devono pagare una volta l’anno tutti coloro che possiedono un apparecchio televisivo oppure qualsiasi altro dispositivo idoneo alla ricezione del segnale audio e video. Non importa se il contribuente non guarda i programmi della Rai oppure usa la televisione solo come monitor del computer. Si tratta di una tassa sul possesso della TV e, come tale, va pagata da chiunque ne abbia una in casa.

Canone Rai: come si deve pagare?

Per l’anno 2020, il canone Rai è pari a 90 euro. Trattandosi di una delle tasse più evase in assoluto, da qualche anno, lo Stato ha pensato bene di addebitarla direttamente sulla bolletta della luce a cadenza mensile o bimestrale.

Se nessun componente della famiglia è titolare di un contratto di fornitura elettrica, il canone deve essere versato tramite il modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno. In tale ipotesi, vi è l’opzione di chiedere una rateizzazione:

  • semestrale: con due rate (31 gennaio e 31 luglio) da 45,94 euro ciascuna;
  • trimestrale con quattro rate (31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre) da 23,93 euro ciascuna.

Infine, è possibile chiedere al proprio ente pensionistico di addebitare il canone sulla pensione, purché il reddito non superi 18mila euro.

Canone Rai: quali sono i soggetti esonerati?

Sono esonerate dal pagamento del canone Rai le seguenti categorie:

  • anziani con un’età superiore ai 76 anni e un reddito annuale inferiore agli 8mila euro;
  • coloro che non possiedono un televisore: in tal caso occorre trasmettere all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di non detenzione;
  • ospedali militari, case del soldato e sale convegno appartenenti alle Forze Armate;
  • militari di cittadinanza straniera delle Forze Nato;
  • agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia;
  • proprietari di immobili concessi in locazione;
  • negozi che si occupano di vendita e riparazione degli apparecchi televisivi;
  • residenti all’estero che non hanno una casa anche in Italia.

Il soggetto che rientra in una di queste categorie deve presentare una dichiarazione sostitutiva di esenzione all’Agenzia delle Entrate. Può capitare, tuttavia, che nonostante il diritto all’esenzione il canone Rai venga comunque addebitato in bolletta. In casi del genere, è possibile chiedere il rimborso che verrà effettuato direttamente dalle imprese elettriche mediante accredito sulla prima fattura utile entro 45 giorni dalla ricezione oppure, se non va a buon fine, dall’Agenzia delle Entrate.

Coniugi separati e canone Rai

Partiamo da un esempio pratico.

Tizio si è separato e il giudice ha assegnato la casa coniugale alla moglie Caia. La bolletta della luce, però, è intestata al marito che, nel frattempo, si è trasferito in un altro appartamento.

A questo punto, la domanda che sorge spontanea è la seguente: in caso di separazione, chi paga il canone Rai? Se il coniuge separato al quale è intestata l’utenza elettrica (ad esempio, il marito) va ad abitare altrove è necessario procedere con la voltura della fornitura elettrica e modificarne il nome del titolare (ossia chi abiterà la casa familiare, ad esempio la moglie). Se poi il coniuge separato non possiede apparecchi televisivi nella nuova casa, allora, come già spiegato, deve inviare all’Agenzia delle Entrate, tramite una raccomandata A/R, la dichiarazione di non detenzione. In caso contrario, anche il separato che si trasferisce altrove è tenuto a pagare la medesima tassa.

Canone Rai: cosa rischio se non pago?

Diciamo che, al giorno d’oggi, è veramente difficile evadere l’imposta sul televisore dato che viene addebitata direttamente sulla bolletta della luce. Quindi, per non pagare il canone Rai è necessario mentire, cioè dichiarare falsamente di rientrare in uno dei casi di esenzione previsti dalla legge. Cosa rischia chi dichiara il falso? La reclusione, oltre al pagamento di una sanzione per non aver pagato la tassa allo Stato. Occhio però: l’Agenzia delle Entrate effettua controlli a campione sui soggetti che hanno presentato l’autocertificazione, quindi ti consiglio di pagare visto l’importo annuale davvero esiguo.

Canone Rai: quando si prescrive?

Il canone Rai è soggetto ad un termine di prescrizione di 10 anni che decorre dall’anno successivo a quello in cui il versamento è dovuto. A titolo esemplificativo, se non paghi il canone relativo all’anno 2020 e ricevi una cartella esattoriale nel 2040, allora puoi contestare l’atto dinanzi alla Commissione Provinciale Tributaria, non prima di aver notificato all’Agenzia delle Entrate un’istanza di mediazione.



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